Rinnamorarsi ancora, Pupi Avati a Modena domenica 9 novembre
MODENA - Tutti scrivono quando si innamorano. A volte pure troppo. Ma sono molti di meno coloro che dicono di essersi innamorati di nuovo della stessa persona. Di questa seconda categoria fa parte Pupi Avati, che ha raccontato questa esperienza in 'Rinnamorarsi' (Solferino). Tutto è cominciato con una lettera pubblica di Avati alla moglie, «la ragazza che sposai sessant'anni fa», uscita sul Foglio nel gennaio 2025 e immediatamente rimbalzata tra media e social.
Da quelle parole sincere, commoventi, autoironiche ne è scaturita una riflessione più ampia, che il grande regista regala al pubblico nel suo nuovo libro e presenta al BPER Forum domenica 9 novembre alle 17.30. Sul filo della sua vita e dei suoi ricordi personali, Avati ragiona sui sentimenti più veri che stanno alla base dell'esistenza e delle relazioni, sulla loro necessità in un mondo sempre più arido, cinico e competitivo, sulla saggezza di coltivarli e sulla difficoltà di conservarli.
La gentilezza, la compassione, la perseveranza nell'amore non sono concetti desueti: sono alleati di una vita migliore e forse occorre l'esperienza di una vita intera per imparare davvero ad apprezzarli. Ma non bisognerebbe aspettare la vecchiaia per rinnamorarsi: facciamolo subito.
Pupi Avati, sceneggiatore e produttore, è uno dei maestri riconosciuti del cinema italiano. Autore di numerosi romanzi di successo, con Solferino ha pubblicato L'archivio del diavolo (2020), L'alta fantasia (2021) e L'orto americano (2023).
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