Debiti delle famiglie, Patto per il Nord: “A Modena oltre 6 su 10 hanno un finanziamento attivo”
"Il dato diffuso in questi giorni da CNA Modena merita una riflessione politica ed economica che vada oltre il semplice numero. A Modena il 63,1% delle famiglie ha almeno un finanziamento attivo, contro una media nazionale del 55%, mentre il debito residuo medio raggiunge 42.152 euro per famiglia, circa il 30% in più rispetto alla media italiana di 32.501 euro. Il dato deriva dall'analisi del Sole 24 Ore sui dati relativi all'esposizione creditizia e ai redditi. È importante, tuttavia, leggere questi numeri con equilibrio: rapportato ai redditi, il debito modenese richiede circa 19,1 mensilità per essere azzerato, un valore sostanzialmente in linea con la media nazionale. Non siamo quindi di fronte, automaticamente, a una situazione di emergenza generalizzata. Il problema riguarda soprattutto la vulnerabilità dei bilanci familiari qualora aumentino il costo del credito, le spese essenziali o la pressione complessiva sui redditi. Ed è proprio qui che, secondo Patto per il Nord Modena, il tema del debito delle famiglie si collega a quello più generale della sostenibilità del sistema pubblico. Nell'incontro pubblico che abbiamo dedicato al rapporto tra lavoro, pensioni, giovani, famiglie e spesa pubblica, abbiamo posto una domanda semplice: quanto reddito prodotto rimane realmente disponibile per le persone dopo tasse, contributi, costi della vita e impegni finanziari? Non possiamo affrontare separatamente questi elementi. Da una parte ci sono lavoratori e famiglie che devono sostenere mutui, prestiti e spese quotidiane; dall'altra ci sono pensionati che dipendono dalla capacità del sistema previdenziale di garantire nel tempo pensioni adeguate e sostenibili. In mezzo c'è una pubblica amministrazione che deve utilizzare le risorse disponibili con criteri di efficienza, trasparenza e responsabilità.
Per Patto per il Nord il problema non si risolve semplicemente aumentando la spesa pubblica. Al contrario, occorre interrogarsi sulla qualità della spesa, sulla capacità dell'amministrazione di ridurre gli sprechi e sulla possibilità di lasciare più risorse a chi produce reddito, lavora e investe. Il principio è quello che abbiamo ribadito anche nell'incontro pubblico: le risorse non sono infinite. Prima di chiedere nuove risorse ai cittadini bisogna rendere trasparente come vengono utilizzate quelle che già vengono raccolte. Il tema delle pensioni rientra pienamente in questa discussione. Garantire pensioni dignitose significa anche garantire un sistema sostenibile nel lungo periodo, evitando che il peso della spesa ricada sempre più sulle generazioni giovani e sui lavoratori attivi. Allo stesso modo, sostenere le famiglie oggi significa evitare che una parte crescente del reddito venga assorbita dal costo del credito e dalle spese incomprimibili. A Modena questa riflessione riguarda anche artigiani, commercianti e piccoli imprenditori. CNA ha evidenziato come, per chi lavora in proprio, il debito familiare e quello dell'attività possano gravare sullo stesso bilancio: un aumento del costo del denaro può quindi produrre un effetto doppio. Per questo riteniamo necessario lavorare su tre direttrici:
- maggiore accessibilità al credito per famiglie, artigiani e microimprese;
- strumenti di prevenzione del sovraindebitamento, prima che una difficoltà temporanea diventi una situazione irreversibile;
- maggiore responsabilità e trasparenza nella gestione della spesa pubblica, perché ogni risorsa sottratta all'economia reale deve avere una motivazione e produrre un beneficio verificabile per la comunità.
Il dato nazionale sul sovraindebitamento conferma che il problema non può essere ignorato: le procedure di composizione della crisi sono quasi raddoppiate tra il 2021 e il 2025 e le domande di esdebitazione dell'incapiente sono cresciute del 630%".“Il punto – dichiara Ghelfi Riad – non è demonizzare il ricorso al credito, che spesso è uno strumento necessario per comprare una casa, sostenere un'attività o affrontare una spesa importante. Il punto è capire quanto margine rimane alle famiglie dopo aver pagato rate, tasse e costi essenziali. E questo ci riporta direttamente alla discussione che abbiamo fatto su lavoro, pensioni e pubblica amministrazione: se vogliamo un territorio forte, dobbiamo fare in modo che le risorse prodotte rimangano il più possibile disponibili per famiglie, lavoratori e imprese e che quelle gestite dal settore pubblico siano utilizzate con responsabilità e trasparenza".
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