Incendio all’ex zuccherificio di Finale Emilia, l’Osservatorio civico deposita due esposti per capire cause e responsabilità
FINALE EMILIA - In relazione all'ennesimo gravissimo incendio del 16 settembre scorso sviluppatosi presso la centrale termoelettrica a biomassa Sorgenia (ex zuccherificio), l'Osservatorio civico "Ora tocca a
noi" continua la sua azione di denuncia che si è concretizzata in queste settimane con il deposito di due esposti.
A comunicarlo è l'Osservatorio in una nota.
Il primo è stato inoltrato nei giorni immediatamente successivi all'evento, al Gruppo Carabinieri Forestali di Modena ed al Nucleo di Mirandola, il secondo atto è stato inviato in data 8 ottobre 2026
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena.
L'obbiettivo di questi esposti-denuncia è quello di chiedere alle autorità competenti gli opportuni accertamenti e le necessarie indagini al fine di capire le cause di questo incendio e di chi sono le
responsabilità. È ormai da più di 10 anni che si continuano a verificare presso questo impianto incendi degli ammassi vegetali e sarebbe giunta anche l'ora di svolgere le opportune indagini per
fermare questo scempio ambientale.
Nell'esposto presentato alla Procura della Repubblica abbiamo sottolineato un elemento di particolare gravità emerso nel verbale del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Modena.
Nella Relazione di Intervento redatta dai Vigili del fuoco si legge testualmente: "il sistema antincendio ad anello idraulico risultava fuori servizio per un guasto sulla linea che gli
addetti cercavano di risolvere".
"Appare veramente inaccettabile che un impianto con questa estrema pericolosità e con una storicità di incendi più che decennale, non fosse dotato di un impianto antincendio funzionante - spiega l'Osservatorio -. Nell'esposto presentato alla Procura di Modena abbiamo inoltre sottolineato che questo incendio prolungato ed incontrollato come i tanti avvenuti in passato, genera emissioni di sostanze nocive per la salute dei cittadini e dell'ambiente aggravato dal fatto che oltre al materiale vegetale è andato a fuoco anche il materiale plastico utilizzato per avvolgere le rotoballe di fieno peggiorando
ulteriormente la gravità delle emissioni tossiche in atmosfera.
Altro fattore stigmatizzato nell'esposto alla Procura di Modena è la mancanza di informazioni tempestive ai cittadini da parte dell'amministrazione comunale. Mentre il rogo era in atto non sono
giunte alla cittadinanza le informazioni necessarie per attivare pronte misure di protezione.
Mentre attendiamo con fiducia le iniziative delle autorità competenti riteniamo che sia fondamentale cominciare ad affermare il principio "Chi inquina paga", uno dei cardini del diritto ambientale dell'Unione Europea.
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