Rifiuti, la solidarietà è obbligatoria e si paga in bolletta: «E paghiamo pure per i rifiuti abbandonati dagli incivili»
MIRANDOLA, CARPI, SAN FELICE SUL PANARO, MEDOLLA, SAN PROSPERO,SAN POSSIDONIO, CONCORDIA, CAMPOSANTO, NOVI DI MODENA, SOLIERA – Una bolletta dei rifiuti che arriva a casa e, tra le diverse voci di spesa, tre contributi che sollevano più di un interrogativo. A segnalarceli è un attento lettore, che ha deciso di rivolgersi alla nostra redazione dopo aver esaminato la fattura AIMAG ricevuta in questi giorni. A suscitare la sua protesta sono le cosiddette componenti perequative, tre importi aggiuntivi destinati a finanziare costi che non riguardano direttamente la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla singola utenza.
«Con mia sorpresa ho notato queste tre voci come spese di perequazione», racconta il cittadino, che preferisce rimanere anonimo. La prima riguarda i costi dei rifiuti accidentalmente pescati e volontariamente raccolti, la seconda le agevolazioni riconosciute in occasione di eventi eccezionali e calamitosi, la terza il finanziamento del bonus sociale destinato alle famiglie economicamente più fragili.
«Dobbiamo pagare noi i rifiuti degli incivili che buttano la spazzatura per strada o nei fossi?», domanda la lettrice, che si interroga anche sulle altre due voci: «Dobbiamo pagare non si sa bene per cosa? E dobbiamo pagare noi anche i bonus sociali?».
Ma che cosa sono esattamente queste spese? Le tre componenti non sono state introdotte autonomamente da AIMAG. Sono contributi stabiliti dall'ARERA, l'Autorità nazionale di regolazione per energia, reti e ambiente, e vengono applicati alle utenze del servizio rifiuti su tutto il territorio nazionale.
I costi sono uguali per tutti. La prima voce, denominata UR1, ammonta a 10 centesimi all’anno e serve a coprire i costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati, per esempio durante le attività di pesca, e di quelli volontariamente raccolti. Non riguarda quindi genericamente l'abbandono di spazzatura lungo le strade o nei fossi, come ipotizzato dalla lettrice.
La seconda, UR2, vale 1,50 euro all’anno e finanzia le agevolazioni tariffarie riconosciute alle utenze colpite da eventi eccezionali e calamitosi, secondo quanto previsto dalla normativa.
La terza, UR3, è la più consistente: 6 euro all’anno, destinati a finanziare il bonus sociale rifiuti, introdotto per sostenere le famiglie in condizioni di disagio economico. Il meccanismo prevede che il costo delle agevolazioni venga ripartito tra le utenze attraverso un contributo nazionale.
Complessivamente si tratta di 7,60 euro all’anno per utenza, al netto dell'Iva, che si aggiungono alla tariffa ordinaria dei rifiuti. Le prime due componenti sono in vigore dal 2024, mentre quella relativa al bonus sociale è stata introdotta nel 2025.
Segnaliamo inoltre che non importa se si vive da soli in un piccolo appartamento o in otto in una grande villa, né quanto si paga complessivamente per il servizio rifiuti. Il contributo è fisso: 7,60 euro all'anno per ogni utenza. Un meccanismo di solidarietà obbligatoria che non tiene conto della capacità economica di chi è chiamato a finanziarlo. Anche chi fatica ad arrivare a fine mese, ma non rientra nei requisiti per ottenere le agevolazioni, è tenuto a versare la stessa cifra di chi dispone di redditi molto più elevati.
La spiegazione normativa, comunque non cancella le perplessità del cittadino. «Onestamente caricare sui cittadini spese per altri o non ben specificate non è corretto ed è ingiusto. Già siamo martoriati da tasse di ogni genere, i costi della benzina e della spesa alimentare sono lievitati e, senza alcun tipo di informazione e trasparenza, ci inseriscono queste spese che non dovrebbero ricadere su di noi?».
Il lettore racconta inoltre di essersi già rivolto ad AIMAG due anni fa per chiedere spiegazioni sulle componenti perequative, senza ottenere, a suo giudizio, una risposta sufficientemente chiara. «Ho deciso di scrivere a voi perché ci meritiamo trasparenza».
Il punto sollevato dalla segnalazione, dunque, non riguarda soltanto l'importo richiesto, ma anche la comprensibilità delle bollette e il principio con cui vengono distribuiti i costi di servizi e agevolazioni di interesse collettivo. Un sistema di solidarietà nazionale previsto dalle regole, che però non tutti i contribuenti conoscono o condividono.
Resta una domanda che il cittadino pone e che merita attenzione: quanto vengono effettivamente spiegate agli utenti queste voci aggiuntive, prima che si ritrovino a pagarle in bolletta?

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