Case popolari, Platis-Coppi (Forza Italia): “La Regione cancella la residenzialità storica e l’obbligo di un contratto di lavoro, così il sistema crolla”
MODENA - «L'abbattimento dei criteri regionali di residenzialità storica e l'eliminazione dell'obbligo di un contratto di lavoro per l'accesso agli alloggi pubblici da parte dei cittadini extracomunitari rappresentano scelte che rischiano di penalizzare chi ha contribuito per decenni alla crescita della nostra comunità. L'Assemblea legislativa, richiamandosi alle sentenze della magistratura, ha approvato una riforma che lascia aperti interrogativi sulla sostenibilità economica e sui criteri di assegnazione. Una cosa è rispettare le pronunce dei giudici, altra cosa è rinunciare a individuare strumenti compatibili con la legge che valorizzino il radicamento territoriale e garantiscano la tenuta del sistema».
Lo dichiarano Antonio Platis e Francesco Coppi, membri della segreteria regionale di Forza Italia.
«Nella sola provincia di Modena, nel patrimonio pubblico gestito da ACER, i dati di fine 2024 evidenziano 2.825 nuclei familiari morosi per l'annualità, per oltre 1,85 milioni di euro di canoni non saldati. Al 30 settembre 2025 la morosità complessiva si attestava a 8.359.852 euro, pur registrando una riduzione di oltre 1 milione e 650 mila euro rispetto all'ottobre precedente.
Numeri negativi, ma che in realtà sono tra i migliori tra le aziende regionali.
Proprio per questo preoccupa una riforma che modifica i requisiti di accesso senza accompagnarli con ulteriori garanzie finanziarie e strumenti di prevenzione della morosità. La cancellazione del requisito lavorativo per i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno almeno biennale impone una domanda precisa: quali misure intende mettere in campo la Regione per assicurare la sostenibilità delle assegnazioni e tutelare i bilanci degli Enti?
Il tutto mentre tante famiglie italiane e straniere da lungo tempo radicate sul territorio attendono una risposta al proprio bisogno abitativo. A Modena circa il 60% delle domande di accesso agli alloggi ERP proviene da nuclei familiari stranieri, una percentuale nettamente superiore all'incidenza degli stranieri sulla popolazione residente. Una situazione che richiede la massima trasparenza sulle graduatorie, sui criteri adottati e sulle assegnazioni effettive.
La Regione, eliminando la premialità regionale legata alla residenzialità storica, ha inoltre rimesso ai singoli Comuni la responsabilità di decidere se e come valorizzare l'anzianità di residenza. Una scelta che rischia di produrre regole differenti da territorio a territorio e di lasciare le amministrazioni locali sole davanti a decisioni particolarmente delicate. La casa pubblica è una risorsa limitata e preziosa e la solidarietà deve accompagnarsi a regole chiare, controlli efficaci e risorse adeguate. Un provvedimento – concludono gli azzurri - scellerato che calpesta il merito, ignora la sostenibilità economica e decide deliberatamente di penalizzare i cittadini che da una vita pagano le tasse e sostengono i servizi di questa regione. Il rischio concreto è compromettere un patrimonio costruito e mantenuto con risorse pubbliche, a danno proprio delle persone che hanno maggiormente bisogno di una casa».
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