San Felice, rubato il rame a Torre Borgo appena restaurata. La rabbia dell’architetto Calanca: «Un gesto spregevole»
SAN FELICE SUL PANARO – Non si è fatto in tempo a festeggiare il recupero di Torre Borgo e dei locali della canonica della chiesa madre di San Felice sul Panaro che sono già arrivati i ladri. Nel mirino il rame, sottratto durante la notte dal complesso appena restaurato, nel pieno centro storico del paese. Un furto che colpisce un luogo simbolico della ricostruzione post terremoto e che ha provocato l'indignazione dell'architetto Davide Calanca, progettista dell'intervento di restauro.
Soltanto domenica Sul Panaro aveva raccontato il bel lavoro di recupero realizzato a Torre Borgo, un intervento che ha restituito alla comunità una parte importante del proprio patrimonio storico e architettonico. A pochi giorni dall'inaugurazione, però, è arrivata l'amara sorpresa.
«Uno prova a fare del suo meglio per la ricostruzione pubblica del proprio paese, ma non si fa in tempo a inaugurare che qualche infame pensa a portare via il rame nottetempo e in pieno centro storico», denuncia Calanca, affidando a parole durissime tutta la propria amarezza.
«È come sparare sulla Croce Rossa e questa cosa è ancora più spregevole», aggiunge l'architetto, che si è recato immediatamente dai Carabinieri per formalizzare la denuncia.
«Mi trovo ora dai nostri carabinieri per denunciare il fatto, sperando se non altro in una giustizia più elevata, laddove la mano della legge non riuscisse ad arrivare».
A rendere particolarmente odioso l'episodio è il luogo in cui si è verificato. Torre Borgo e gli ambienti della canonica rappresentano infatti uno dei tasselli del lungo percorso di recupero del patrimonio storico di San Felice, duramente colpito dal terremoto del 2012. Un lavoro che ha richiesto progettazione, risorse e anni di impegno per restituire alla cittadinanza spazi rimasti a lungo inutilizzabili.
Il furto del rame, oltre al danno materiale, rappresenta dunque uno sfregio a un bene appena restituito alla collettività. Non si tratta soltanto del valore economico del materiale sottratto, ma anche del danno arrecato a un intervento di ricostruzione appena concluso.
Saranno ora gli accertamenti dei Carabinieri a chiarire la dinamica del furto e a individuare gli eventuali responsabili. Nel frattempo resta l'amarezza per un episodio che ha colpito uno dei simboli della rinascita del centro storico sanfeliciano, proprio nel momento in cui la comunità aveva finalmente potuto tornare ad apprezzarne il restauro.
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