Biomedicale, le aziende dell’Emilia-Romagna dovranno restituire oltre 300 milioni di euro
Una vera e propria stangata nei confronti delle aziende italiane del biomedicale sarà provocata da una norma contenuta nel decreto Aiuti bis, che prevede la compartecipazione delle aziende del biomedicale allo sforamento del tetto di spesa sanitaria delle regioni. In altre parole, come spiegato nei giorni scorsi da Cna Modena, "si prevede che il superamento del tetto di spesa regionale per dispositivi medici sia posto a carico delle aziende fornitrici di dispositivi medici che hanno partecipato a gare pubbliche per tali forniture".
Naturalmente, forte preoccupazione a proposito viene espressa anche dalle aziende del distretto biomedicale della Bassa modenese. Per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna, è stato calcolato che il costo complessivo a carico delle aziende per il cosiddetto payback si aggiri intorno ai 366 milioni di euro.
"E' un atto a cui dobbiamo dare esecuzione - spiegano gli amministratori a livello regionale - altrimenti ci sarebbero conseguenze e responsabilità per dirigenti e amministratori". Intanto si annunciano e sono già stati presentati ricorsi da parte di aziende che contrastano la norma inserita nel decreto Aiuti bis, soprattutto per quanto riguarda la sua retroattività e il fatto che arrivi in un momento in cui le aziende sono già in difficoltà a causa dell'innalzamento dei costi dell'energia.
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