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05 Novembre 2026
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In Emilia-Romagna famiglie e ragazzi più fragili, ma calano i minori soli non accompagnati

I bambini e i ragazzi emiliano-romagnoli vivono in un contesto migliore del resto d’Italia: il 32,4% delle bambine e dei bambini utilizza un servizio comunale per l’infanzia a fronte di una media italiana del 16,8%; il 94% frequenta attività scolastica nella fascia 4-5 anni e la percentuale di povertà relativa regionale e del 15,9% contro il 22,2% del Paese; il 61% dei ragazzi legge abitualmente libri (+9,2% rispetto alla media nazionale) e il 62,6% pratica sport (57,8% media italiana). A preoccupare, però, sono i numeri relativi al disagio psicologico: negli ultimi 10 anni gli accessi ai servizi di neuropsichiatria infantile sono aumentati del 73,3%, con il picco più alto (+192%) nella fascia d’età 13-17 anni, e secondo il report 2024 dell’Agenzia italiana per il farmaco, lungo la via Emilia sono state utilizzate 43,7 confezioni di psicofarmaci ogni mille bambini, con un +9% rispetto ai precedenti 12 mesi. Si segnala anche come, anche nel 2025, sia proseguito il processo di denatalità iniziato nel 2010: in Emilia-Romagna nel 2025 sono nati il 3,7% di bambini in meno rispetto al 2024. Il quadro è emerso nel corso della commissione Parità presieduta da Elena Carletti durante la relazione annuale della Garante per i minori Claudia Giudici, che ha tracciato il bilancio della propria attività nel 2025, anno in cui è intervenuto per fronteggiare 43 richieste di intervento: un impegno che non può non aver tenuto conto del quadro sopra descritto. Dalle tensioni familiari alla gestione dei bisogni educativi e socio-emotivi dei figli, passando per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e per la formazione dei tutori volontari: sono alcune delle sfide affrontate dalla Garante Giudici. In questo scenario, l’azione della Garante non si limita alla semplice registrazione delle segnalazioni, ma assume una funzione di osservatorio privilegiato, che monitora fenomeni emergenti e rileva criticità prima che evolvano in problematiche strutturali.

Il dibattito

Da parte dei consiglieri presenti in commissione è arrivata un generale apprezzamento per l’attività 2025 della Garante. A fare gli onori di casa è stata la presidente Carletti che ha parlato di “relazione piena di spunti e criticità che stiamo affrontando in questa legislatura anche grazie all’attività delle commissioni”, mentre Simona Larghetti (Avs) ha sottolineato come “bisogna dare anche ai bambini e ai minori gli strumenti per affrontare le proprie fragilità: in quest’ottica è giusto sostenere percorsi educativi all’affettività nelle scuole”. Maria Costi (Pd) ha chiesto di concentrarsi sul tema del lavoro e di come sia opportuno investire sulla scuola, mentre Niccolò Bosi (Pd) ha invitato a “concentrarsi sui troppi abusi che i minori subiscono: serve prevenzione perché quando si arriva al livello della denuncia giudiziaria vuol dire che non si è riusciti a prevenire i problemi”. Sulla stessa linea Vincenzo Paldino (Civici) che ha invitato a risolvere il problema dei minori rinchiusi in carcere insieme ai genitori detenuti, mentre Maria Laura Arduini (Pd) si è detta preoccupata per i dati relativi all’accesso ai reparti di Neuropsichiatria infantile. Valentina Castaldini (FI) ha sottolineato che “attraverso il compito di delega che ricopro in questo ambito ho compreso ancora di più l’orizzonte in cui si muovono le figure di garanzia: un bene prezioso per chi fa politica, perché ci aiuta ad arrivare dove si fatica ad arrivare e a trattare temi a volte legati all’ambito territoriale. Le complessità sono tante, ho imparato davvero molto, sono riuscita a capire che i piccoli passi sono il modo per arrivare al risultato. La relazione della garante ci fa capire la grande responsabilità che abbiamo come eletti e l’orizzonte che dobbiamo avere: il tema della demografia, il dramma delle separazioni, quello della neuropsichiatria. I garanti riescono ad avere il quadro delle situazioni di sofferenza della nostra regione e ci fanno capire come i modelli virtuosi possano essere pensati, accanto al lavoro delle cooperative sociali che è fondamentale”.  

I numeri dell’attività della Garante

Nel corso dell’anno sono state ricevute 43 segnalazioni e analizzando i dati per fascia di età, emerge che la maggior parte riguarda i bambini tra 6 e 11 anni (11 casi), seguiti dagli adolescenti 15-17 anni (5 casi). I più piccoli, tra 0 e 5 anni, sono 4, mentre i ragazzi nella fascia 12-14 anni sono 3. Le segnalazioni riguardano diversi ambiti, la maggior parte è per i conflitti e le separazioni familiari, con 9 segnalazioni, pari al 20,9% del totale, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Un’altra area di forte incidenza riguarda le criticità nelle risposte dei servizi sociali, con 10 segnalazioni, pari al 23,3% del totale: le problematiche riscontrate sono eterogenee e riflettono la complessità delle situazioni familiari e istituzionali coinvolte: le adozioni, le criticità in ambito scolastico, quelle relative alle comunità socio-educative. L’analisi delle segnalazioni per provincia mostra una prevalenza significativa su Bologna, con 32 casi (74,4%), seguita da Reggio Emilia (4 casi, 9,3%) e Modena (3 casi, 7%). Le province di Piacenza, Parma e Forlì-Cesena hanno registrato un numero minore di segnalazioni, mentre Ferrara, Rimini e Ravenna non hanno avuto segnalazioni nel 2025. L’azione della Garante non si limita alla semplice registrazione delle segnalazioni, ma assume una funzione di osservatorio privilegiato, che monitora fenomeni emergenti e rileva criticità prima che evolvano in problematiche strutturali. Un’attività che passa anche attraverso la collaborazione con tutti i soggetti attivi nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in regione anche attraverso tavoli di lavoro, eventi e progetti di rete.

L’Assemblea delle ragazze e dei ragazzi

A supporto della Garante regionale, in attuazione del diritto all’ascolto previsto dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, è stata fondamentale anche l’attività dell’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze che si è riunita periodicamente tutto l’anno con 14 incontri online e due in presenza nella sede di Viale Aldo Moro a Bologna. Alcuni componenti hanno rappresentato l’Assemblea a incontri con Servizi della Regione ed Enti esterni per condividere il lavoro svolto e contribuire alle riflessioni e al dibattito su temi rilevanti per le giovani generazioni della nostra regione.

I minori stranieri soli accolti in Emilia-Romagna

Dopo il boom del 2021-2023, anche in Emilia-Romagna il trend relativo alle presenze di minori stranieri non accompagnati ha subito una flessione e si è stabilizzato. Nel 2025, quindi, i minori soli non accompagnati in Emilia-Romagna sono stati 1.156, pari al 7,5% del totale nazionale. In merito alla distribuzione regionale dei minori presenti, l’Emilia-Romagna rappresenta nell’anno considerato la quarta Regione per accoglienza di MSNA, e come già detto, con 1.156 minori in accoglienza pari al 7,5% del totale, in calo di 291 unità rispetto al dato registrato a fine 2024. La provincia che registra un numero più alto è quella di Bologna con 380 presenze seguita da Parma (128) e Reggio Emilia e Forlì-Cesena con 106. Seguono Ravenna (104), Rimini (98), Ferrara (84), Modena (77), Piacenza (73). La provenienza dei minori stranieri soli presenti in Emilia-Romagna nel 2025, in base alla cittadinanza, vede censita principalmente quella ucraina al 41,9% sul totale regionale con 484 minori e in aumento rispetto al 2024 nonostante la conferma del calo a livello nazionale, seguita dalla cittadinanza egiziana (con il 20,6%, in forte aumento rispetto al 2024), tunisina (9,3%), gambiana (6,5%) e bangladese (4,4%). La cittadinanza albanese con il 3,8%, già in calo nel 2024 rispetto al 2023, nel 2025 non risulta più tra le prime cinque censite in Emilia-Romagna. Si evidenzia che l’Emilia-Romagna, con oltre il 16,0% delle presenze sul totale nazionale, è tra le regioni che si sono maggiormente attivate per dare ospitalità ai minori ucraini.

La formazione per tutori volontari

Per affrontare il tema dei minori stranieri non accompagnati, nel 2025 si è svolta la quarta edizione regionale del Percorso di formazione per aspiranti tutori e tutrici volontari/e di minori stranieri non accompagnati/e su base regionale, promossa dall’Ufficio della Garante in collaborazione con ANCI Emilia-Romagna e Settore Politiche Sociali d’Inclusione e Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna. Il numero più alto di candidature è stata la provincia di Ravenna, mentre con una flessione più evidente risultano quelle di Reggio Emilia, Modena e Bologna. Le candidate sono state prevalentemente donne (86,0%) e l’età media è di 49,5 anni.

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