Medolla, riflettori puntati sulla discarica. L’opposizione vuole vederci chiaro
Secondo quanto previsto dal Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000), normativa di riferimento per comuni ed enti pubblici, il Consiglio comunale può essere sciolto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, nel caso in cui il bilancio non venga approvato nei termini di legge. Ed è proprio la situazione in cui si trova oggi Medolla.
Il bilancio preventivo 2026–2028 doveva essere approvato entro il 31 Dicembre, termine prorogabile al 28 Febbraio in presenza di comprovate difficoltà. Il Comune, già in esercizio provvisorio per la mancata approvazione entro il 2025, non riuscirà però a rispettare nemmeno la scadenza del 28 Febbraio. Alla base dello stallo, un vizio procedurale segnalato dai
consiglieri di minoranza: il Documento Unico di Programmazione, atto propedeutico al bilancio, non sarebbe stato messo a disposizione dei consiglieri nei tempi utili, compromettendo la legittimità dell’iter.Una situazione che pesa ancora di più se si considera che Medolla è già finita sotto i riflettori della Corte dei Conti negli anni passati, per criticità legate alla riconciliazione dei conti tra il Comune e l’Unione dei Comuni Area Nord (UCMAN).
La seduta di Consiglio per l’approvazione del bilancio, inizialmente fissata al 24 febbraio, è stata rinviata al 3 marzo proprio a seguito delle segnalazioni dell’opposizione. Una data che, però, sfora comunque il termine ultimo previsto dalla legge. E non è affatto scontato che, in quell’occasione, la maggioranza riesca a esprimersi in modo compatto. Sul tavolo, infatti, restano perplessità sostanziali su alcune voci di entrata, oggetto di richiesta di accesso agli atti da parte dell’opposizione. In particolare, spicca una previsione di oltre 900.000 euro per il solo 2026 a titolo di “disagio ambientale” legato alla continuità di esercizio della discarica, a fronte dei circa 500.000 euro annui finora incassati per analoghi quantitativi di conferimenti.I chiarimenti forniti dal sindaco sulla determinazione di tale importo sono apparsi pressoché inesistenti: alla richiesta di documentazione comprovante il calcolo, non è stato prodotto alcun atto ufficiale, ma solo una nota interna che suddivide la cifra in tre voci. Un approccio che solleva dubbi sul rispetto dei principi fondamentali di prudenza, veridicità e attendibilità
nella redazione del bilancio. Oltre a violare quanto previsto dalla Legge, continua un atteggiamento di chiusura che, secondo l’opposizione, impedisce non solo alle minoranze ma anche a parte della maggioranza di disporre delle informazioni minime necessarie per esercitare le proprie funzioni di vigilanza e controllo. Un quadro che rende il rischio di commissariamento sempre più concreto e che apre interrogativi pesanti sul futuro amministrativo del Comune.
I Consiglieri della Lista “Medolla al Centro”
Lavinia Zavatti
Elisa Cavana
Roberto Reggiani
Christian Melarosa
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