Dopo l’auto sulla folla a Modena, in centro storico a Sassuolo installate fioriere per aumentare sicurezza e decoro
SASSUOLO - 'La sicurezza e la vivibilità del centro storico sono temi su cui continuiamo a lavorare con attenzione, attraverso interventi concreti e compatibili con la vita quotidiana della città'. Con queste parole il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini ha annunciato il nuovo intervento avviato dall’amministrazione comunale per rafforzare sicurezza, decoro e qualità urbana nelle principali vie del centro storico.
Nelle ultime ore, infatti, sono iniziate le operazioni di installazione di quattro coppie di grandi fioriere in punti strategici della ZTL cittadina.
Come si legge nella nota, "E' un intervento concreto che unisce il miglioramento estetico delle nostre vie alla necessità di moderare la velocità dei veicoli, proteggendo chi vive e frequenta il centro a piedi. In particolare in via Cesare Battisti saranno posizionate due coppie di fioriere nel tratto compreso tra piazza Martiri Partigiani e piazza Garibaldi; in via Giuseppe Mazzini saranno collocate due coppie di fioriere tra piazza Garibaldi e viale XX Settembre. L'accessibilità resta garantita: i residenti e i veicoli autorizzati potranno continuare a transitare regolarmente, e i tecnici stanno già collaborando con la Polizia Locale e i mezzi di soccorso per assicurare il passaggio anche in caso di emergenza".
Leggi anche: Dopo l'auto sulla folla a Modena, Rubiera installa nuove barriere per proteggere l’area del mercato
- Sanità pubblica, il Pd di Carpi chiede concretezza sulle condizioni del personale e sulla programmazione delle ferie
- Modena, le biblioteche comunali non vanno in vacanza
- Bollo auto, Vignali (FI): "Regione aumenta le tasse, ma non recupera quelle già dovute"
- ITINERARI CURIOSI | Edicola Fuori Pagina: idee in viaggio
- Martedì 14 e mercoledì 15 luglio, divieto di sosta e senso unico alternato in via Trento e Trieste a Finale Emilia
- Ancora grave il 17enne finito nel fossato con la moto
- Fossoli ricorda i 67 internati uccisi dalle SS: «La memoria deve parlare al presente»











































































