“Odissea Dorata”, a San Felice dal 26 ottobre al 3 dicembre la mostra fotografica di Alessia Capasso
SAN FELICE SUL PANARO - Cosa accade ad un paese — e ad una generazione — quando aspetta troppo a lungo di appartenere a qualcosa? Nel 2016, mentre il Regno Unito votava per uscire dall’Unione Europea, il Montenegro celebrava dieci anni di indipendenza dalla Serbia e guardava nella direzione opposta: verso l’Europa. È da questa contraddizione che nasce Odissea Dorata, il progetto fotografico a lungo termine di Alessia Capasso, che torna alla Galleria FIAF di San Felice sul Panaro dopo un percorso di mostre, riconoscimenti e incontri in Italia e nei Balcani. Dal 26 ottobre al 3 dicembre 2026, la mostra sarà ospitata presso il Centro Culturale Opera, negli spazi della Galleria FIAF. L’inaugurazione è prevista per lunedì 26 ottobre alle ore 21:15.
Un Paese tra indipendenza e appartenenza
Avviato nell’estate del 2016, in occasione del decimo anniversario dell’indipendenza montenegrina, Odissea Dorata nasce dall’interesse per un Paese che si trova a negoziare continuamente la propria identità: tra memoria jugoslava e aspirazioni europee, tradizioni ortodosse e trasformazioni sociali, radici culturali e nuove forme di appartenenza. Da allora, Alessia Capasso è tornata più volte in Montenegro, attraversandone le città, i paesaggi, le comunità rurali e le località costiere segnate dal turismo e dagli investimenti internazionali. Il suo sguardo si posa sulle persone e sulle situazioni quotidiane, dai rituali collettivi ai gesti ordinari, dai luoghi in trasformazione alle contraddizioni che emergono nell’incontro tra tradizione e modernità. Il Montenegro è il punto di partenza, ma non il soggetto ultimo del progetto. Attraverso la sua esperienza, Capasso indaga una condizione più ampia: quella di un Paese indipendente, ma ancora in attesa di entrare nell’Unione Europea, e di una generazione sospesa per anni nella sala d’attesa del grande puzzle europeo. Che cosa significa costruire la propria indipendenza mentre si aspetta di entrare a far parte di qualcosa di più grande? E che cosa accade quando l’attesa rischia di diventare una condizione permanente?
Un’Odissea fatta di ritorni
Lontano dalla fotografia turistica e dalle rappresentazioni che riducono i Balcani a un insieme di stereotipi, Odissea Dorata compone un affresco aperto, fatto di incontri, paesaggi, dettagli e storie che convivono senza essere ricondotti a una sola interpretazione. Le immagini non cercano di offrire una spiegazione definitiva del Montenegro, né di contrapporre in modo schematico passato e futuro, Oriente e Occidente. Ne attraversano piuttosto le tensioni, lasciando emergere le contraddizioni di una società in transizione e la vitalità delle persone che la abitano. Il viaggio diventa così anche un metodo di conoscenza: tornare negli stessi luoghi, osservare i cambiamenti, accogliere gli imprevisti e riconoscere ciò che resta. Un percorso che si intreccia con quello dell’autrice e con una domanda che riguarda ogni individuo e ogni comunità: come si può aspettare senza restare fermi?
Diego Ferrante (curatore della mostra): “Lo sguardo di Alessia Capasso – né nostalgico né celebrativo – indugia su momenti ordinari in cui l’ironia emerge quasi involontariamente, rivelando le incertezze di una modernizzazione incompiuta. Ogni scatto è un nodo narrativo, costruito con rigore e passione: una sequenza che non vuole offrire risposte definitive, ma invitare lo spettatore a mettersi in cammino”.
Dal libro alle mostre: il viaggio continua
Negli ultimi anni Odissea Dorata ha consolidato il proprio percorso editoriale ed espositivo. Il progetto è stato finalista a Happiness On The Move nel 2021, ha ricevuto il Premio Musa 2024 nella categoria Reportage e ha vinto il premio "Percorsi". Dal progetto al libro fotografico" nel 2025 indetto dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF), che ne ha sostenuto la pubblicazione nella sua collana monografica. Nel 2026 il viaggio è proseguito: il lavoro è stato proiettato alla Biennale della Fotografia Femminile di Mantova e il libro è stato presentato al Festival Internazionale di Letteratura di Podgorica, riportando il progetto nel Paese che ne è all’origine. La mostra di San Felice sul Panaro è una nuova tappa di questo percorso: un’occasione per incontrare le immagini e le domande di Odissea Dorata, ma anche per proseguire il dialogo con il pubblico intorno ai temi dell’identità, della memoria, delle trasformazioni sociali e del futuro europeo. Il progetto è stato approfondito anche dalle riviste FotoCult e Il Fotografo e dalla newsletter BarBalcani, attraverso interviste dedicate alla genesi del lavoro e allo sguardo dell'autrice.
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