Modena e Nonantola, Patto per il Nord: “Rilanciamo le botteghe, no ai nuovi centri commerciali”
E' netta la posizione di Patto per il Nord sul commercio:
In provincia di Modena stiamo assistendo a una proliferazione incontrollata di centri commerciali e poli della grande distribuzione, come il nuovo insediamento previsto tra Modena e Nonantola.
Un modello ormai superato, che sacrifica il commercio di prossimità, svuota i centri storici e genera precarietà.
Il Patto per il Nord lancia un appello chiaro: stop alla costruzione di nuovi centri commerciali.
Serve una politica economica che valorizzi il lavoro stabile, le comunità locali e la rigenerazione urbana, non la speculazione immobiliare.
Perché dire NO a nuovi centri commerciali?
Perdita netta di posti di lavoro
Secondo un rapporto Confesercenti–CER, ogni 100 m² di un negozio di prossimità generano 3-4 posti di lavoro, contro meno di 1,5 nella GDO.
Il dato più preoccupante è però qualitativo: nei grandi centri commerciali, soprattutto in appalto alle cooperative, prevalgono contratti precari, part-time forzati e stipendi più bassi. Il piccolo commercio, invece, garantisce occupazione radicata e più dignitosa.
Desertificazione urbana e sociale
I centri commerciali svuotano vie, piazze e frazioni. Ogni bottega che chiude è un presidio in
meno contro degrado e isolamento. Il commercio locale crea relazioni, sicurezza e senso di comunità.
Consumo di suolo e impatto ambientale
Ogni nuovo polo commerciale significa altro cemento, più traffico e smog, perdita di aree agricole e maggiore vulnerabilità climatica. Il nostro territorio ha già pagato abbastanza in termini di alluvioni e cementificazione.
Un modello economico già in crisi
In tutta Italia esistono centri commerciali vuoti o in fallimento. La GDO è in contrazione, l’e-commerce cresce e le persone riscoprono il valore dei negozi di fiducia. Perché investire in un modello in declino?
Speculazione e interessi privati
Dietro molti progetti si celano operazioni immobiliari a vantaggio di pochi, spesso accompagnate da varianti urbanistiche imposte dall’alto e senza partecipazione pubblica. Il territorio non può essere trattato come merce per chi cerca solo rendita.
Le nostre proposte
- Stop immediato alle nuove autorizzazioni per centri commerciali, salvo reali esigenze pubbliche.
- Riduzione dei costi di gestione per i piccoli negozi: IMU e TARI agevolate, meno burocrazia, semplificazioni per subentri e ristrutturazioni.
- Incentivi comunali all’assunzione e alla digitalizzazione del commercio locale.
- Rigenerazione di spazi dismessi con funzioni multifunzionali: laboratori artigiani, mercati coperti, coworking locali.
- Un patto urbanistico tra Comuni, categorie e cittadini, per un territorio vivo, coeso e sostenibile.
«Ogni volta che chiude una bottega, si spegne un presidio di lavoro dignitoso e di comunità. Serve una politica economica che difenda chi produce valore vero, non chi specula sul cemento. Questo è il cuore del Patto per il Nord: riportare l’economia a misura di persona e di territorio», dichiara Ghelfi Riad, coordinatore di Patto per il Nord per la provincia di Modena.
Il Patto per il Nord è al fianco di commercianti, artigiani, giovani e famiglie che credono in uno sviluppo radicato, giusto e sostenibile.
Modena non ha bisogno di nuovi scatoloni di cemento, ma di futuro.
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