Tatuatori, necessaria la qualifica nazionale
MODENA- “La storia del tatuaggio ha origini antichissime, che vanno indietro oltre 5mila anni, e ha avuto diverse funzioni, da quelle terapeutiche a significati religiosi. Oggi il tatuaggio è diventato invece un fenomeno comune anche in Italia, dove è stato per anni fortemente osteggiato. Si tratta di un linguaggio che bisogna conoscere e rispettare e che troppo spesso viene spersonalizzato. Fino agli anni ‘80 erano in pochi a tatuarsi, per farlo, bisognava avere motivazioni forti, mentre oggi è diventato una moda e talvolta non ha più un significato personale ma ha esclusivamente una valenza estetica. Per questo è importante affidarsi a tatuatori competenti, in grado di consigliare al cliente la forma più corretta per esprimere la propria idea e consapevoli del tipo di intervento che operano”.
Sono le parole di Riccardo Rivieccio, da poche settimane presidente regionale e provinciale dei tatuatori associati a CNA, a fare il punto su questa attività estetica, che ha forti implicazioni anche in materia sanitaria. “E’ uno degli aspetti principali della nostra professione- sottolinea Riveccio – perché la sicurezza è un imperativo sia per noi operatori che per i clienti. Per questo insisteremo in tutte le sedi istituzionali affinché i vari regolamenti comunali tengano conto di queste esigenze e perché siano individuati percorsi formativi più articolati comprensivi anche di nozioni "operative" in preparazione all'attività. Peraltro, anche l’Istituto Superiore di Sanità in una recente circolare ha ricordato regole e tipologie di interventi, sottolineando in particolare la necessità di utilizzare inchiostri sterili e atossici ed una strumentazione e una struttura adeguata e rispettosa delle norme igienico-sanitarie per garantire il rispetto della salute del cliente”.“Anche per questo – conclude il presidente dei tatuatori CNA – riteniamo sia fondamentale arrivare a una definizione della qualifica di tatuatore a livello sia nazionale. Oggi, infatti, ogni Regione ha un proprio percorso: non crediamo che questa sia la strada giusta per minimizzare i rischi legati al nostro mestiere. Un mestiere per il quale preparazione, formazione e rispetto delle norme igienico sanitarie sono elementi imprescindibili, anche per il contrasto di un fenomeno diffuso come l’abusivismo, ancor più pericoloso se si pensa ai rischi ad esso connessi”.
- Restauro da 2,8 milioni per la Pieve di Quarantoli. Ma resta il nodo del riscaldamento inefficiente
- Grandine in arrivo: come proteggere auto, tetto, orto e pannelli fotovoltaici
- Tariffe rifiuti, Pd Carpi: "Delibera approvata, responsabilità conta più della propaganda"
- Nodo di Bologna, al via nei primi mesi del 2027 il cantiere dell’A14 con la quarta corsia
- Dal 20 agosto al via la Festa provinciale dell'Unità di Modena: ecco il programma degli spettacoli
- Concordia, alla Cooperativa "Malavasi" si proietta il cortometraggio "Selfie" di Giulio Manicardi
- Irregolarità in un'azienda di lavorazione carni sanzionata dai Nas, Cgil: "La sicurezza alimentare si garantisce anche con il lavoro di qualità"




























































