Al liceo Morandi di Finale Emilia, assemblea di istituto sull’integrazione sociale
FINALE EMILIA- Il 9 aprile scorso gli studenti del liceo Morando Morandi di Finale Emilia hanno avuto l’opportunità di partecipare all’assemblea di istituto sull’integrazione sociale.
L’incontro, rigorosamente on line, dopo i saluti introduttivi della dirigente scolastica e dei rappresentanti di istituto, si è aperto con un intervento della professoressa Elena Terzi, sull’origine dei pregiudizi e degli stereotipi. Sono poi intervenute Fatima Bouhtouch e Aissa Basma per raccontare le esperienze di discriminazione che hanno subito.
Fatima è una giovane ragazza nata e cresciuta nella provincia di Modena, attualmente frequenta l'università di Leeds ed è appassionata di Slam Poetry e SpokenWord. Durante il suo intervento ha fatto emozionare centinaia di studenti raccontando ciò che ha vissuto sulla propria pelle con una dolcezza straordinaria e sensibilizzando i giovani affinché ciò che le è successo, non ricapiti anche ad altri.
Aissa, nata in Marocco e cresciuta in provincia di Modena, ha conseguito la laurea in Scienze della Formazione a Bologna e due master presso il dipartimento di Scienze Umane di Reggio Emilia. Ha spiegato in che modo ha affrontato questi preconcetti e gli effetti che potrebbero causare in chiunque dovesse trovarsi nella medesima situazione.
La frase su cui si è concentrata l’attenzione di molti è stata: "dopo un po’ uno ci fa l’abitudine", riferita agli atti discriminatori subiti dalle due ospiti, che ha evidenziato come il razzismo sia uno dei problemi più preoccupanti al giorno d’oggi, perché a volte le vittime si incolpano per ciò che subiscono a causa dell’ignoranza delle persone. I ragazzi hanno inoltre avuto l’occasione di partecipare attivamente all’assemblea, raccontando un episodio in cui si sono sentiti discriminati: i brevi racconti sono confluiti in un video che è stato proiettato alla fine della mattinata.
"In un momento storico come quello che stiamo vivendo- scrivono i rappresentati d'istituto- aver realizzato questo incontro e aver dato agli studenti l’opportunità di raccontare le proprie esperienze e di denunciare questi atti denigratori, ha permesso inevitabilmente a tutti i partecipanti di sentirsi più vicini, in questa battaglia contro il razzismo e a favore di un’uguaglianza che permetta a tutti di essere ciò che sono, senza subire discriminazioni, proprio come ci chiede l’Articolo 3 della Costituzione. Questi momenti di ritrovo alternativi alle lezioni sono necessari affinché noi giovani possiamo sensibilizzarci reciprocamente su temi ancora troppo attuali e affinché possiamo comprendere quanto sia necessario uno sforzo collettivo per combattere l’intolleranza nei confronti di qualsiasi comunità o gruppo etnico. Un ringraziamento speciale a Fatima e Aissa, che hanno accettato il nostro invito e hanno voluto condividere la loro esperienza con gli studenti del nostro liceo, nonché alla professoressa di scienze umane Elena Terzi, alla dirigente Roberta Vincini, alla vicepreside, a tutti gli studenti e ai professori che hanno partecipato".
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