A Bondeno, cresce “Lo scaffale del dialetto” grazie a nuove donazioni
BONDENO (FE) - Lo “Scaffale del dialetto” è un progetto che cresce, con nuove donazioni di materiali e un processo di digitalizzazione che è stato possibile anche grazie a fondi regionali. La cosa più importante è che, a distanza di un anno e assieme alle altre iniziative comunali per valorizzare la parlata dialettale, il patrimonio di tradizione che si sta coltivando all’interno dello spazio apposito della biblioteca “L. Meletti” si appresta ad abbracciare anche le nuove generazioni.
«E’ passato circa un anno da quando abbiamo inaugurato questo spazio dedicato al vernacolo e alla cultura dialettale locale – dice l’assessora ai servizi bibliotecari, Francesca Aria Poltronieri –. A distanza di dodici mesi abbiamo visto confluire nuovi scritti e materiali, grazie all’intraprendenza di Dugles Boccafogli, che ringrazio. Le prime donazioni – prosegue l’assessore – avevano riguardato i lavori di Euno Borsatti (curatore di un vero e proprio dizionario sull’argomento), Nerio Poletti e Luciana Guberti. Abbiamo, però, voluto allargare il discorso ad altri personaggi della cultura locale che hanno dato un loro contributo al vernacolo. Ovvero, Bruno Bergonzini e Edoardo Roncatti».
Proprio a loro sarà dedicato un momento istituzionale nella mattinata di sabato 24 ottobre (ore 11) durante il quale alcuni esperti saranno chiamati al confronto proprio in biblioteca.
Prenderanno parte a questo evento il professor Gianpaolo Borghi, che non poté partecipare all’inaugurazione di un anno fa, ma che verrà a Bondeno per parlare di dialetto e raccolte documentarie, mentre Anastasia Rizzoni (curatrice dei servizi bibliotecari della cooperativa Cidas) farà il punto sul progetto di digitalizzazione del patrimonio raccolto.
Bondeno aveva vinto uno specifico bando riguardante la valorizzazione del dialetto, che riguardava il processo di digitalizzazione dei documenti. Una dematerializzazione che andrà avanti con l’impegno del Comune. «E’ un impegno che vogliamo proseguire – conferma l’assessore Poltronieri – perché ci sono ancora tanti lavori da documentare. Quindi, assieme alle tante persone che stanno lavorando con noi, intendiamo fare crescere ancora il nostro “Scaffale del dialetto”». Il progetto servirà anche alla trasmissione intergenerazionale della cultura dialettale. Sabato mattina, al termine del convegno dedicato all’argomento, ci sarà la scopertura della targa che è stata aggiunta per ricordare il contributo di Bruno Bergonzini e Edoardo Roncatti. Un altro passo verso la conoscenza della parlata ferrarese.
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