Rissa tra genitori sugli spalti durante la partita Under 18: i ragazzi intervengono per separarli, gara sospesa
MARANELLO E BOMPORTO – Dovevano essere loro, i genitori, a dare il buon esempio ai figli. È successo esattamente il contrario: mentre gli adulti litigavano e arrivavano a picchiarsi sugli spalti, due giovani calciatori sono dovuti intervenire per riportare la calma. Una scena ben lontana dai principi educativi dello sport, che sabato pomeriggio ha portato alla sospensione di una partita del Campionato Allievi Regionali Under 18.
L'episodio si è verificato sul campo di Gorzano, dove si affrontavano il Maranello Calcio e il Baracca Beach di Bomporto, nella settima giornata di andata del Girone B. In campo una partita combattuta, con i ragazzi impegnati a contendersi il risultato. Fuori dal rettangolo di gioco, invece, la tensione tra alcuni spettatori è progressivamente aumentata fino a sfociare in una rissa.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe cominciato con un acceso scambio di battute tra genitori delle due squadre, probabilmente in seguito a un episodio di gioco. La discussione è rapidamente degenerata: dalle provocazioni verbali si è passati agli spintoni e ai pugni, sotto gli occhi degli altri spettatori e degli stessi giovani atleti.
Di fronte a quanto stava accadendo sugli spalti, l'arbitro ha deciso di interrompere l'incontro. A quel punto sono stati due giocatori del Maranello a raggiungere gli adulti coinvolti nel parapiglia, intervenendo per separarli e mettere fine allo scontro. Un gesto che ha permesso di riportare la situazione alla calma, ma che racconta anche il paradosso di quanto accaduto: ragazzi chiamati a dimostrare quella responsabilità che sarebbe stato lecito aspettarsi dai loro genitori.
Fortunatamente non si sono registrate conseguenze fisiche importanti. Le lesioni riportate sarebbero state lievi e non si è reso necessario l'intervento né dei sanitari né dei carabinieri. La partita, tuttavia, non è ripresa.
Le società sportive, estranee alla rissa avvenuta fuori dal terreno di gioco, stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto. Per entrambe resta soprattutto l'amarezza di vedere compromesso, almeno per un pomeriggio, il lavoro educativo portato avanti quotidianamente con i giovani calciatori.
Perché il calcio giovanile non è soltanto una questione di risultati, classifiche e gol. È anche una palestra di rispetto, autocontrollo e convivenza. Valori che allenatori e dirigenti cercano di trasmettere ogni settimana e che dovrebbero trovare nelle famiglie i primi alleati.
A Gorzano, invece, sono stati i figli a dover fermare i genitori. Ed è probabilmente questa l'immagine più triste di tutta la vicenda.
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