Sanità, Pulitanò (FdI): “La Regione faccia chiarezza sul futuro della rete ospedaliera modenese”
La Giunta faccia chiarezza sul futuro della rete ospedaliera modenese. Questa la richiesta presentata con un question time da Ferdinando Pulitanò di Fratelli d’Italia, sottoscritto anche da Annalisa Arletti (FdI).
Nello specifico viene chiesto alla Giunta di chiarire “se condivida e appoggi politicamente la scelta di concentrare mezzo miliardo di euro di risorse finanziarie sulla realizzazione del nuovo polo di Baggiovara nel modenese, procedendo al ridimensionamento funzionale del Policlinico di via del Pozzo”.
Secondo Pulitanò “tale investimento rischia di mal conciliarsi con la sostenibilità complessiva della geografia ospedaliera provinciale e distrettuale, tenendo conto della distribuzione dei presidi tra Modena e Sassuolo e degli impegni già assunti per gli altri territori come Carpi. L'ipotesi di investire una cifra stimata in circa 550 milioni di euro per la nuova struttura di Baggiovara rischia di drenare la quasi totalità delle future risorse straordinarie destinate all'edilizia sanitaria del territorio. Questa previsione si inserisce in un contesto provinciale in cui vi sono già impegni programmatici e investimenti precedentemente deliberati ma non ancora realizzati, come la costruzione del nuovo ospedale di Carpi”.
Il consigliere chiede quindi di intervenire affinché “venga garantita la massima trasparenza sulle coperture finanziarie e il rispetto della programmazione democratica e condivisa con gli enti locali”.
A rispondere la sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini che ha sottolineato subito come “non siamo di fronte a decisioni calate dall’alto né a progetti definitivi assunti a prescindere dagli organi di governo democratico del territorio. Come ha ribadito con estrema nettezza anche il presidente de Pascale nei giorni scorsi, la visione sul futuro delle nostre strutture sanitarie non è e non sarà mai un atto unilaterale”.
La sottosegretaria ha ricordato che “come ha detto più volte in queste settimane il presidente della CTSS di Modena il percorso vedrà coinvolti rigorosamente tutti gli interlocutori previsti: la CTSS, l’Università, i professionisti sanitari, le rappresentanze sindacali e le organizzazioni di volontariato, questa Assemblea legislativa”.
“Allo stesso modo - ha continuato Rontini -, la riflessione aperta sulle prospettive di Baggiovara non mette in discussione la sostenibilità della rete ospedaliera provinciale né gli impegni già assunti per gli altri distretti, a partire dalla realizzazione del nuovo ospedale di Carpi e dalla sinergia con i presidi territoriali come Sassuolo. L’obiettivo non è accentrare risorse ma costruire una rete realmente integrata e complementare, nella quale ogni nodo possa esprimere una propria vocazione e offrire la risposta più appropriata ai diversi bisogni: dall’alta complessità all’emergenza-urgenza, fino alla prossimità e all’integrazione con i servizi sociosanitari territoriali”.
“Confermo che non esiste alcuna scelta preordinata né sottratta al confronto e alla programmazione condivisa - ha concluso la sottosegretaria -: le decisioni saranno collocate coerentemente nel quadro delle linee di indirizzo regionali e nel percorso di riordino provinciale già avviato. Aprire una riflessione strategica basata su dati di attività, indicatori di salute e criteri di sostenibilità del sistema non è una fuga in avanti, ma è esattamente il metodo che sosteniamo: un servizio sanitario pubblico forte non attende le criticità, ma analizza i bisogni con rigore e programma in anticipo l'evoluzione delle cure. E se c’è una cosa che questo dibattito ha fatto emergere è la volontà, della Regione Emilia-Romagna, di continuare ad investire sulla sanità modenese”.
Nella sua replica Pulitanò ha affermato la sua “totale insoddisfazione per la risposta data. Metto in dubbio la volontà di voler sostenere la sanità modenese perché si parla di investimenti per un nuovo ospedale, quando non si sa ancora come riempirlo. Ha parlato di chiarezza istituzionale ma non riesco a riscontrarla, perché se ha detto che non è una scelta calata dall’alto, di cosa si tratta nel momento in cui gli altri enti coinvolti non ne sapevano nulla?”
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