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28 Ottobre 2026
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Inceneritore di via Cavazza a Modena, Pulitanò (FdI): “Va in scena il gioco delle tre carte”

MODENA - Nota stampa del consigliere regionale Ferdinando Pulitanò (Fratelli d'Italia):

"Sul futuro del termovalorizzatore di via Cavazza a Modena va in scena il gioco delle tre carte della politica. Da un lato, il Consiglio Comunale impegnava la Giunta a chiedere la chiusura definitiva dell’impianto entro il 2034, dall'altro la Regione Emilia-Romagna svela una verità che suona come una beffa per i cittadini: più Modena differenzia, più l'inceneritore brucerà scarti speciali e industriali da fuori territorio. Siamo davanti a un insulto all'impegno dei modenesi. I cittadini differenziano con costanza e senso civico, pensando di contribuire a un futuro più pulito, mentre la politica regionale e locale usa i loro sacrifici per fare spazio ai rifiuti speciali delle industrie e di altri territori, solo per non spegnere i motori di un impianto obsoleto. Per anni la sinistra locale ha difeso le forti criticità e i disagi del sistema di raccolta "porta a porta", sostenendo a più riprese che l'incremento della raccolta differenziata sarebbe stato lo strumento chiave per abbassare l'attività dell'inceneritore e avviarlo allo spegnimento. Una narrazione che oggi viene totalmente demolita dalla stessa Regione: gli impianti industriali sono progettati per lavorare a pieno regime e farli funzionare al di sotto di questa soglia – a causa del vincolo del cosiddetto "carico termico" – peggiorerebbe le emissioni o richiederebbe l'uso di gas metano ausiliario. Al diminuire dei rifiuti urbani indifferenziati grazie ai sacrifici dei modenesi, la quota mancante viene sistematicamente saturata aumentando l'ingresso di rifiuti speciali e industriali. Il "porta a porta" serve a fare spazio agli scarti altrui, non a spegnere i camini.

A luglio dell’anno scorso la maggioranza in Consiglio Comunale di Modena aveva messo nero su bianco che l'aumento della quota di rifiuti avviati a riciclo e la riduzione del rifiuto pro capite sarebbero stati i veri presupposti strutturali per avviare il percorso istituzionale di chiusura di via Cavazza. Ma i dati ufficiali ARPAE del 2025 smentiscono nei fatti questa visione, fotografando il fallimento della loro stessa linea politica: l'inceneritore ha bruciato ben 196.179 tonnellate di rifiuti, in netta crescita rispetto alle 187.487 del 2024. Il 57% del totale (110.902 tonnellate) è costituito da rifiuti speciali commerciali provenienti da fuori provincia e fuori regione. Di contro, i rifiuti urbani prodotti dall'intera provincia di Modena rappresentano ormai meno di un terzo del totale (59.112 tonnellate). Questo non è servizio pubblico, è un business privato sulla nostra salute. La normativa consente a Herambiente S.p.A. di applicare prezzi di libero mercato per i rifiuti speciali, creando un incentivo economico gigantesco a importare scarti da fuori. Il risultato? Il gestore guadagna, i modenesi respirano le emissioni e pagano pure in bolletta i milioni di euro per il disagio ambientale dei Comuni confinanti, di cui una fetta enorme è generata proprio dai fumi dei rifiuti speciali di fuori provincia. Ci troviamo di fronte a un'operazione di puro trasformismo e ipocrisia politica da parte della sinistra locale. Per anni il Partito Democratico e la maggioranza che governa Modena hanno venduto il "porta a porta" come l'unica via retta e progressista per lo spegnimento di via Cavazza, siglando impegni solenni davanti alla città. Oggi, quella stessa mozione di dismissione è stata scientemente nascosta e lasciata a marcire nei cassetti della Giunta, nel silenzio più totale. La verità è che la sinistra modenese e regionale sta cinicamente prendendo in giro i propri elettori: ha costruito una narrazione ecologista di facciata per giustificare i cassonetti straripanti, i disservizi e le strade sporche, usandola come paravento per nascondere la totale subalternità ai bilanci e ai dividendi del colosso Hera. La transizione ecologica sbandierata nei comizi si è ridotta a un insulto all'intelligenza dei cittadini: i sacrifici dei modenesi non servono a ridurre l'inquinamento, ma a fare spazio ai profitti del business privato dei rifiuti industriali calati da fuori territorio. È un tradimento politico e morale totale, orchestrato da una classe dirigente che ha scelto di tutelare gli interessi dei colossi societari piuttosto che la salute, i diritti e la dignità della comunità che dovrebbe rappresentare. Per questi motivi depositeremo una interrogazione in consiglio comunale per chiedere conto di questa situazione e quale siamo state in questo anno tutte le iniziative intraprese dalla giunta per accompagnare lo spegnimento anticipato del termovalizzatore".

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