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06 Novembre 2026
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Aimag, fronte comune dei comuni della Bassa modenese e del mantovano: “Resti pubblica”

MIRANDOLA - Un clima di grande partecipazione – chiaro sintomo di sensibilità all’argomento con la Sala Consigliare del Municipio di Mirandola completamente esaurita – ha contraddistinto l’incontro pubblico organizzato dai comuni della Bassa Modenese e del Basso Mantovano per analizzare tutti i possibili scenari della questione Aimag. Fra i relatori, oltre all’assessore al Bilancio del Comune di Mirandola Roberto Lodi, i sindaci Fabio Zacchi (Poggio Rusco), Michele Goldoni (San Felice sul Panaro) e Sauro Borghi (San Prospero). Un fronte compatto, convinto dell’importanza della tutela della totale natura pubblica di un’azienda che, pur in anni contraddistinti dalla grande incertezza in materia di economia internazionale, ha dimostrato di poter – nonostante tutto – generare utili puntualmente redistribuibili fra i comuni soci, immettendo risorse preziose da reinvestire in servizi per il territorio e per le comunità. Una presenza politica bipartisan, arricchita da imprenditori, associazioni di categoria, cittadini e dipendenti della multiutility che ha apprezzato la spiegazione dettagliata in merito ai rischi relativi all’ingresso nel Consiglio d’Amministrazione di Aimag di un socio privato e della nomina da parte di quest’ultimo del direttore generale. La proposta, congiunta, è stata quella di rimandare ogni decisione solamente dopo la tornata elettorale amministrativa in programma per il prossimo giugno 2024. Prossima tappa fondamentale l’Assemblea fra soci – in programma per domani, giovedì 29 giugno – che delineerà con maggior precisione - si legge nella nota stampa diffusa dal Comune di Mirandola - chi intenda consolidare la qualità di un servizio, da quarant’anni vero valore per il territorio, e chi invece propenda per il sacrificio di un bene pubblico per ragioni estranee ai vantaggi per le comunità della Bassa modenese, Basso Mantovano e delle Terre d’Argine.
"Un passaggio di Aimag nelle mani dei privati metterebbe a repentaglio 600 posti di lavoro e centinaia di contratti di appalto per aziende del territorio. Inoltre – attacca rilanciando Lodi – verrebbe messa in forte discussione la “mission” con la quale è stata fondata l’Azienda ovvero la qualità del servizio fornito al territorio, passando il controllo (e di conseguenza anche la pianificazione) nelle mani di una Società quotata in borsa la cui logica è diametralmente differente ed incentrata sul profitto rispetto alle specifiche necessità dei vari territori serviti. Si tratta di rischi tangibili, non percezioni, facilmente verificabili nelle vicine Modena e Bologna, vessate da un aumento delle tariffe, superiori anche del 30% e caratterizzate da continue proteste provocata dalla rivedibile gestione dei rifiuti. Costi maggiori e disservizi che noi siamo convinti di voler evitare ai nostri cittadini”.
“Aimag continua a certificare uno stato di salute solido, in leggera flessione rispetto all’anno precedente a causa della guerra Ucraina, ma ad ogni modo estremamente positivo. Sul fronte della nuova governance di Aimag – prosegue il sindaco di Poggio Rusco Fabio Zacchi – gli ultimi elementi acquisiti dopo attente analisi realizzate con esperti in materia, hanno rafforzato tutti i nostri dubbi sulla proposta caldeggiata da Carpi in merito all’ingresso di Hera in CdA ed annessa possibilità di esprimere il direttore generale e successivamente l’Amministratore Delegato. Rischi dovuti alla mancanza di procedure ad evidenza pubblica, con relativa esposizione a danni erariali. Il parere di Atersir, richiesto congiuntamente dai comuni dell’Area Nord, ha stabilito senza alcuna possibilità di interpretazione come rimanga fondamentale la presenza dell’attuale patto di Sindacato tra i comuni soci nella gestione dell’azienda. Chiunque voglia proseguire nell’attività di inserimento di Hera nel CdA, oggi ha piena chiarezza di tutti i rischi: partendo dalla posizione dei lavoratori, sino a far saltare gli affidamenti diretti dei servizi con gara a doppio oggetto ad Aimag e non ultimo creare un danno economico finanziario al territorio. Tutte casistiche che noi vogliamo scongiurare, e per questo siamo disposti a rivolgerci a tutte le sedi opportune”. “La grande partecipazione alla serata informativa su Aimag – platea composta non solo da dipendenti di Aimag bensì anche da vari imprenditori, associazioni di categoria e cittadini - certifica quanto questo territorio tenga all’argomento Aimag – commenta il sindaco di San Prospero Sauro Borghi - Numerose testimonianze, fra cui quella importante di Atersir, ci devono imporre approfondite riflessioni in merito ai rischi che comporterebbe di una privatizzazione dell’azienda. Riteniamo che si debba procedere per gradi, partendo quanto prima alla pubblicazione del bilancio con relativa la ripartizione degli utili ai soci, rimandando le modifiche della Governance a dopo le prossime Elezioni Amministrative in programma per l’estate del 2024, sottoscrivendo un nuovo patto di sindacato alle condizioni precedentemente in essere”. “Ritengo che vada preservata a tutti i costi “l’anima” dell’azienda e che Aimag resti così come è: con l’attuale composizione del Consiglio di amministrazione e con un forte radicamento nel nostro territorio – spiega il sindaco di San Felice sul Panaro Michele Goldoni  - questa formula ha garantito fino a oggi continuità, stabilità e sviluppo dell’azienda e del territorio, facendo di Aimag una delle prime venti multiutility d’Italia e un bene comune dei cittadini della Bassa, con ricadute positive sulle imprese dell’Area Nord e con una tempestiva capacità di risposta ai Comuni. È chiaro che nel piano industriale futuro dell’azienda sarà necessario trovare sinergie con altri player del settore, Hera inclusa, ma resta indispensabile che Aimag rimanga in dote alla Bassa, un bene troppo prezioso per privarcene, piegandosi a logiche partitiche inaccettabili, a decisioni prese da altri territori, ma anche e soprattutto con il voto della maggioranza dei sindaci in scadenza di mandato”.
Sul tema Aimag, intanto, interviene nuovamente, con una nota stampa, anche il "Comitato Aimag per il territorio":
"C’è chi dice che Aimag presenterà un bilancio 2022 difficile e disastroso: fra poco lo si vedrà, l’assemblea è il 29 giugno, forse non sarà poi così brutto, sarà bene discuterne a fondo. C’è chi dice che Aimag non ha la dimensione minima per affrontare le innovazioni richieste dalla qualità dei servizi del futuro, ma come mai finora Aimag ha mostrato di essere azienda dinamica e attenta al futuro? Forse basta osservarne la storia e i bilanci per fugare certi dubbi. C’e chi, tra i comuni soci di Aimag, trova “elementi condivisibili e positivi di sviluppo industriale e di governance nella parte transitoria” del progetto Hera, che non è un progetto ma un semplice insieme di parole dirette solo a far passare il controllo delle decisioni ad Hera. C’è chi si propone, Hera, come garante del rilancio di Aimag lasciando la maggioranza ai comuni, ma portando a sé le scelte strategiche senza contropartita alcuna, a che serve avere la maggioranza perdendo il controllo? C’è chi sostiene questa posizione, in modo quantomeno vivace, dimenticandosi di spiegare quale sia l’interesse pubblico di fondo che ispira questa scelta, forse perché non c’è. C’è chi non ricorda che nelle aziende a controllo pubblico l’assunzione del personale, quindi anche il direttore, deve seguire certe procedure, o si pensa già di abbandonare il format organizzativo del controllo pubblico con maggioranze variabili pubblico-privato sottoposte ai conseguenti rischi nei rapporti di mercato? C’è chi sostiene che i comuni avranno vantaggi dalla gestione strategica di Hera, ma Hera è poi allineata ai livelli di distribuzione utili di Aimag? Un’analisi della recente storia potrebbe portare in luce aspetti forse inattesi. In tutto questo, evidente appare ciò che manca: la fiducia tra i soggetti parti in causa che non dialogano sul quel patto-ponte che hanno sottoscritto. Fiducia che deve essere ricostituita per evitare laceranti decisioni con danni per la comunità. C’è ancora tempo per dare spazio al buon senso, per dialogare serenamente sui risultati del prossimo bilancio rinviando l’elezione del consiglio di amministrazione a quando tutti questi punti avranno trovato un’adeguata risposta tecnica o politica che sia, ma una risposta capace di ricreare armonia".

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