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06 Novembre 2026
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Riaperta Villa Tusini, ora San Prospero ha la sua piazza – FOTO E VIDEO

 

Il paese senza piazza centrale, cresciuto attorno alla Canaletto, ha finalmente ritrovato un grande spazio pubblico, una piazza: dove, entro il 2028 saranno aperte anche una trattoria, una gelateria, una lambruscheria. In programma anche l'apertura di una foresteria e di un museo, oltre che il trasloco della biblioteca comunale.
E' Villa Tusini a San Prosepero sulla Secchia, palazzina e parco riconsegnati oggi al paese con l'inaugurazione caduta nei giorni della tradizionale fiera di San Prospero, patrono cittadino, e il varo dell'albero di Natale più grande d'Italia fatto all'uncinetto. Le Uncinettine ci sono cascate di nuovo. E siccome avanzava filo, hanno fatto anche delle enormi lette all'uncinetto per comporre la parola "Villa", messa all'ingresso della magione.

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Sono arrivati  in tanti a curiosare tra le stanze dello storico edificio della famiglia modenese dei Tusini visitato anche dall'attrice Stefania Sandrelli, che proprio qui girò - era il 1963 - “La bella di Lodi”.

Visibilmente emozionato il sindaco Sauro Borghi: a questo progetto ci lavora da tanti anni, e vederlo finalmente concretizzato è motivo di orgoglio, anche pensando a chi gufava contro. Tanto che l'assessore regionale David Baruffi ci scherza su: "La chiameremo villa Tusini  - Borghi".

Oltre a Baruffi all'inaugurazione c'erano anche Monja Zaniboni (per l'occasione la sindaca di Camposanto ha indossato la fascia della Provincia di Modena di cui è consigliera), Francesco Vincenzi, presidente della Fondazione Cassa di Mirandola, i consiglieri regionali Pd Maria Costi, Luca Sabatini e Giancarlo Muzzarelli. Naturalmente presente la Giunta comunale. 

Tra i tanti, si sono fatte notare le studenti delle scuole di San Prospero che sono state messe a fra da Cicerone ai visitatori. Le ragazze hanno accompagnato i curiosi a conoscere la storia del luogo (prossime visite guidate oggi dalle 14.30 alle 16.30). 

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Villa Tusini è uno dei complessi a corte più rappresentativi della pianura modenese e uno dei rari esempi ancora leggibili di architettura rurale tradizionale. Queste strutture, tipiche dell’antico paesaggio agricolo padano, venivano costruite lungo le principali direttrici di collegamento – in questo caso il Canaletto – e segnavano in modo riconoscibile il territorio.

Accanto all’elegante dimora padronale, celebre per il suo valore architettonico, la villa comprende un articolato sistema di edifici di servizio disposti in modo da formare un cortile interno completamente chiuso, la classica “corte chiusa”. Nel comune di San Prospero, Villa Tusini costituisce l’esempio più significativo di questa tipologia: un tempo cuore pulsante della vita contadina, è oggi una testimonianza preziosa delle pratiche agricole, dei rapporti sociali e delle consuetudini di un’epoca passata, quasi un piccolo borgo nel borgo.

L’edificio fu realizzato nel 1822 dai fratelli Pietro, don Domenico, don Francesco e Alberto Tusini. Un muro di cinta quadrato di circa sessanta metri per lato racchiude il complesso. Ai lati della residenza principale si sviluppano costruzioni basse e allungate a forma di U, un tempo destinate a funzioni agricole e domestiche: la casa del custode, cantina, granaio, legnaia, lavanderia, depositi, due forni e una serra, ambienti che mantengono ancora oggi la loro impronta originale.

La casa padronale, rivolta verso il Canaletto, ha una pianta quadrata che occupa circa un terzo del lato della corte e si inserisce in modo armonico nel disegno creato dal viale d’ingresso, che mette in relazione via Canaletto e via Viazza. All’interno, la residenza si distingue nettamente dagli edifici rustici per stile e qualità architettonica: si affaccia su un piccolo giardino arricchito nel tempo da specie pregiate, e conserva elementi di grande pregio come la scenografica scala che porta al piano nobile e la cappella al piano terra, entrambe recuperate con interventi accurati. Anche gli interni, con le loro decorazioni raffinate, sono stati restaurati per riportarli alla loro bellezza originaria.

La famiglia Tusini abitò la villa fino a pochi decenni fa; in seguito, l’edificio divenne anche set cinematografico per alcune scene del film La bella di Lodi (1963) di Mario Missiroli con Stefania Sandrelli. Con la perdita della funzione agricola, il complesso rimase per lungo tempo inutilizzato e fu adoperato solo occasionalmente per eventi. Nel 2014 venne acquisito dal Comune e successivamente inserito nei programmi di finanziamento del Commissario Straordinario per la ricostruzione dei beni culturali colpiti dal sisma del 2012.


Il restauro dopo il terremoto del 2012

I terremoti del maggio 2012 causarono gravi danni soprattutto alle strutture interne della villa, pur lasciando segni esterni relativamente contenuti. Dal 2020 è stato avviato un intervento di restauro complessivo basato su criteri scientifici e mirato a preservare l’identità architettonica del complesso. I lavori, conclusi nel 2025, hanno comportato:

  • miglioramento sismico della residenza e messa in sicurezza degli edifici di servizio

  • ricostruzione e consolidamento di tetto, solai, murature e scalone monumentale

  • restauro di facciate, infissi, pavimenti in cotto e apparati decorativi

  • installazione di nuovi impianti tecnologici a basso impatto

  • recupero del giardino storico, della corte Ovest e delle recinzioni

L’intervento non si è limitato alla riparazione dei danni, ma ha determinato una vera rinascita dell’intero complesso, rendendolo sicuro, valorizzato e rispettoso della sua storia.

Il progetto ha richiesto un investimento complessivo superiore a 3,8 milioni di euro, così suddiviso:

Villa Tusini – 1° Stralcio

  • € 3.166.888,66 – finanziamento principale (Ordinanza Commissariale n. 13/2024 – Agenzia Regionale Sisma 2012)

  • € 22.772,83 – cofinanziamento comunale

  • € 500.000,00 – contributo regionale L.R. 7/2020

  • € 135.000,00 – cofinanziamento obbligatorio del Comune


Nuovi utilizzi e prospettive future

Grazie alla sua posizione e al suo valore simbolico, Villa Tusini diviene oggi un nuovo polo culturale e sociale per la comunità, capace di colmare un vuoto identitario nel tessuto urbano. L’obiettivo è creare un luogo aperto e inclusivo, destinato ad attività culturali, formative e turistiche.

Un accordo con la Fondazione Scuole di Musica Andreoli e con l’associazione Ologramma — che riunisce musicisti con disabilità e ha donato strumenti, vinili e CD — permetterà alla villa di diventare uno spazio dedicato all’inclusione attraverso la musica. Sono previsti ambienti per l’ascolto, la lettura e la pratica musicale, oltre alla possibilità di ospitare eventi pubblici e privati legati alla cultura locale.

Grazie alla generosa donazione della famiglia Pivetti e alla collaborazione con la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale, la villa ospiterà anche la nuova acetaia comunale, affiancata da una collezione di attrezzature storiche donate dalla famiglia Palmieri.

Una mostra permanente sarà dedicata alla storia della villa e della famiglia Tusini: fotografie d’epoca, concesse da Giuseppe Antonio Tusini e curate da Franco Barbieri e Giorgio Giliberti, offriranno un racconto visivo della vita quotidiana e dell’evoluzione del complesso nei decenni.


Una rinascita condivisa

Con la riapertura di Villa Tusini, San Prospero riacquista un bene identitario fondamentale e inaugura un nuovo percorso di crescita culturale, turistica ed economica. La villa torna a essere un luogo per la comunità, capace di custodire la memoria storica e allo stesso tempo di generare nuove opportunità.

 

La fotogallery dell'inaugurazione

 

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