Tumore seno metastatico triplo negativo, in Italia oltre 8.200 casi
(Adnkronos) - In Italia vivono più di 8.200 donne con un tumore del seno metastatico triplo negativo. Si tratta di una delle neoplasie mammarie più gravi e difficili da trattare ma, negli ultimi anni, la prognosi per le pazienti è decisamente migliorata. I progressi della conoscenza della malattia, la disponibilità di trattamenti integrati e l’arrivo di nuovi farmaci hanno incrementato le possibilità di cura. È questo il messaggio che viene lanciato oggi dagli esperti in occasione del webinar 'Carcinoma mammario metastatico: quali novità?' organizzato dall’Associazione italiana Gruppi oncologici multidisciplinari (Aigom) in occasione della Giornata nazionale dedicata al tumore del seno metastatico. Oltre ai clinici, all’evento on line, partecipano cinque rappresentanti di associazioni di pazienti e una sessione è interamente dedicata ai bisogni delle donne colpite dalla malattia.
"Il tumore del seno metastatico o avanzato non è più incurabile ma siamo riusciti a renderlo spesso una patologia cronica - sottolinea Stefania Gori, presidente di Aigom e Coordinamento ricerca oncologica Iirccs Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella -. Quello triplo negativo si contraddistingue per non presentare espressione dei recettori dell’estrogeno, del progesterone e di Her2. Le sedi più frequenti delle metastasi sono fegato, polmone, cervello, pleura, linfonodi e la cute. Molto interessate sono anche le ossa e in particolare quelle della colonna vertebrale, del bacino, dei femori, delle costole e della teca cranica. Non sempre è facile individuare i sintomi della malattia che risultano molto vari e condizionati dalla sede delle localizzazioni delle metastasi. Se il tumore non 'dà disturbo', attraverso segnali evidenti, è più facile che vi sia una ricomparsa o progressione della patologia. Per questo riteniamo prioritario sensibilizzare sia i clinici che i pazienti su questo un sottotipo di carcinoma mammario".
Sempre dal webinar di Aigom arriva un appello a donne, caregiver ma anche ai clinici. "Tutte le pazienti con diagnosi di tumore al seno triplo negativo metastatico dovrebbero essere sottoposte al test Brca - prosegue Gori -. Questo deve avvenire indipendentemente dall’età di insorgenza della neoplasia o dalla storia personale-familiare del singolo caso. Da anni sono disponibili dei farmaci chiamati inibitori di Parp che agiscono sull’enzima coinvolto nei meccanismi di riparazione del Dna. Numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato quanto siano efficaci nella cura delle portatrici di questa mutazione, diventata famosa grazie all’attrice Angelina Jolie. L’esame genetico quindi non è solo utile ai fini preventivi ma può guidare anche le scelte terapeutiche del team multidisciplinare che gestisce la paziente. Più in generale i trattamenti che somministriamo si pongono diversi obiettivi, tra cui quello di migliorare la qualità di vita delle donne, riducendo le dimensioni della malattia e di conseguenza i sintomi. Grazie alle nuove terapie è sempre più possibile continuare a condurre una vita 'normale' e quindi a proseguire con le attività quotidiane e lavorative. Persistono però delle limitazioni dovute agli accessi in ospedale per le terapie e per gli esami".
"L’esame integrato isto-molecolare delle metastasi e lo studio del Dna tumorale circolante tramite biopsia liquida ci forniscono informazioni fondamentali per caratterizzare la malattia - prosegue Nicola Fusco, consigliere nazionale Aigom e direttore dell’Anatomia patologica dell’Istituto europeo di oncologia, Milano -. Decodificare il profilo biologico del tumore è oggi il prerequisito per ritagliare percorsi terapeutici davvero personalizzati. Si tratta tuttavia di analisi complesse che portano a decisioni complesse, per questo il team multidisciplinare è imprescindibile: la gestione della paziente con carcinoma mammario non può e non deve mai essere affidata al singolo specialista".
"Sono oltre 55mila le pazienti che in Italia vivono con un tumore del seno metastatico e le proiezioni ci dicono che il loro numero continuerà a crescere - conclude la presidente di Aigom -. Il dialogo costruttivo tra oncologo e paziente è imprescindibile, soprattutto per le forme più avanzate di tumore mammario. È necessaria una comunicazione efficacie con la quale l’oncologo deve far comprendere alle donne i pro e i contro di tutte le diverse opzioni di trattamento. Come Aigom attraverso eventi on line e in presenza intendiamo favorire il dialogo tra tutte le persone che vivono la difficile esperienza del cancro".
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