“Le donne della Bassa? Forti e indipendenti”. Luca Marchesi parla dei suoi romanzi a Mirandola
“Sì, l’omicidio nel mio libro “L’assassino immortale” è molto efferato, ma anche dalla recente cronaca abbiamo visto come spesso la realtà superi la fantasia. Purtroppo la vita è così”. A parlare è Luca Marchesi, medollese, giornalista e scrittore, che la sera del 4 novembre era a un incontro nella biblioteca di Mirandola per raccontare il suo rapporto con la scrittura. Marchesi aveva esordito nel 2009 con un fantasy per ragazzi, “L’ultima notte di nebbia”, poi diventato il primo capitolo di una trilogia, tutta ambientata nei nostri territori, quelli in cui l’autore ha vissuto per 63 anni e che conosce bene. Poi il sisma ha segnato la popolazione locale, incluso lo scrittore, al punto che i suoi romanzi più recenti - “Un lingotto rosso sangue” e “L’assassino immortale”, editi da BookRoad – sono gialli nei quali gli effetti del terremoto influiscono sulle storie.
Indagini poliziesche tra le macerie
“Le scosse del 2012 hanno rappresentato uno spartiacque per tutti gli abitanti della Bassa e del cratere – commenta Luca Marchesi – Gli effetti ce li portiamo dentro e sono ancora visibili nelle nostre città, tant’è vero che 14 anni dopo la ricostruzione è ancora in corso. Nei miei romanzi parlo di questo, ma anche della determinazione dei residenti nell’affrontare questo trauma”. Lo stesso protagonista dei due gialli di Marchesi, il maresciallo Salvatore Milano, si scontra con gli effetti della catastrofe, che stravolge il paesaggio e le persone. Ma l’investigatore non demorde nella ricerca dell’assassino e della verità.
Gli amori dell’autore, tra donne e... arti marziali
Una forza che si riflette anche su altri personaggi, incluse le donne, che nei romanzi hanno un ruolo molto importante. Incalzato dalla bibliotecaria di Mirandola, Vanessa De Stradis, l’autore ha dichiarato di provare una grande ammirazione per le donne del suo territorio. “Per la mia esperienza sono indipendenti e sanno quello che vogliono – dice Marchesi – Ho voluto inserire questa determinazione nei libri, insieme a una delle mie grandi passioni, il karate, che ho praticato per tanti anni e che ritorna ciclicamente nei miei romanzi. Anche una ragazzina presente nei miei fantasy lo praticava. Personaggi femminili forti e arti marziali sono elementi importanti nei miei romanzi”.
L’ossessione per la Bassa e le sue storie
Come anche il territorio della Bassa, le sue tradizioni, il folklore e le atmosfere, che lo scrittore definisce “magiche”. In particolare la nebbia è un ingrediente che ritorna in modo costante, così come le vecchie leggende che decenni fa i contadini della Bassa tramandavano a voce e che negli anni sono andate in gran parte perdute. “Ho recuperato alcune di queste storie, fissandole nei miei scritti – spiega Marchesi – Spero così di fermare il tempo, di tramandare una memoria che altrimenti scomparirebbe”. Tra le ossessioni dell’autore c’è anche quella d’inserire personaggi reali nei suoi libri. C’è suo figlio Alessandro, artista marziale a sua volta, ma anche la collega giornalista Elena Benassi. Non ultimo, il compianto scrittore di Finale Emilia Giuseppe Pederiali, che per Marchesi è stato più di una fondamentale fonte d’ispirazione: è stato un amico.
Luca Marchesi presenta L'assassino immortale a Cavezzo
Novità in arrivo
Tanto gioviale di persona, quanto apparentemente riservato in contesti pubblici o quando si tratta di affrontare di petto la sua opera, Luca Marchesi ha ammesso di parlare di sé attraverso i suoi romanzi. “Mi nascondo dietro ai miei personaggi – confida – ma non riesco a parlare di me in modo plateale. Altri scrittori lo fanno, però ci vuole molto coraggio”. Il coraggio di rivelarci una chicca però lo scrittore lo ha trovato. Da qualche tempo è al lavoro su un terzo romanzo sulle avventure del suo maresciallo Milano, ovviamente ambientato nella Bassa. Non può dirci molto, se non che attualmente il lavoro è fermo. Mancano il tempo e la concentrazione necessari. Sembra però che ci sarà una novità: dopo anni di nebbia, la trilogia poliziesca dovrebbe chiudere sotto il segno di quell’afa tipica delle estati mirandolesi. Segno che anche Marchesi è preoccupato per l’emergenza climatica?
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