Mirandola, fuggì di casa a 11 anni e fu ritrovato dopo due giorni: a processo lo zio adottivo
MIRANDOLA - E' finito a processo lo zio adottivo del bambino di origini pakistane di 11 anni, ora 17enne, che nel 2018 fuggì dall'abitazione in cui viveva con i parenti adottivi a Mirandola, con lo scopo di raggiungere la madre nel paese d'origine.
La storia aveva tenuto tutti in apprensione per giorni: il bambino, uscito da scuola, aveva raggiunto in bicicletta la stazione dei treni, per poi salire a bordo di uno di questi e allontanarsi da Mirandola.
Dopo due giorni di ricerche, fu ritrovato a Porto Garibaldi di Comacchio. Il bambino riferì che problemi con lo zio adottivo lo avevano spinto a cercare di allontanarsi dalla famiglia: per quelle accuse, lo zio adottivo è finito a processo per maltrattamenti.
Il procedimento è ancora in corso e nella giornata di ieri, lunedì 12 febbraio, come riporta la "Gazzetta di Modena", si è svolta una nuova udienza.
LEGGI ANCHE:
- Mirandola, Villa La Personala, un sito storico restituito al territorio, con le sue origini, la sua eccellenza e il suo impegno oggi per l’ambiente e per il sociale.
- Investimenti sanità, a Mirandola Medicina d’urgenza e 4 posti letto di terapia semintensiva
- Mirandola, la mostra fotografica “Semplicemente Europa” sbarca al Polo culturale “Il Pico”
- Da Sanremo Antonio e Gennaro tornano a Mirandola col primo premio per la miglior pizza contemporanea
- Anche a Carpi visite gratuite per la prevenzione dei tumori testa-collo
- Piccoli vendemmiatori al Parco della Resistenza: in 200 tra grappoli e piedi nudi
- Protezione civile, quattro appuntamenti a Carpi, Soliera, Novi e Campogalliano
- Tumori testa-collo, visite gratuite al Policlinico e debutta il coro dei pazienti laringectomizzati
- San Prospero, la stretta del sindaco contro le deiezioni canine: "Più controlli e sanzioni"
- Lo chiamavano “Garri” perché somigliava a Gary Cooper: quel soprannome è diventato un negozio da 80 anni a Ravarino
- Tre vitelli fuggono da un allevamento a Bomporto: abbattuti vicino alla Panaria per motivi di sicurezza














































































