Il Comitato “Aimag per il Territorio” chiede un servizio idrico integrato a misura del territorio
CARPI - Nota stampa da parte del Comitato Aimag per il Territorio:
"La famosa scadenza formale dell’affidamento del servizio idrico, già prorogata al 2027, sarà ulteriormente posticipata; non si prevede infatti la pubblicazione del bando di gara entro tale data. C’è quindi il tempo per correggere quelle che noi consideriamo “storture” della nuova procedura di affidamento del servizio adottata dagli organi regionali competenti. Se non verrà modificato il criterio che porta ad avere in tutta la regione ambiti minimi provinciali per lo svolgimento delle gare di affidamento del servizio, le gestioni a controllo pubblico virtuose come Aimag saranno sacrificate senza nemmeno una verifica su dati reali e una comparazione tra ambiti di dimensioni provinciali ed ambiti minori e tra gestori di rilevanza nazionale e gestori di dimensioni adeguate al territorio, su qualità, efficacia, efficienza, tasso di investimento e gradimento degli utenti. La regolazione delle funzioni pubbliche del Servizio Idrico Integrato è attribuita dalla Regione Emilia Romagna ad ATERSIR cui sono demandate:
- la ricognizione delle infrastrutture ed approvazione del Piano d’Ambito;
- la definizione delle forme di gestione, l’affidamento e le condizioni del servizio;
- la definizione degli standard di costo e la predisposizione dei Piani Economici e Finanziari secondo il Metodo Tariffario del Regolatore Nazionale (ARERA).
ATERSIR, come abbiamo sempre detto, ha anche un ruolo politico affidato ai sindaci del territorio di riferimento. A nostro parere questo ruolo nella definizione degli ambiti di gara per il Servizio Idrico è scaduto in un mero atto burocratico. Dai report di Atersir risulta che Aimag è già oggi tra i gestori più performanti e che possiede i requisiti per sostenere lo sviluppo dei Piani d’Ambito nel proprio territorio e sarebbe quindi in grado di competere, in una gara aperta su un sub-ambito anche maggiore, dal punto di vista tecnico, economico finanziario, con qualunque altro concorrente indipendentemente dalle dimensioni. Da tempo questo Comitato chiede un sub ambito, per avere alternative; le scelte fatte a suo tempo non erano obbligate (altre regioni hanno operato diversamente) e non sono irreversibili a fronte di nuove possibili aggregazioni anche interprovinciali. Manca una tenace azione politica rivolta sia alla Regione, sia ad ATERSIR, per salvaguardare quegli ambiti che possono garantire, sulla base di dati validati dalla stessa Agenzia, efficacia, efficienza e adeguata capacità di investimento. Aimag è territorialmente confinante con altre multiutility e sarebbe un passaggio assolutamente fattibile e utile per tutta l’area Nord allargata da Carpi a Finale con alcuni comuni del bolognese. Le ragioni storiche e territoriali ci sono, e francamente anche le condizioni di efficienza ed efficacia (la governance vicina ai territori è fondamentale per l’efficacia e cioè per il raggiungimento degli obiettivi che la politica si pone nella gestione di determinati servizi).
I sindaci fino a questo momento ci sono sembrati molto timidi nel chiedere il SUB AMBITO. Perché? Si rendono conto della grande responsabilità che hanno e avranno se non riescono ad ottenere un sub ambito idrico? E’ in loro potere chiederlo e ottenerlo. Perché questa indifferenza? Perché ATERSIR si trincera dietro norme che è in suo potere superare? In Emilia-Romagna i giganti multiservizi sono Hera e Iren. Per società come Aimag, la possibilità di mantenere il controllo pubblico del Servizio Idrico sta in un SUB AMBITO, cioè in un territorio di dimensioni consone alla potenzialità che avrebbe di consociarsi con altre aziende multiservizi di dimensioni simili. In questa occasione si misurerà anche l’abilità del C.d.A. di predisporre una programmazione strategica che superi ostacoli burocratici e pressioni politiche. Il patrimonio di conoscenze e di strumentazioni per gestire con efficacia i servizi pubblici rappresenta qualcosa di unico non facilmente reperibile al di fuori dello specifico settore. Nelle proposte del precedente C.d.A. è mancata secondo noi la valutazione della potenzialità industriale-imprenditoriale del gruppo. Auspichiamo che le proposte del nuovo C.d.A. sappiano ricercare collaborazioni e partnenariati industriali che non siano esclusivamente vincolati al solo socio privato, e non vi siano ostacoli a iniziative utili al consolidamento e allo sviluppo di Aimag.
Il Comitato Aimag per il Territorio continuerà a fare il lavoro per cui è nato, cioè continuerà ad informare doverosamente i cittadini, che eventualmente sapranno come regolarsi, specialmente davanti a leggi presentate come insuperabili anche quando non lo sono. Intanto vediamo chiaramente che questa ricerca di un sub ambito idoneo per Aimag è contrastata da ATERSIR che adduce come spiegazione la obbligatorietà di una disposizione governativa nazionale tacendo sul fatto che l’obbligatorietà nasce non direttamente da disposizioni nazionali. Un ente intermedio dove manca una convinta azione politica dei sindaci di numerosi comuni rischia di mettere una seria ipoteca per la gestione virtuosa e sul futuro di Aimag nel silenzio dei tanti sindaci recentemente riuniti in un patto parasociale per garantire quella che si dice una gestione pubblica della nostra multiutility. Sindaci che hanno investito risorse pubbliche per finanziare studi, chiesto pareri legali per valutare quali potrebbero essere le scelte più opportune per il territorio, ma che di fronte al parere di ATERSIR perdono ogni velleità di cambiamento!"
- Irruzione al supermercato Md, Ial: "Abbiamo difeso nostri allievi da una spedizione punitiva"
- Cavezzo si prepara per "Fuori di Fusto": ecco il programma completo
- "Make Sense Campaign" venerdì visite gratuite al Policlinico di Modena
- Il Comitato "Aimag per il Territorio" chiede un servizio idrico integrato a misura del territorio
- Famiglie e adolescenti: al via le prime iniziative Ucman a Camposanto e San Possidonio
- Henkel Adhesive Technologies incontra a Mirandola le imprese del distretto biomedicale
- La pelle si espande senza perdere le sue cellule staminali: uno studio internazionale con Unimore svela come















































































