UniMORE celebra i 45 anni della Scuola di Informatica, in Italia è presente solo a Modena e Siena
MODENA - Modena è stata una delle culle dell’informatica moderna in Italia. Qui, nel 1981, nacque la Scuola Diretta a Fini Speciali di Informatica per Analisti di Sistemi e Procedure (SINF), un’esperienza pionieristica che, nel suo genere, aveva come unico precedente in Italia quella di Siena. A 45 anni dalla sua istituzione, UniMORE ne ha celebrato la storia con un incontro nell’Aula Magna del Tecnopolo di Modena, ripercorrendo un’esperienza che ha anticipato la diffusione dell’informatica nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni.
La Scuola fu istituita con decreto del Presidente della Repubblica del 31 ottobre 1981, su impulso del professor Carlo Jacoboni, che ne guidò la fase iniziale. In un momento in cui la trasformazione tecnologica richiedeva nuove professionalità, la SINF introdusse un modello formativo innovativo, capace di coniugare preparazione teorica, esercitazioni pratiche e contatto diretto con il mondo del lavoro.
«Quando nacque la Scuola, l’informatica stava cominciando a trasformare il modo di lavorare delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, ma mancavano ancora percorsi formativi capaci di preparare figure professionali specifiche. L’idea era proprio quella di rispondere a questa esigenza, unendo le conoscenze teoriche a una forte componente pratica e al contatto diretto con il mondo del lavoro. Credo che il valore della SINF sia stato soprattutto quello di aver intuito in anticipo una necessità che negli anni sarebbe diventata sempre più centrale. Modena seppe cogliere questa opportunità, costruendo un’esperienza innovativa che ha contribuito allo sviluppo della formazione informatica nel nostro Ateneo e nel territorio» - ha ricordato il Prof. Carlo Jacoboni.
Il percorso biennale forniva competenze matematiche, statistiche e informatiche, insieme agli strumenti per analizzare e progettare sistemi informativi. Particolarmente significativa era la componente applicativa: ogni allievo doveva svolgere almeno 500 ore di tirocinio presso un’impresa o un ente pubblico, confrontandosi direttamente con problemi ed esigenze organizzative reali.
I risultati confermarono l’efficacia di questa impostazione. Nelle prime edizioni crebbero rapidamente le domande di ammissione, mentre il rapporto medio tra diplomati e iscritti si attestò intorno all’88%. Quasi tutti i diplomati ricevevano proposte di lavoro, spesso già prima della conclusione degli studi e, in molti casi, proprio dalle organizzazioni che li avevano accolti durante il tirocinio.
Un elemento distintivo era anche l’organizzazione della didattica, affidata in parte alla figura dell’«Animatore», incaricata di coordinare le attività, seguire gli studenti e mantenere i rapporti con le realtà esterne. Accanto a Jacoboni, un ruolo importante fu svolto da Rossella Brunetti, prima Animatrice della Scuola.
Dopo sette cicli biennali, l’esperienza si concluse nel quadro dell’evoluzione dell’offerta universitaria, contribuendo al percorso che avrebbe portato allo sviluppo dei successivi corsi di laurea in Informatica e Ingegneria informatica. La SINF ha rappresentato così una tappa significativa nella storia dell’Ateneo e del territorio, dimostrando precocemente quanto la formazione informatica potesse essere strategica per l’innovazione e la competitività.
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