Scuola, “Patto per il Nord”: “Pd e Governo responsabili di un sistema centralista che punisce i territori virtuosi”
Nota stampa di "Patto per il Nord":
"Il commissariamento dell’Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico rappresenta l’ennesima dimostrazione del fallimento del centralismo italiano, condiviso e alimentato tanto dal Governo nazionale quanto dal Partito Democratico che governa la Regione da decenni. I dati ufficiali parlano chiaro: l’Emilia-Romagna rispetta e supera i parametri ministeriali, con una media di 994 studenti per autonomia scolastica rispetto ai 938 richiesti a livello nazionale. Nonostante ciò, Roma ha imposto un ulteriore taglio di 17 autonomie scolastiche, deciso senza un reale confronto con il territorio e sulla base di meri criteri numerici. Per Patto per il Nord Emilia, questa vicenda chiarisce una responsabilità politica precisa. Da un lato il Governo centrale, che continua a gestire la scuola come una pratica burocratica, ignorando le specificità territoriali, le aree montane e interne e il ruolo delle scuole come presìdi sociali fondamentali. Dall’altro il Partito Democratico, che oggi grida allo scandalo ma è lo stesso partito che ha costruito e difeso negli anni un modello centralista, accettando che le decisioni strategiche venissero prese nei ministeri romani e non nei territori.
Le proteste della Giunta regionale arrivano tardi e risultano poco credibili: non si può difendere l’autonomia solo quando si subiscono decisioni imposte, dopo anni di silenzio e complicità politica. Se il PD avesse davvero creduto nell’autonomia, avrebbe preteso da tempo poteri reali e non semplici deleghe amministrative. Il risultato delle scelte centraliste è sotto gli occhi di tutti: scuole sempre più grandi, dirigenti sovraccaricati, comunità locali escluse dalle decisioni e un rischio concreto di impoverimento dell’offerta educativa, soprattutto nei territori più fragili. Patto per il Nord Emilia, la soluzione è chiara: federalismo vero e autonomia responsabile. Solo restituendo ai territori il potere di decidere su scuola, risorse e organizzazione sarà possibile trasformare il calo demografico in un’opportunità per migliorare la qualità della didattica, ridurre il numero di studenti per istituto e rafforzare i presìdi scolastici locali. Il commissariamento dell’Emilia-Romagna non è un atto di forza dello Stato, ma la certificazione del fallimento del centralismo. Serve un cambio di paradigma immediato: meno Roma, più territori; meno burocrazia, più responsabilità; meno propaganda, più autonomia reale. Solo così si difende davvero la scuola pubblica e il futuro delle nuove generazioni".
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