Vantive di Medolla, AVS: “L’accordo con Rockwell Medical non basta: servono garanzie per il lavoro e una regia pubblica”
MEDOLLA - Nota stampa da parte del Coordinamento Provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, Modena:
"L’accordo annunciato da Vantive il 3 novembre per cedere alla società statunitense Rockwell Medical gran parte delle attività di emodialisi, compreso lo stabilimento di Medolla, apre una nuova fase della vertenza. Non si tratta però di una vendita già perfezionata: il completamento è previsto per metà 2027 ed è subordinato alle autorizzazioni e alle altre condizioni previste. Il perimetro comprende concentrati, macchine per emodialisi, sistemi di trattamento dell’acqua, consumabili e servizi tecnici; restano esclusi i dializzatori, incluso Theranova. Il nome dell’acquirente non può sostituire le garanzie sul futuro dello stabilimento. Come AVS esprimiamo vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori di Medolla e sosteniamo la richiesta di un confronto trasparente, prima che le scelte industriali diventino irreversibili». Il 4 novembre l’assemblea dei lavoratori ha proclamato lo sciopero immediato: i sindacati contestano il mancato confronto preventivo sul piano industriale e sollevano dubbi sulla solidità finanziaria dell’operazione, condivisi dalla Regione Emilia-Romagna. La comunicazione ufficiale di Rockwell Medical indica un prezzo base di 125 milioni di dollari, soggetto ad aggiustamenti, finanziato attraverso due prestiti da 50 milioni di dollari ciascuno concessi da Vantive e un titolo convertibile da 25 milioni di dollari emesso a favore di Vantive. Questa struttura richiede verifiche rigorose sulla sostenibilità del debito e sulle risorse effettivamente disponibili per investimenti e occupazione. Le prospettive di crescita annunciate dall’acquirente non sono, da sole, garanzie per Medolla.
Chiediamo la riconvocazione urgente del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Vantive, Rockwell Medical, Regione, amministrazioni locali e organizzazioni sindacali. Serve un piano industriale verificabile, con risorse, tempi e responsabilità precisi: tutela di tutti i posti di lavoro, continuità produttiva durante la transizione, investimenti nello stabilimento, salvaguardia della ricerca e delle competenze, attenzione all’indotto. Gli impegni devono essere vincolanti e sottoposti a monitoraggio pubblico, non affidati a semplici rassicurazioni. La vertenza non è soltanto una questione aziendale: riguarda il futuro del biomedicale modenese e un patrimonio industriale e tecnologico essenziale per il Paese. Il Governo e il Ministero dell’Economia devono valutare fino in fondo il ruolo delle partecipazioni pubbliche e degli strumenti di intervento statale, anche attraverso Invitalia, per accompagnare un rilancio credibile e impedire la dispersione di competenze e capacità produttiva. Conoscenze, licenze e brevetti devono essere considerati anche nella prospettiva dell’interesse del Servizio sanitario nazionale. Medolla non può essere lasciata alle sole dinamiche finanziarie: prima di ogni passaggio definitivo, servono trasparenza, coinvolgimento dei lavoratori e garanzie concrete per il territorio».
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