In tanti alla veglia di Pietro Casari e Vincenza Giannini
Si è tenuta nella giornata di oggi, 27 ottobre, la veglia funebre per Pietro Casari e Vincenza Giannini, i coniugi brutalmente assassinati nella loro casa di via Imperiale e trovati lì, la sera del 15 ottobre. I funerali si terranno domani, 28 ottobre, presso il Duomo di Mirandola. Le esequie sono a cura dell’agenzia funebre Paltrinieri Rocco e Arkadi di San Felice sul Panaro. La sindaca di Mirandola Letizia Budri ha dichiarato lutto cittadino per la giornata. Una scelta che esprime “la vicinanza e la partecipazione dell’intera comunità mirandolese al dolore per la scomparsa delle due vittime”, come si legge su una nota pubblicata dal Comune. Durante il Consiglio comunale sarà anche osservato un minuto di silenzio.
Difficile dire quante persone hanno partecipato alla veglia che si è tenuta alla Domus di Mirandola. Più di 50, sicuramente decine, segno che Casari e Giannini erano molto amati da chi li conosceva. Tra i presenti c’era Stefano, figlio di Pietro. Insieme a lui, moltissimi famigliari e amici ed è verosimile pensare che alla cerimonia di domani i presenti saranno anche di più. Impossibile raccontare il dolore di questi giorni. Chi era vicino a Pietro lo ha definito un uomo molto buono. Vincenza è stata ricordata come una persona dolcissima. Quella sera del 15 ottobre c’era incredulità, sconvolgimento per un orrore insensato che ha travolto all’improvviso due innocenti. Oggi il dolore di chi è rimasto ha avuto il tempo di sedimentare. La veglia però è stata anche occasione per ritrovarsi, rinsaldare i rapporti, anche se in una circostanza così triste.
Vincenza era la Cinzia che tutti ricordano a San Felice
Da parte nostra non riusciamo a trovare le parole per esprimere sufficiente vicinanza a queste persone. Raccontare circostanze simili è difficile anche per chi ha il dovere di fare cronaca, il cordoglio travolge anche noi. Tutto quello che si può fare è pretendere che giustizia sia fatta, che eventuali responsabilità vengano individuate e che sia posto rimedio alle mancanze che potrebbero aver portato a questo evento tragico. Stefano Casari lo aveva detto nei giorni scorsi: Pietro e Vincenza dovevano essere aiutati. È legittimo perlomeno avere il forte sospetto che i meccanismi del nostro sistema non abbiano funzionato a dovere. Gli elementi del caso sono ancora al vaglio degli inquirenti, sta a loro ricostruire quanto è successo. Inoltre il passato non si può cambiare. Crediamo comunque sia doveroso impegnarsi per dare giustizia a chi è rimasto e offrire il corretto sostegno ad altre persone che potrebbero vivere situazioni analoghe a quelle in cui si trovavano Pietro e Vincenza.
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