Ucman, arriva il protocollo per sostenere gli adolescenti in difficoltà psicologica
Nasce il Protocollo di Rete per la promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza nei 9 comuni dell’Area Nord di Modena
Il 4 luglio, nella Sala del Consiglio Comunale di Mirandola, si è tenuto il Tavolo Adolescenza, convocato da Monja Zaniboni, sindaca di Camposanto e assessora alle politiche giovanili UCMAN, e da Anna Maria Ferraresi, direttrice del Distretto Sanitario di Mirandola. Erano presenti tra gli altri Marika Menozzi, sindaca di Concordia e assessora all’istruzione UCMAN, e Lisa Secchia, assessora al welfare del Comune di Mirandola, insieme a rappresentanti scolastici, sanitari, sociali, del terzo settore.
Il Tavolo ha avviato un percorso condiviso per la costruzione di un Protocollo di rete per la promozione del benessere e la prevenzione del disagio in adolescenza. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra tutti i soggetti che, a vario titolo, si occupano dei giovani, costruendo una comunità educante capace di offrire risposte coordinate, tempestive e inclusive.
Il protocollo nasce da un’esigenza concreta, sostenuta anche dai dati regionali più recenti che mettono in evidenza una condizione giovanile in crescente difficoltà. Secondo la Regione Emilia-Romagna:
1 adolescente su 4 presenta sintomi depressivi, 1 su 5 manifesta disturbi d’ansia,
i servizi registrano un aumento esponenziale delle richieste di aiuto per ideazione suicidaria,
il fenomeno del ritiro sociale (ragazzi che si isolano dalla scuola e dalle relazioni) è in espansione, crescono anche le forme di dipendenza digitale, la solitudine emotiva e la difficoltà di comunicare con coetanei e adulti di riferimento.
In questo scenario, il protocollo intende favorire interventi integrati tra servizi sanitari, educativi e sociali, potenziare l’accessibilità dei servizi, offrire sostegno agli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, educatori), promuovere una cultura della prevenzione, del benessere e della partecipazione attiva degli adolescenti, creare strumenti per il monitoraggio costante dell’evoluzione del fenomeno.
La costruzione del protocollo continuerà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di formalizzare un modello operativo condiviso che valorizzi le risorse esistenti e sappia rispondere in modo concreto e sinergico ai bisogni dei ragazzi e delle ragazze del territorio.
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