Campagna antinfluenzale, Vignali (FI): “In Emilia-Romagna 1,5 milioni spesi per dosi di vaccino non utilizzate”
“In Emilia-Romagna quasi un milione e mezzo di euro di denaro pubblico è stato buttato via in vaccini antinfluenzali acquistati ma non utilizzati. Questo mentre la Regione continua a raccontare ai cittadini che la sanità non funziona perché mancano medici, infermieri e soldi”.
Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Pietro Vignali che ha depositato un’interrogazione in Regione all’assessore Fabi.
“Durante la campagna antinfluenzale 2024–2025 la Regione ha acquistato 1.071.227 dosi di vaccino. Di queste, 92.350 non sono mai state utilizzate e sono finite tra i rifiuti sanitari, per un costo di 1.473.338,47 euro. Oltre il 10% della spesa totale per i vaccini è stata semplicemente sprecata – ha proseguito Vignali – Anche questa vicenda smonta una delle principali narrazioni della Giunta guidata da De Pascale: non è vero che la sanità emiliano-romagnola è in difficoltà solo perché mancano risorse di personale nonché economiche a cui dovrebbe provvedere lo Stato.
È soprattutto in difficoltà perché le risorse vengono programmate male, gestite peggio e nessuno risponde degli sprechi – ha proseguito il consigliere regionale azzurro – La Regione ha acquistato quattro diverse tipologie di vaccino, con costi che vanno da meno di 3 euro fino a 18 euro a dose. Nonostante ciò, non è stata in grado di calibrare né le quantità né le tipologie in base alla reale domanda. Questo non è un errore occasionale: è l’ennesima dimostrazione di una macchina amministrativa che non funziona come dovrebbe. Ogni anno la Regione chiede sacrifici ai cittadini, invita alla ‘responsabilità’, giustifica le liste d’attesa infinite o addirittura chiuse e la riduzione delle prestazioni con la carenza di personale. Poi però getta milioni di euro ‘nella spazzatura’.
Questa è cattiva amministrazione. Con 1,5 milioni di euro si sarebbero potute finanziare migliaia di prestazioni sanitarie, ridurre le liste d’attesa, sostenere la medicina territoriale e alleggerire il carico di lavoro dei professionisti sanitari. Invece quelle risorse sono state perse per una programmazione sbagliata. Su questo come su altri sprechi c’è una responsabilità politica precisa. Chi governa la sanità regionale non scarichi le colpe ma si prenda le sue responsabilità".
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