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05 Luglio 2022

Nonantola 2030: “Richiesta di rinnovamento è rimasta inascoltata”

Nonantola 2030: “Richiesta di rinnovamento è rimasta inascoltata”. La lista interviene a bocce ferme dopo che non è passata la mozione di sfiducia alla sindaca Federica Nannetti. Scrivono dalla lista di minoranza:

L’esito della discussione sulla sfiducia alla Sindaca Nannetti ha certificato a nostro parere tre risultati: 1) la
Sindaca rimane in carica grazie ai soli voti espressi dai 7 consiglieri PD contro la sfiducia a fronte dei 16
componenti eletti complessivamente in consiglio comunale; 2) la conferma che questa Giunta non ha una
maggioranza precostituita in Consiglio comunale; 3) la richiesta di cambiamento rimane inascoltata.
Il dibattito in consiglio comunale ha evidenziato come le questioni politico-programmatiche e di metodo
poste al centro della mozione di sfiducia siano ancora tutte in campo. Il PD e la Sindaca, invece che dare
risposta ai problemi posti, hanno tentato di ricostruire la vecchia maggioranza esercitando una fortissima
pressione sulla lista Una mano per Nonantola, pressione incentrata esclusivamente sull’etica del rispetto
delle alleanze elettorali, come se tali alleanze fossero un dogma e non avessero invece bisogno della
concretezza del fare e della condivisione nelle scelte strategiche di governo. Si è addirittura arrivati a
derubricare a “normale dialettica democratica” tra maggioranza e opposizione il mancato coinvolgimento
del Consiglio comunale su questioni di grande rilevanza per il nostro paese. Ci ha colpito, come ha fatto
giustamente rilevare il consigliere del Movimento 5 Stelle in sede di dichiarazione di voto, l’assenza di un
pur minimo accenno a possibili responsabilità proprie della Sindaca e del PD al determinarsi di questa
situazione.
Come si fa a sostenere che sia normale dialettica democratica il non rispondere alla domanda, più volte
rivolta alla Sindaca, sul come e perché dal 2018 al 2022 non avesse ritenuto opportuno (noi diciamo
doveroso) relazionarsi con il Consiglio comunale sulla decisione di vendere al privato un intero comparto di
proprietà pubblica prima di esprimere il suo voto favorevole nel CdA del Consorzio Attività Produttive?
Possiamo definirla sana dialettica fra maggioranza e opposizione? Fra Giunta e Consiglio Comunale? Come
fa il PD a non comprendere che una scelta così strategica presa autonomamente dal Sindaco senza alcun
confronto con le forze politiche che i cittadini hanno eletto all’Amministrazione del Comune sia un fatto
abnorme e senza precedenti per Nonantola? Può il Consiglio Comunale essere chiamato a pronunciarsi: 1)
dopo il preaccordo di vendita; 2) dopo la presentazione del Piano da parte della nuova proprietà; 3) dopo la
prima seduta della Conferenza dei Servizi fra gli Enti? La mozione di sfiducia trova le sue origini proprio
nelle relazioni squilibrate (qui sta la sproporzione…) fra il decisore (Sindaco) e l’organo di indirizzo e
controllo (Consiglio Comunale), senza alcuna distinzione fra quanto abbia valenza strategica per un
territorio e quanto, invece, possa rientrare nella quotidianità amministrativa.
Questo i cittadini devono sapere e, a loro volta, chiederne ragione al Sindaco, perché la volontà popolare si
esprime compiutamente solo attraverso i corretti rapporti di convivenza politica e sociale della comunità. Le
forme e i limiti con cui si esercita la sovranità (Art. 1 della Costituzione) sono una cosa seria ed attuale, non un
ferrovecchio da riesumare solo quando “…ci sono le condizioni per una discussione composta”. Secondo
Norberto Bobbio “la democrazia è il potere del Pubblico in pubblico”, con ciò intendendo che essa consiste nel
rendiconto quotidiano nell’esercizio del potere. A Nonantola da tempo questo non succede più. Per questo
chiediamo ai cittadini di vigilare sul buon funzionamento del Consiglio Comunale, affinché nel rispetto delle
reciproche prerogative, maggioranza e opposizione rappresentino una comunità inclusiva e lavorino,
attraverso una sana e trasparente dialettica istituzionale di proposta e confronto, per il perseguimento del
bene comune.
Esprimiamo tutta la nostra comprensione a Una mano per Nonantola per gli attacchi subiti, ma non
condividiamo la loro decisione di astenersi sulla mozione di sfiducia da loro prima sollecitata e poi
sottoscritta insieme alle altre tre forze politiche di opposizione. Rileviamo tuttavia che il loro voto di
astensione lascia intravedere una insoddisfazione di fondo nelle non risposte avute, almeno
pubblicamente, da PD e Sindaca.
La posizione tutta politicista di Forza Italia, che derubrica il dibattito in Consiglio ad un conflitto nel
centrosinistra per le poltrone, non merita commenti.
Abbiamo letto e ascoltato con grande attenzione le ragioni e le motivazioni che PD e Sindaca hanno
espresso nelle ultime settimane. A quei cittadini che hanno espresso legittimamente preoccupazione si è
chiesto di schierarsi in modo acritico, eludendo il merito dei problemi posti e fingendo che “gli
irresponsabili” li inventassero. Alle forze politiche che hanno posto, certo in modo duro, seri e reali
problemi politico-programmatici, non si è data alcuna risposta convincente. Lo dimostra il fatto che solo il
PD si è schierato pienamente contro la sfiducia. Si è costruita ad arte l’alternativa secca Sindaca o
commissario, senza nemmeno provare a praticare, con coraggio, la terza opzione, cioè affrontare i problemi
posti attuando quella discontinuità d’azione necessaria al nostro paese. La possibile costituzione di un
campo largo progressista poteva segnare un passo in avanti sia sul terreno politico, sia sul terreno
democratico della partecipazione e della condivisione delle scelte. Forse per paura, per istinto conservatore
o per arroganza il PD ha preferito guardarsi indietro riproponendo vecchi e logori schemi che portano,
come abbiamo visto negli ultimi anni, staticità e arroccamento politico, incertezza programmatica, ritardi e
frammentazione dell’azione di governo.
Le questioni cruciali per Nonantola sono ancora tutte sul tavolo, e non si intravedono soluzioni: la
discussione sul fondo Consolata, cui non ci siamo mai sottratti presentando proposte circostanziate che,
dopo l’alluvione, vanno sicuramente riviste e relazionate al PIP Gazzate; la Caserma dei Carabinieri, ancora
in alto mare, per la quale proponiamo un progetto fondato sulla rigenerazione urbana (la zona in stato di
quasi abbandono di Via Walter Tabacchi a nostro giudizio potrebbe essere presa in seria considerazione),
attingendo anche ai fondi del PNRR e/o del Ministero della Difesa; la situazione del rimborso danni per
l’alluvione, che procede lentamente e richiede un costante monitoraggio; il Piano Urbanistico Generale, che
dopo 10 anni di stop è faticosamente ripreso, con scarsa adesione dei cittadini, anche per la completa
assenza di linee di indirizzo politiche assunte dall’Amministrazione (ad oggi, nessun Consiglio Comunale è
stato investito dell’argomento) e di un quadro conoscitivo ancora incompleto; quest’anno infine
ricorderemo il decennale del terremoto senza che del palazzo comunale sia stata mossa una pietra.
Per Nonantola Progetto 2030 la sfida positiva rimane aperta. Continuiamo a pensare che il nostro paese
abbia bisogno di una svolta, che necessiti di un salto di qualità per potersi rilanciare e ritrovare smalto
innovativo ad ogni livello: partecipativo, culturale, formativo, sociosanitario, ambientale ed economico.
Siamo pronti a fare la nostra parte, a lavorare, anche da posizioni diverse, con chi intenda produrre quel
cambiamento necessario al rilancio del nostro paese, fermo da troppo tempo. Riprendiamo serenamente la
nostra attività dai banchi dell’opposizione, senza cadere nelle intimidazioni di querele e azioni giudiziarie,
perché siamo convinti che siano le diversità di idee e di proposte, accompagnate dal confronto e dal
rispetto, a dare forza ad un progetto di comunità coesa e solidale. Rimaniamo dell’idea che senza il
fondamentale contributo di Nonantola Progetto 2030, il tema delle aree sarebbe rimasto sottotraccia e
sottratto al dibattito pubblico fino all’ultimo, quando sarebbe sbucato improvvisamente in Consiglio
comunale e sottoposto alla roulette dei numeri senza il necessario, faticoso, ma fondamentale dibattito con
i cittadini. Su questa linea, ci assumiamo fin da ora l’impegno di coordinarci con le forze politiche
progressiste e con le associazioni del territorio per promuovere e costruire momenti pubblici di confronto
con i cittadini su questi fondamentali temi.

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