Discariche di Finale Emilia, «Il percolato continua a contaminare le falde». La denuncia di Ora tocca a noi
FINALE EMILIA – Il percolato delle discariche Hera-Feronia continuerebbe a rappresentare una fonte di contaminazione delle acque sotterranee, mentre alla discarica Feronia 2 prosegue il conferimento di nuovi rifiuti. A denunciarlo è l’Osservatorio civico “Ora tocca a noi”, che torna a sollevare il problema dell’inquinamento delle falde a Finale Emilia, richiamando il contenuto di una determina di Arpae e chiedendo maggiore attenzione ai possibili rischi per l’ambiente e la salute pubblica.
Al centro della denuncia, firmata da Maurizio Poletti, c’è la determina Arpae n. 2026-4230 del 31 luglio 2026, emanata dopo alcune Conferenze dei servizi svoltesi durante l’estate. Secondo l’Osservatorio, il documento conterrebbe un passaggio particolarmente significativo sulla provenienza della contaminazione.
Nella Conferenza dei servizi del 22 giugno, infatti, non è stata approvata l’Analisi di rischio presentata dal gestore Feronia. La motivazione richiamata nel comunicato è che «la sorgente primaria non risulta essere estinta».
Per Ora tocca a noi si tratta di un riconoscimento importante, perché indicherebbe nelle discariche la fonte dell’inquinamento delle falde. «Per anni Arpae ha continuato ad affermare che le cause dell’inquinamento fossero imputabili a motivazioni geologiche o alle attività agricole», sostiene l’Osservatorio, che interpreta il passaggio della determina come un cambiamento significativo rispetto alle precedenti valutazioni.
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto l’origine della contaminazione, ma anche le sue conseguenze. L’associazione contesta infatti le valutazioni contenute in un documento tecnico Arpae del 19 giugno 2026, nel quale, secondo quanto riportato dall’Osservatorio, viene confermata la presenza di contaminazione da percolato nelle acque, ma si considera estremamente lenta la migrazione degli inquinanti nelle falde.
In particolare, Ora tocca a noi giudica inaccettabile la stima di tempi di propagazione dei contaminanti indicati nell’ordine di «migliaia/milioni di anni». Una valutazione che, secondo il gruppo civico, non sarebbe conciliabile con i superamenti dei limiti di legge che l’associazione segnala da quasi vent’anni, tanto nella falda superficiale quanto in quella profonda.
Un altro punto contestato riguarda le prescrizioni imposte al gestore Feronia. La determina, secondo quanto evidenziato dall’Osservatorio, prevede il mantenimento dell’estrazione del percolato sul lato nord della discarica Feronia 1, allo scopo di contenerne la fuoriuscita.
Per l’associazione, questa misura confermerebbe che la sorgente della contaminazione è ancora attiva e che il problema non può essere considerato risolto. L’Osservatorio richiama inoltre l’attenzione sul fatto che, mentre proseguono le attività di contenimento, alla discarica Feronia 2 continuano ad arrivare camion carichi di rifiuti.
La denuncia arriva alla vigilia di una nuova tappa giudiziaria. Il 5 novembre è infatti prevista un’udienza al Tribunale di Modena nell’ambito del procedimento relativo alla vicenda ambientale delle discariche di Finale Emilia. I rappresentanti di Ora tocca a noi annunciano che saranno nuovamente presenti.
«Continueremo a chiedere che si faccia giustizia su questo disastro ambientale», afferma Maurizio Poletti.
Resta centrale la questione delle effettive conseguenze della contaminazione, della sua evoluzione nel tempo e dell’efficacia delle misure di contenimento. Le conclusioni dell’Osservatorio sulla responsabilità delle discariche e sui rischi sanitari rappresentano la lettura fornita dall’associazione dei documenti tecnici richiamati. Per un quadro completo saranno necessari anche i chiarimenti di Arpae e del gestore, soprattutto sul significato delle prescrizioni e sull’attuale situazione delle falde.
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