“Mostro di Modena”, la famiglia di una ragazza uccisa nel ’94 chiede la riapertura delle indagini
Ad oltre 30 anni dall'omicidio, la famiglia di Anna Maria Palermo, 20enne trovata morta all'interno di un canale a Corlo di Formigine il 26 gennaio 1994, chiede che le indagini vengano riaperte in quanto sarebbero emerse nuove piste, inesplorate all'epoca delle indagini. La vicenda si inserisce all'interno di quella del cosiddetto "mostro di Modena", un presunto serial killer, che tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso potrebbe avere agito proprio nella provincia della città emiliana uccidendo in totale otto giovani donne, tutte afferenti al mondo della prostituzione o della tossicodipendenza. Non ci sono, però, prove che ad agire sia stata un'unica persona: i legali della famiglia chiedono che vengano effettuate nuove indagini proprio analizzando singolarmente il caso relativo all'omicidio di Anna Maria Palermo.
Secondo gli avvocati della famiglia di Anna Maria Palermo, una delle possibili vittime del "mostro di Modena" secondo quanto si pensava all'epoca dei fatti,, sono emerse novità: in particolare, lividi sugli avambracci della ragazza e ferite da taglio sul petto, che fanno pensare che ad agire possano essere state due persone: di fronte al cadavere, inoltre, furono trovate due siringhe con due tipi di sangue diverso e nessuno dei quali della giovane donna. Inoltre fu trovato un fazzoletto con segni di rossetto che non apparteneva ad Anna Maria Palermo.
- Medolla, camion si ribalta sulla Statale 12: traffico bloccato in entrambe le direzioni
- Un nuovo capitolo per il supermercato Sigma di Camposanto: al via la nuova insegna Migross
- Criminalità, Modena è al 20° posto in Italia: preoccupano violenze sessuali e i minori
- Riaprono gli ex supermercati Sigma con l'insegna Migross a Cavezzo, Camposanto e Carpi
- Arriva il test su poche gocce di sangue può cambiare la vita di un neonato ( e della sua famiglia)
- Addio a Claudio Castellini, storico sindacalista della Bassa modenese: aveva 69 anni
- Autobus, SETA continuerà a gestire il servizio fino al 2028. aMo cambia statuto e recupera 90mila euro dopo il caso peculato















































































