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06 Novembre 2026
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Emilia-Romagna, città d’arte, costa e montagna protagoniste delle festività di fine anno

Destinazione Emilia-Romagna. È questa la scelta che tante turiste e tanti turisti, italiani e dall’estero, hanno fatto per le festività di fine anno, animando città d’arte, Costa e montagna tra Natale e Capodanno. Strutture ricettive quasi sold out, comprensori sciistici affollati da amanti dello sci e degli sport invernali e piazze piene raccontano un avvio del 2026 che, sul piano turistico, conferma un andamento molto positivo a livello regionale. A fare da traino è stato anche l’Appennino bolognese che, complice la neve, in queste feste ha concentrato una parte significativa delle presenze, con il Corno alle Scale vicino al tutto esaurito e un’affluenza costante per tutta la durata delle vacanze. Tantissimi, poi, coloro che hanno scelto la Riviera per celebrare le feste: lungo la costa il Capodanno ha portato tassi di occupazione delle camere tra l’80 e il 90%, con numerose strutture alberghiere che hanno scelto di rimanere aperte per tutto il periodo delle festività, intercettando una domanda legata agli eventi, ai pacchetti di fine anno e a un turismo di breve permanenza che ha contribuito a mantenere alti i livelli di presenza lungo la costa. Confermate anche le previsioni per le città d’arte, che durante le festività hanno visto un afflusso costante di visitatori, anche grazie al ricco calendario di iniziative organizzate a livello locale per celebrare il nuovo anno. Capofila Bologna, dove gli alberghi hanno sfiorato, per Capodanno, quasi il sold out, con un’occupazione camere che ha superato il 90%. Dati che confermano la capacità dei territori di rispondere a una domanda turistica concentrata e articolata, anche e soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. A fare il punto sull’andamento del turismo e sulle politiche regionali per l’Appennino, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, in visita al comprensorio sciistico del Corno alle Scale. Presenti anche la sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, e il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri.

“I dati sulle presenze e sulle prenotazioni di queste festività sono molto positivi e confermano, ancora una volta, l’Emilia-Romagna come regione capace di intercettare pubblici diversi e di valorizzare in modo diffuso le proprie vocazioni territoriali, dalle città d’arte alla costa fino alla montagna - afferma il presidente de Pascale -. A partire dall’Appennino bolognese, che rappresenta una componente fondamentale del sistema turistico regionale proprio per la sua capacità di offrire esperienze, servizi e opportunità che vanno oltre la dimensione stagionale. Come Regione abbiamo scelto di accompagnare questo territorio con un impegno strutturale e continuativo, che non guarda a una singola stagione ma al rafforzamento complessivo della montagna: servizi, infrastrutture e qualità dei luoghi, per renderla sempre più un territorio da vivere e abitare durante tutto l’anno. La montagna non è una parentesi, ma una parte integrante dello sviluppo regionale”.

“Allo stesso tempo - prosegue de Pascale - l’Appennino bolognese è anche una palestra di sport e formazione, capace di esprimere eccellenze come i fratelli Tabanelli, che rivedremo alle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. In un Paese dove i campioni degli sport invernali nascono spesso in contesti alpini, il fatto che grandi atleti si formino anche sul nostro Appennino dice molto del potenziale dei nostri territori. È questo il senso del nostro impegno pubblico, che confermiamo e continueremo a rafforzare: creare contesti adeguati, strutture e opportunità perché la nostra montagna possa continuare a generare talento, competenze e prospettive”.

“Negli ultimi tempi - sottolinea anche il presidente Fabbri - l'Appennino e la montagna in generale sono tornati in primo piano nella discussione pubblica. Lo considero un fatto positivo, perché ci troviamo di fronte a un momento storico cruciale: possiamo infatti rendere l'Appennino una terra attrattiva in cui vivere e lavorare, invertendo la tendenza degli ultimi decenni. Credo che l'Assemblea legislativa nel suo complesso abbia gli strumenti e le competenze, anche nelle diverse sensibilità politiche, per facilitare questo percorso”.

“La visita del presidente de Pascale rappresenta un momento importante di attenzione e di ascolto verso il nostro territorio e, più in generale, verso l’Appennino bolognese - afferma la sindaca Franchi-. L’arrivo del presidente avviene in una fase particolarmente significativa: la stagione invernale è partita con segnali molto positivi, le strutture ricettive sono al completo e il Corno alle Scale sta vivendo una rinnovata centralità turistica nelle quattro stagioni, frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, operatori e comunità locali. Quella di oggi- prosegue- stata l’occasione per confrontarci sui progetti in corso, sugli investimenti già avviati e sulle prospettive future, consapevoli che c’è ancora molto da fare, soprattutto sul fronte dei servizi e delle infrastrutture, ma altrettanto convinti che la montagna rappresenti una grande opportunità per lo sviluppo sostenibile della nostra regione. Un segnale concreto di vicinanza della Regione ai territori montani che rafforza un percorso di collaborazione che riteniamo fondamentale per continuare a consolidare e far crescere il Corno alle Scale e l’intero Appennino, in modo serio, responsabile e condiviso”.

L’impegno della Regione per l’Appennino bolognese e il Corno alle Scale

Negli ultimi anni la stazione del Corno alle Scale è stata al centro di un insieme articolato di investimenti finalizzati a rafforzare infrastrutture, impianti e servizi del comprensorio sciistico dell’Appennino bolognese. Tra gli interventi più significativi, il collegamento tra il comprensorio emiliano e il Lago Scaffaiolo, che unisce il Corno alle Scale alla stazione toscana della Doganaccia: un’opera da 7 milioni e 86mila euro, finanziata per 5,5 milioni tramite l’accordo con l’Ufficio sport della Presidenza del consiglio dei ministri e la Regione Toscana, per 825mila euro dal Fondo unico nazionale del turismo e per 762mila euro dalla Regione Emilia-Romagna. Accanto a questo intervento, la Regione sostiene in modo continuativo la stazione attraverso la convenzione con il Comune di Lizzano in Belvedere, che prevede 250mila euro all’anno per manutenzione e potenziamento degli impianti. Con fondi regionali sono stati realizzati anche il nuovo tappeto di risalita del campo scuola (565mila euro) e diversi interventi di revisione: nel 2023, sulle seggiovie Pian di Pattane–Rocce (20mila euro) e Direttissima (22mila euro), nel 2025 sull’impianto LM 28 Corno alle Scale (706mila euro). Ulteriori risorse arrivano dal programma statale Funt – economie 2024, che finanzia l’ammodernamento della seggiovia Pian di Pattane–Rocce con 1,6 milioni di euro, di cui circa 818mila euro statali, 410mila euro regionali tramite legge 17/2002 e 327mila euro di cofinanziamento regionale. Complessivamente, il Comune di Lizzano in Belvedere, oltre al finanziamento per il collegamento Corno alle Scale–Lago Scaffaiolo (7 milioni e 86mila euro), a partire dal 2021 è stato assegnatario di risorse della convenzione per 1,3 milioni di euro e di ulteriori risorse della legge regionale 17/2002 per 498mila euro, per un totale di circa 8,8 milioni di euro, cui si aggiungeranno nel prossimo anno le risorse per l’intervento Funt – economie 2024 pari a 1,6 milioni di euro.

Appennino bolognese, la Strategia Stami

La Strategia territoriale “Appennino bolognese: per un sistema montuoso più sostenibile, più attrattivo e più inclusivo” riguarda un’area ampia e articolata, che comprende 15 Comuni e oltre 70mila residenti, distribuiti tra l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, l’Unione dei Comuni Savena-Idice e il Comune di Alto Reno Terme. Un territorio esteso e diversificato, sul quale la Regione ha scelto di intervenire con un programma unitario, capace di tenere insieme esigenze locali e una visione complessiva di sviluppo. In questo quadro si inserisce il finanziamento di 20 progetti, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro, sostenuti attraverso 9,4 milioni di euro di fondi europei Fesr e Fse+, 2 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione e oltre 1,5 milioni di euro di cofinanziamenti locali. Le risorse sono destinate a interventi che agiscono su più ambiti: dal potenziamento delle infrastrutture sportive (9 progetti), alla riqualificazione di edifici e spazi pubblici (6 cantieri), passando per l’efficientamento energetico (3 azioni), i servizi sociali e il turismo. A questi si affiancano inoltre tre progetti aggiuntivi candidati dal territorio, dedicati a un’infrastruttura sportiva, a un percorso escursionistico e a una scuola. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività dell’Appennino bolognese non solo come destinazione turistica, ma come territorio in cui vivere, lavorare e investire, favorendo e promuovendo lo sviluppo del turismo e della sostenibilità, migliorando la qualità urbana dei piccoli borghi tramite la rigenerazione di spazi e infrastrutture ricreative, oltre che degli impianti sportivi, e il potenziamento degli itinerari escursionistici.

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