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06 Novembre 2026
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Carpi, in assemblea il punto sull’antenna di piazzale Don Venturelli

CARPI - Le stazioni radio base che consentono il funzionamento della telefonia mobile, come quella autorizzata in piazzale don Venturelli e le altre già installate in città che garantiscono la copertura su tutto il territorio comunale, sono assimilate dalla legge a opere di urbanizzazione primaria e hanno, quindi, carattere di pubblica utilità. Questo significa che la loro installazione è regolata da norme nazionali e, purché siano rispettati i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, i Comuni non solo non possono vietarne l’installazione ma non possono nemmeno imporre siti di costruzione al di fuori dall’area di ricerca tecnica del gestore. I Comuni, come è stato fatto nel caso dell’antenna di piazzale don Venturelli, hanno il compito di far verificare che l’antenna rispetti tutti i limiti che la legge pone a tutela della salute dei cittadini: l’antenna è stata controllata da Arpae, ente terzo rispetto alle amministrazioni e ai gestori il cui compito primario è la tutela della salute pubblica, e dall’Azienda Usl, ed entrambi gli enti hanno espresso parere positivo all’installazione. L’ente locale, inoltre, può provare a indirizzare il gestore nell’installazione ma sempre all’interno dell’area di copertura richiesta. Spostamento che è stato richiesto e ottenuto, guadagnando una maggiore distanza dalle abitazioni e un minor impatto visivo.

Il punto sulla futura antenna di piazzale don Venturelli, approfondendo il contesto normativo che governa l’installazione delle stazioni radio base e spiegando l’iter autorizzativo seguito è stato fatto dal sindaco di Carpi Riccardo Righi nel corso dell’assemblea pubblica con i residenti del quartiere che si è svolta lunedì 23 marzo, all’auditorium Loria, e alla quale hanno partecipato anche l’assessora all’Ambiente Serena Pedrazzoli, tecnici del settore Ambiente dell’amministrazione comunale e tecnici di Arpae esperti di campi elettromagnetici. L’assemblea, che rispondeva a una richiesta dei cittadini, è stato il primo incontro pubblico con i residenti. Una prima informazione sull’installazione dell’antenna era stata fornita già a giugno 2025 dagli uffici comunali agli amministratori dei condomini dell’area. A seguito dell’approvazione in giunta, a dicembre, una lettera informativa era stata inviata anche a tutti i residenti interessati e, per spiegare il procedimento, l’assessora all’Ambienta aveva partecipato a un’assemblea di condominio.

La futura antenna di piazzale don Venturelli è, dunque, normata, controllata e necessaria. Perché è stata scelta proprio quella collocazione? La scelta dipende dalle esigenze di copertura e dalla valutazione del gestore, in questo caso Iliad, e non è modificabile dal Comune se non, appunto, entro limiti molto ristretti. Va ricordato che la legge italiana impedisce l’installazione di stazioni radio base su edifici sanitari, assistenziali e scolastici ma la consente nei pressi degli stessi edifici senza prevedere limiti minimi di distanza. In Italia, inoltre, il limite di esposizione alle emissioni elettromagnetiche è pari a 15 volt/metro, molto più cautelativo del limite europeo raccomandato, e vigente in molti Stati, che è pari a 61 V/m. Va ricordato, infine, che le antenne moderne modulano la potenza e riducono l’emissione quando la rete è più distribuita. Sono elementi che vanno tenuti in considerazione nel valutare la collocazione dell’antenna. In questo caso specifico, la scelta era tra piazzale don Venturelli e via don Dante Sala, ma qui l’antenna sarebbe stata ancora più vicina agli edifici residenziali, si sarebbero persi alcuni parcheggi, l’impatto visivo sarebbe stato maggiore a causa di minori possibilità di mascheramento.

La scelta è caduta, dunque, su piazzale don Venturelli. L’amministrazione comunale è intervenuta per modificare leggermente la collocazione iniziale individuata dal gestore che era a 15 metri da uno dei condomini del quartiere richiedendo uno spostamento di una settantina di metri e proponendo l’area attuale, di 25 metri quadrati, a ridosso della ferrovia e in posizione equidistante dai fabbricati. Per quale motivo non è stato possibile scegliere un luogo diverso? Se il luogo proposto non risponde alle esigenze di copertura del segnale, il gestore può rifiutare la collocazione e scegliere liberamente un sito privato nella stessa area di copertura, anche uno degli edifici privati del piazzale. In caso di indisponibilità privata, il gestore potrebbe chiedere l’esproprio dell’area di interesse, proprio perché le stazioni radio base sono considerate, per legge, come opere di urbanizzazione primaria.

Nei limiti delle ridotte possibilità concesse dalla legge nazionale, il Comune di Carpi è intervenuto, con delibere approvate negli anni scorsi dal Consiglio comunale, per governare le installazioni prevedendo che siano collocate alla maggiore distanza possibile dai luoghi sensibili (fatte salve le esigenze di copertura del servizio) anche se la distanza non è un fattore decisivo per l’esposizione ai campi elettromagnetici, favorire una distribuzione equilibrata degli impianti sul territorio, evitandone la proliferazione indiscriminata e sostenendo un insediamento urbanistico e territoriale corretto, incentivare un utilizzo della condivisione del medesimo supporto da parte di gestori diversi, minimizzare l’impatto visivo, limitare l’eccessivo ricorso alle installazioni su aree private per ridurre le localizzazioni non in linea con gli altri principi. Va ribadito, infine, che l’impianto di piazzale don Venturelli ha ottenuto una valutazione positiva da Arpae, per gli aspetti ambientali, e da Ausl, per gli aspetti sanitari. Significa che i limiti di esposizione alle emissioni elettromagnetiche risultano pienamente rispettati. La valutazione viene eseguita considerando la quantità di emissioni nelle condizioni teoricamente più gravose, che però non si verificano mai. Dunque, se l’impianto rispetta i limiti in queste condizioni, a maggior ragione, rimane abbondantemente al di sotto in condizioni normali. Dalle valutazioni è emerso che le emissioni della futura antenna saranno inferiori ai 6 V/m. Al termine della discussione, che si è prolungata per oltre due ore, il sindaco si è assunto l’impegno di contattare il gestore Iliad per verificare la disponibilità a individuare un sito diverso.

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