Veleno, a Finale Emilia il “bambino zero” Davide riabbraccia i suoi fratelli
Veleno, a Finale Emilia il "bambino zero" Davide riabbraccia i suoi fratelli.
Sabato pomeriggio il cinema Corso di Finale Emilia ha ospitato una partecipata presentazione del libro "Io, bambino zero" di Davide Tonelli Galliera, la prima vittima della vicenda giudiziaria nota come "I diavoli della Bassa modenese". A introdurre l’incontro è stato il giornalista Pablo Trincia, autore dell’inchiesta Veleno e della prefazione del libro.
L'opera racconta la drammatica storia di Davide, allontanato dalla sua famiglia alla fine degli anni '90, dopo aver, a soli tre anni, accusato i genitori e i fratelli di presunti abusi durante incontri con i servizi sociali.
Trincia ha ricordato l’inizio della sua inchiesta e il primo incontro con Davide, avvenuto nel 2016, fino alla promessa fatta anni dopo dall’autore di raccontare la propria verità. Durante l’evento, è stata letta una commovente lettera dedicata alla madre, morta senza più aver rivisto il figlio. Davide ha ricordato il momento doloroso dell’allontanamento e la sua determinazione nel tornare simbolicamente nel luogo da cui era stato strappato da bambino.
L'avvocata Patrizia Micai, che all’epoca difese la madre di Davide, è intervenuta auspicando una futura revisione del processo. L'incontro si è caricato di grande emozione, segnando un possibile passo verso il riscatto e la verità.
Scrive il giornalista Pablo Trincia:
VELENO: STORIA DI UNA FAMIGLIA DI NUOVO UNITA.
1993. Davide, Ivan e Debora Galliera vivevano insieme ai loro genitori a Massa Finalese.
All'età di tre anni, Davide - il più piccolo - è stato allontanato e affidato a un'altra famiglia.
Quando ne ha compiuti sei, la madre affidataria e la psicologa dell'Asl di Mirandola Valeria Donati hanno raccontato alla Procura che il bambino in precedenza era stato abusato dal fratello Ivan, con la complicità della sorella Debora, del padre, della madre, e poi di decine di altre persone di Massa.
La famiglia Galliera è finita in carcere, e con loro altri della zona.
Sempre secondo l'affidataria e la psicologa, Davide avrebbe poi raccontato di abusi nei cimiteri, sacrifici umani e orge sataniche nei cimiteri della zona, alimentando sospetti che hanno portato all'allontanamento di sedici bambini in un anno e mezzo.
Nella famiglia affidataria che l'ha cresciuto, Davide ha avuto una vita terribile fino a poco tempo fa, raccontando di aver subito violenze psicologiche in un clima di manie di persecuzione.
Ma poi è fuggito ed è tornato dalla sua famiglia naturale.
Dentro di sé sapeva che non fosse successo nulla. Nessun abuso. Nessun omicidio.I genitori sono morti da tempo, ma Ivan e Debora lo hanno riabbracciato e stretto forte.
Dieci anni fa, quando ho iniziato a occuparmi di questo caso, non pensavo che li avrei mai rivisiti tutti insieme.
Ieri è successo.
Lasciamoci sempre stupire dalla vita ❤️
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