El Koudri, si avvicina la chiusura delle indagini. Il consulente di parte: “Profilo tipico degli incriminati per terrorismo”
MODENA - Si avvicina la chiusura delle indagini e, dunque, l'inizio del processo nei confronti di Salim El Koudri, 31enne che lo scorso 16 maggio investì diversi passanti lungo la via Emilia, a Modena, in auto. In seguito a quanto accaduto, perse la vita dopo due mesi di agonia Monica Esposito, una delle vittime dell'attentato. El Koudri dal 16 maggio si trova in carcere e nelle scorse settimane una perizia psicologica redatta da specialisti che hanno avuto modo di parlare con lui nel corso di questi mesi lo ha dichiarato in grado di intendere e di volere al momento dell'attentato.
Ora emerge, invece, come riporta la "Gazzetta di Modena", quanto contenuto in una consulenza preparata da parte di Francesco Bergoglio Errico, consulente di parte nominato dal fratello di Monica Esposito. Secondo il consulente di parte, il profilo di El Koudri sarebbe quello "tipico degli incriminati per terrorismo". In particolare, il 31enne sarebbe stato "radicalizzato e avrebbe operato con odio profondo verso i cristiani e l'Italia". Per il consulente, inoltre, le ricerche svolte da El Koudri sul web nei presi precedenti all'attentato, sarebbero compatibili con "il classico percorso più o meno lento di auto-indottrinamento, tipico di chi si radicalizza in autonomia". Le conclusioni del consulente di parte sarebbero che "il modo di agire di El Koudri è lo stesso già visto in altri attentati fatti da persone legate o influenzate dall'ideologia jihadista, ma troviamo anche gli elementi tipici del cosiddetto "calcolo terroristico": il bersaglio è altamente simbolico, visto che la via Emilia è la strada più importante di Modena". Inoltre anche l'orario e il giorno scelti per l'attentato (pomeriggio di sabato) testimonierebbero una volontà di El Koudri di colpire più persone possibili.
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