Rifiuti, si va verso l’aumento della tariffa in bolletta, sindaci in rivolta
MODENA - L'assemblea di zona di Atersir ha approvato il Piano economico finanziario 2026-2029 per la gestione dei rifiuti, che prevede un incremento dei costi.
La delibera, relativa al bacino del gestore Hera (con le coop Brodolini ed EcoBi), ha rischiato la bocciatura a causa del 'no' di molti sindaci. Alla fine è passata, salvata dal voto favorevole di Modena, accompagnato da durissime critiche dall'assessore all'Ambiente Vittorio Molinari, che ha definito il suo 'sì', un voto per dovere.
Il documento è stato bocciato da molti sindaci dei comuni, in particolare dell'Unione del Sorbara e delle Terre di Castelli.
Astenuto Massimo Paradisi, primo cittadino di Castelnuovo e segretario provinciale del Pd.
Ora il Piano economico finanziario 2026-2029 dei rifiuti, dovrà andare nei consigli comunali che definiranno le tariffe, per poi essere applicato dai gestori Hera, Geovest e Aimag.
A bocciare la delibera sono stati 12 Comuni: Castelvetro, Guiglia, Marano, Savignano, Spilamberto, Vignola, Zocca, Bastiglia, Bomporto, San Cesario, Polinago e Montefiorino, mentre Castelnuovo, Montese e Ravarino si sono astenuti.
A provocare la rivolta dei sindaci è stata la comunicazione da parte di Atersir che ha prospettato un aumento dei costi del servizio per i Comuni.
Gli aumenti varieranno per ogni realtà, ma a fronte di un aumento dei costi del servizio, anche i Comuni dovranno incrementare la tariffa.
Come spiega l'assessore Molinari, "per Modena si parla di un incremento del costo del servizio attorno all’8%, che però non si traduce automaticamente in un pari aumento delle singole bollette. In città, a provocare la crescita dei costi è stata la decisione di ripristinare i cassonetti per la raccolta differenziata di carta e plastica".
Contrarietà ai rincari delle tariffe sui rifiuti approvati nell'ultimo consiglio d'ambito di Atersir, arriva anche da Roberto Rinaldi, coordinatore UIL Modena.
"Riteniamo inaccettabile che, ancora una volta, si scarichino sui bilanci delle famiglie e dei lavoratori costi crescenti per un servizio pubblico essenziale, in particolare all'interno del bacino gestito da Hera - si legge nella nota -. Siamo di fronte ad un paradosso intollerabile: da un lato, il gestore Hera continua a registrare utili significativi e a redistribuire ricchi dividendi ai propri azionisti, dall'altro, i cittadini si vedono recapitare bollette sempre più pesanti. Come sindacato, non possiamo non denunciare il corto circuito politico e gestionale che vede protagonisti i sindaci del territorio. Gli stessi primi cittadini che siedono in Atersir e approvano gli aumenti tariffari sono, in quota parte, i proprietari delle stesse aziende che gestiscono il servizio e che quegli utili li incassano. Si tratta di una vera e propria tassa occulta: i Comuni utilizzano i dividendi per far quadrare i propri bilanci comunali, salvo poi scaricare la colpa dei rincari sul gestore o sulle decisioni tecniche di Atersir. Un gioco di specchi e di responsabilità che non è più tollerabile".
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