Via intitolata alla “strage della corriera fantasma”, Siena (+ Mirandola): “Resistenza svuotata del valore di unità nazionale”
MIRANDOLA - Attraverso una nota stampa, Giorgio Siena, capogruppo della lista civica + Mirandola, interviene in merito all'approvazione, da parte del Consiglio comunale di Mirandola, della mozione, presentata dal consigliere di Fratelli d'Italia Marian Lugli, inerente all'intitolazione di una strada cittadina alla "strage della corriera fantasma" (16 ex militi della Repubblica Sociale Italiana che vennero uccisi tra Concordia e San Possidonio e sepolti in due fosse comuni nel 1945):
"E’ stata approvata dalla maggioranza leghista e dal sindaco la proposta di Fratelli d’Italia di dedicare una via alla “Corriera fantasma”, all’episodio dell’uccisione, dopo il 25 Aprile, di almeno 16 militi della Repubblica Sociale di Salò e forse di altre persone che facevano ritorno presso le loro famiglie. La dichiarazione del sindaco che manifesta gratitudine al consigliere di Fratelli d’Italia di avere proposto di titolare vie o piazze alla “Destra” e non solo alla “Sinistra” come facevano prima si tradurrebbe: alla sinistra la Resistenza, alla destra il Fascismo. Sono certo che non volesse intendere questo, ma forse avrebbe dovuto scegliere e meditare meglio le parole! Il mio voto è stato contrario, pur sottolineando che l’uccisione di persone aderenti al fascismo, dopo la Liberazione, senza alcun indizio di reato e di colpevolezza, senza un processo, fu un atto barbaro e ingiustificabile, come i tanti che accaddero nel “Triangolo della morte” spesso per motivi di vendette o di odio politico o religioso.
Per contro atti simbolici di segno contrario servono a inasprire e a creare ulteriori divisioni. I luoghi pubblici della nostra città devono rappresentare i valori della nostra storia locale e nazionale e quindi, oltre alle personalità illustri della storia cittadina, c’è il Risorgimento, ci sono le persone, e gli episodi della Resistenza che sono il fondamento della nostra Costituzione e della riconquistata libertà, e non è possibile dare a tutti lo stesso valore.
Rimane tuttavia la convinzione che l’appello inascoltato di Otello Montanari, partigiano comunista e dirigente dell’ANPI che nel 1990 Invocò la luce sulle ombre della Resistenza con la frase: “chi sa parli!” che subì l’emarginazione per 26 anni, prima che l’ANPI decidesse di riabilitarlo, pesi ancora oggi come un percorso incompiuto. Gli italiani sono ancora prigionieri dei fantasmi di quel periodo anche per responsabilità dell’ANPI che, trasformandosi in una associazione politica di parte, spesso di nostalgie comuniste o post comuniste, ha la responsabilità di aver contribuito a svuotare la Resistenza del valore di unità nazionale. Si avverte la mancanza di una comune cultura liberaldemocratica fra le attuali forze politiche: cultura che si basa sul riconoscimento e sulla reciproca legittimazione democratica".LEGGI ANCHE:
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