Irruzione al supermercato Md, Ial: “Abbiamo difeso nostri allievi da una spedizione punitiva”
«Era una spedizione punitiva contro un nostro allievo, difeso e protetto da una nostra giovane docente, che ha messo a rischio la propria incolumità pur di far desistere gli aggressori. Per questo affermiamo senza tema di smentite che i nostri allievi non sono gli autori, ma le vittime di quanto accaduto martedì scorso».
Lo dichiara lo Ial Emilia-Romagna, l’ente di formazione professionale accreditato dalla Regione che gestisce il biennio di istruzione e formazione nella sede di via Rainusso a Modena.
«Martedì 22 settembre alle 14, cioè al termine delle lezioni, mentre i nostri allievi si accingevano a uscire di scuola, alcuni nostri docenti si sono accorti che sul piano rialzato davanti alla nostra sede e in parte giù in strada, cioè in via Rainusso, c’era un folto gruppo di ragazzi (almeno 50-60) non frequentanti i nostri corsi e presumibilmente studenti di altre scuole – racconta Natascia Schieri, responsabile della sede Ial di Modena - Valutando la situazione potenzialmente pericolosa, alcuni docenti hanno accompagnato in strada e scortato i nostri ragazzi fino a palazzo Europa. Nel frattempo abbiamo chiamato le forze dell’ordine. In quel frangente una giovane collega ha difeso un allievo che un gruppo di giovani stava per aggredire, mentre un’altra docente è stata insultata».
Il personale Ial ha visto che alcuni ragazzi sono entrati nel supermercato MD e non può escludere che tra loro ci fosse anche qualche allievo Ial.
«Siamo a disposizione delle forze dell’ordine per collaborare nell’individuazione e identificazione dei responsabili – assicura Schieri - Se risultasse che qualche allievo è coinvolto, prenderemo i relativi provvedimenti, come già abbiamo fatto in passato. Sono anni che parliamo con le famiglie per cercare di affrontare e risolvere insieme eventuali problemi dei nostri ragazzi anche al di fuori del contesto scolastico. Nel frattempo, però, non possiamo accettare che gli studenti e un’intera scuola siano messi sotto accusa da chi non conosce i fatti e si nutre pregiudizi».
Sull’episodio interviene anche il presidente dello Ial Emilia-Romagna, Ciro Donnarumma.
«La città non può delegare al nostro ente la tutela dell’incolumità dei nostri allievi all’esterno della scuola. Siamo docenti, formatori ed educatori, non agenti di polizia e carabinieri – sottolinea Donnarumma – Noi stiamo facendo del nostro meglio per affrontare e prevenire fenomeni di devianza e disagio giovanili. Stiamo collaborando con CeDisMa, il centro studi e ricerche su marginalità e disabilità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per migliorare il benessere dei nostri ragazzi. Presto saremo certificati per la nostra attività di prevenzione del bullismo, sia fisico che via social. Abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli e che – conclude il presidente dello Ial Emilia-Romagna - l’intera città è al nostro fianco per costruire una comunità autenticamente educativa che non lascia indietro nessuno».
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