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06 Novembre 2026
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Incidenti, nel modenese nel 2024 15 morti e quasi 2mila feriti nella fascia d’età 30-64 anni

Tornare a casa in auto dopo un’intera giornata di lavoro. Partire la mattina presto per raggiungere l’azienda o l’ufficio, spesso a bordo di un mezzo proprio, anche a due ruote. È in questi spostamenti quotidiani che si collocano gli incidenti in itinere, cioè quelli che coinvolgono lavoratrici e lavoratori nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa e in altri trasferimenti connessi all’attività professionale. In Emilia-Romagna, le denunce all’Inail sono passate dalle 10.468 del 2023 – di cui 21 con esito mortale – alle 10.900 del 2024, con 23 decessi. I morti in itinere nel 2024, rispetto al 2023, risultano quindi in aumento di circa il 10%. I dati provvisori Inail relativi al periodo gennaio-novembre 2025 registrano 10.915 denunce di infortunio in itinere, di cui 24 con esito mortale. Per promuovere una maggiore sicurezza stradale negli spostamenti legati al lavoro – sia in itinere, sia in ambito professionale – l’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale e la Regione hanno avviato un percorso strutturato di sensibilizzazione e prevenzione, che comprende anche il Manifesto per la sicurezza stradale in itinere e professionale in Emilia-Romagna, pensato come un patto civico tra istituzioni, imprese, cittadine e cittadini. Il Manifesto è stato presentato nel corso della terza tappa sul territorio della campagna di comunicazione ideata dall’Osservatorio regionale, “Sulla strada: stop al passato. Sii presente. Vivi il futuro”. Una campagna declinata per fasce d’età e realizzata in collaborazione con i Servizi territoriali del sistema sanitario regionale.

Dopo Bologna, tappa dedicata alla protezione e alla sicurezza delle bambine e dei bambini da 0 a 5 anni, e Ravenna, dove è stata presentata la campagna rivolta ai giovani tra i 18 e i 29 anni, a Castelfranco Emilia è stata illustrata l’iniziativa destinata alla fascia d’età tra i 30 e i 64 anni, con un focus sugli incidenti in itinere. La campagna è stata presentata nella sede della ditta Borghi, azienda specializzata in macchinari per l’industria, dall’assessora regionale alla Mobilità e Trasporti, Irene Priolo, e dal presidente dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale, Marco Pollastri. Presenti anche Davide Ferrari, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Modena; Fabio Degiuli (Cna Modena); Medea Bertolani (Confindustria Emilia-Romagna); Domenico Chiatto (Cisl Emilia-Romagna), Elisa Sambataro (Uil Emilia-Romagna),  Remo Camurani (Fita Cna Emilia-Romagna) e rappresentanti di enti, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali che hanno preso parte al gruppo di lavoro costituito per condividere e definire strategie e strumenti utili ad affrontare il tema della sicurezza stradale negli spostamenti legati al lavoro.

“Quello degli incidenti legati agli spostamenti in itinere è un fenomeno di dimensioni rilevanti e che continua a destare preoccupazione - afferma l’assessora Priolo -. Le cause sono molteplici: velocità eccessiva, distrazione, mancato rispetto delle regole, ma anche fattori come stanchezza, stress o carico emotivo, che riducono i riflessi e la capacità di reagire in modo tempestivo. È fondamentale rafforzare la consapevolezza, tra lavoratrici e lavoratori, dell’importanza di adottare sempre comportamenti responsabili alla guida, ma allo stesso tempo è necessario che anche le aziende mettano in campo strategie mirate di prevenzione e organizzazione degli spostamenti”.

“La sicurezza stradale per chi lavora - ricorda Pollastri - è un tema centrale per la nostra regione, contrassegnata da una forte produttività e un’alta percentuale occupazionale. Oggi, attraverso questa campagna e questo manifesto condiviso, vogliamo rinnovare l’impegno a favore dei lavoratori, per tutelare la salute e la sicurezza insieme alle aziende che si impegneranno, con l’Osservatorio, a diffondere i messaggi sui comportamenti virtuosi per i diversi mezzi utilizzati negli spostamenti favorendo, in particolare, la mobilità attiva”.

Nel corso dell’iniziativa sono stati presentati e distribuiti i materiali della campagna rivolti agli adulti, che comprendono un pieghevole con consigli di sicurezza per chi si muove in auto, moto o bicicletta, banner con il claim della campagna e una landing page con dati e consigli per la sicurezza stradale. I materiali prodotti, disponibili al link https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/osservatorio/campagne/sulla-strada-stop-al-passato/adulti, sono l'esito di un confronto sviluppato all'interno del gruppo di lavoro attivato a livello regionale che vede la partecipazione di Inail, associazioni di categoria, sindacati e altri rappresentanti del mondo del lavoro.

I dati sull’incidentalità nella fascia d’età 30-64 anni

In Emilia-Romagna, la popolazione nella fascia d’età tra i 30 e i 64 anni rappresenta il 48,6% del totale dei residenti. Nel periodo 2019-2024, tra le persone coinvolte in incidenti stradali appartenenti a questa classe d’età si registrano complessivamente 777 decessi e 65.105 feriti. Per quanto riguarda i decessi, escludendo il periodo influenzato dalla pandemia da Covid-19, il valore più basso si registra nel 2023 (121), seguito da un aumento nel 2024, con 129 morti. Il numero di persone ferite mostra un andamento in lieve diminuzione nel periodo considerato, passando dalle 11.962 del 2019 alle 11.223 del 2024. Sul territorio regionale, nel 2024 si sono registrati 129 morti nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 64 anni – su un totale di 273 vittime decedute a causa delle conseguenze di un incidente stradale – e 11.223 feriti, a fronte dei 21.632 complessivi. A livello provinciale, nel Piacentino ci sono stati 10 morti e 763 feriti; in provincia di Parma si sono registrati 11 morti e 900 feriti; nel Reggiano sono stati 9 i morti e 1.148 feriti; in provincia di Modena 15 morti e 1.867 feriti; per quanto riguarda la Città metropolitana di Bologna, i decessi sono stati 27 e i feriti 2.744. Nel Ferrarese si sono registrati 12 decessi e 781 feriti; in provincia di Ravenna 20 morti e 1.162 feriti; in provincia di Forlì-Cesena 15 decessi e 940 feriti; nel Riminese si sono registrati 10 morti e 918 feriti.

Nel 2024, tra le persone decedute in incidenti stradali nella fascia d’età 30-64 anni, l’83% è di genere maschile. La maggioranza delle vittime (86%) era alla guida di un veicolo: il 38% conduceva un’autovettura, il 34% un motociclo e l’11% una bicicletta. Nella stessa fascia d’età si registrano inoltre 8 pedoni deceduti, pari al 22% del totale dei pedoni morti nel 2024 (a fronte di una media di 12 pedoni deceduti tra i 30 e i 64 anni nel periodo osservato). Anche tra i feriti il ruolo dei conducenti è prevalente: rappresentano l’80% del totale. Il 55% dei conducenti feriti viaggiava a bordo di un’autovettura; lo stesso mezzo coinvolge l’82% dei trasportati feriti nella fascia 30-64 anni. Nel complesso, i feriti a bordo di autovettura rappresentano il 54% del totale, quelli su motociclo il 15% e quelli in bicicletta – tradizionale o elettrica – il 14%; i pedoni costituiscono il 6% dei feriti.

Il Manifesto

Il Manifesto per la sicurezza stradale in itinere e professionale in Emilia-Romagna nasce come un patto civico per promuovere azioni integrate e congiunte sul fronte della prevenzione e della sicurezza stradale. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione e il dialogo sui territori, attraverso la creazione di reti capaci di coinvolgere una pluralità di soggetti: rappresentanze di categoria e sindacali, Pubbliche amministrazioni, Aziende sanitarie, Inail e tutti gli attori che, a vario titolo, possono contribuire allo sviluppo di una cultura diffusa della sicurezza stradale. Il Manifesto prevede inoltre il miglioramento della raccolta delle criticità espresse dai territori e la messa a sistema delle buone pratiche, la definizione di soluzioni per acquisire e rendere disponibili dati di qualità – come la georeferenziazione degli incidenti – utili a supportare analisi sulle tipologie di sinistri più frequenti e sulle possibili misure di prevenzione. Sono previste anche la progettazione e la realizzazione di materiali e campagne di sensibilizzazione integrate, che tengano insieme sicurezza stradale, risparmio e qualità dell’aria, oltre alla costruzione di percorsi formativi e di iniziative informative finalizzate ad aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza.

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