Duplice omicidio a Mirandola, il mistero del messaggio inviato dal telefono di Vincenza
MIRANDOLA – Un messaggio apparentemente normale, una risposta come tante altre. Eppure quelle poche parole, ricevute sul telefono da un'amica di Vincenza Giannini, potrebbero nascondere un elemento importante per ricostruire quanto accaduto nella casa di via Imperiale, dove giovedì 15 ottobre la donna, 74 anni, e il marito Pietro Ferdinando Casari, 82, sono stati trovati uccisi.
Il particolare emerge dalle testimonianze raccolte dal Resto del Carlino. Un'amica di Vincenza avrebbe inviato alla donna un messaggio intorno alle 19.30, ricevendo una risposta che lasciava intendere che tutto procedesse normalmente: «Stasera sono fuori a cena, ci sentiamo più avanti».
Una frase che, alla luce della tragedia scoperta nell'abitazione, assume un significato inquietante. Secondo quanto riportato dal quotidiano, infatti, i primi accertamenti farebbero ritenere che a quell'ora Vincenza potesse essere già morta. Se questa circostanza fosse confermata, la domanda sarebbe inevitabile: chi ha risposto al messaggio dell'amica?
È uno degli interrogativi che circondano il duplice omicidio di Mirandola. Al momento non risultano conferme ufficiali né sul contenuto dello scambio di messaggi né sull'esatto orario della morte delle due vittime. Non è quindi possibile stabilire se il telefono sia stato utilizzato da un'altra persona o se la risposta sia stata inviata quando Vincenza era ancora in vita.
La ricostruzione dei contatti telefonici, se il racconto fosse confermato, potrebbe comunque contribuire a definire la cronologia degli avvenimenti all'interno della casa.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Modena e affidate alla Polizia di Stato. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore dei due coniugi, trovati morti in circostanze di estrema violenza. È stato ascoltato anche Daniele Tavoni, figlio di Vincenza, sul quale si sono concentrati i primi sospetti.
Il mistero del messaggio resta, per ora, un elemento riferito dalla stampa e non un fatto investigativo definitivamente accertato. Ma racconta quanto siano ancora numerosi i punti da chiarire su ciò che è successo nella casa di via Imperiale.
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