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06 Novembre 2026
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Dipendenze, in Emilia-Romagna ogni anno quasi 27mila persone si rivolgono ai servizi: boom per gioco d’azzardo e smartphone

Il contrasto all’abuso di social e gioco d’azzardo è la nuova frontiera nella lotta alle dipendenze, tanto che negli ultimi 24 mesi è raddoppiato il numero di chi si è rivolto ai servizi sanitari regionali perché “schiavo” del tavolo da gioco (da 718 a 1.462 persone) e al contempo si comincia a aiutare chi preferisce la realtà virtuale a quella reale. In Emilia-Romagna sono quasi 27mila le persone che si rivolgono ogni anno ai servizi di assistenza per le dipendenze patologiche gestite dalle diverse aziende sanitarie: non solo droghe e alcol, le nuove dipendenze oggi si chiamano, infatti, anche gioco d’azzardo, gaming e digitale. Parliamo di un universo complesso, in larga parte ancora da decifrare, che riguarda decine di migliaia di persone, tra cui molti giovani. Questo il quadro emerso nel corso della commissione Sanità presieduta da Giancarlo Muzzarelli durante la quale gli assessori al Welfare Isabella Conti e alla Sanità Massimo Fabi hanno fatto il punto sugli esiti della Conferenza regionale sulle dipendenze, organizzata dalla Regione e svoltasi a Bologna a inizio anno. Nel 2024 delle 27.000 persone seguite dai servizi il 56% lo era per dipendenze da droghe con un forte aumento del consumo di cocaina e crack e un calo di eroina e cannabinoidi, il 36% per alcol, il 5% per gioco d’azzardo e il 3% per tabacco. In netto aumento anche ‘gaming disorder’, ovvero la dipendenza da digitale e online.

“Sul tema delle dipendenze serve lavorare con ancora più intensità, un problema che riguarda anche molti giovani, dobbiamo avvicinare e aiutare chi soffre, serve, per questo, rafforzare ulteriormente la rete dei servizi regionali”, spiega il presidente Muzzarelli che concentra il proprio ragionamento anche sulla situazione in carcere: “Il 30% dei detenuti è in cella per reati collegati a dipendenze, entra quindi in gioco anche l’aspetto della sicurezza”.

"Abbiamo davanti a noi un duplice impegno: aiutare chi si trova in difficoltà, offrendo strumenti nuovi di intervento, e irrobustire e consolidare la rete di assistenza lavorando insieme ai professionisti di questa regione. In particolare, dobbiamo concentrarci sull’impatto crescente che il digitale, l’utilizzo senza regole dei social media e del gaming sta generando su ragazze e ragazzi, all’interno di una cornice che tenga insieme politiche sociali, benessere mentale e relazionale. Dobbiamo saper leggere questi fenomeni come espressione di cambiamenti profondi della nostra società, ma anche saper costruire azioni efficaci per non perdere di vista il ruolo fondamentale delle relazioni umane e del rispetto delle nostre emozioni”, spiega Conti che ricorda come “nel solo ultimo anno in regione sono stati registrati 68mila accessi in neuropsichiatria, la fragilità di questa fascia di popolazione è sempre più evidente: la conferenza sulle dipendenze rappresenta un momento di confronto importante, le dipendenze non hanno solo implicazioni sanitarie ma anche sociali e culturali, stiamo lavorando su un nuovo piano regionale delle dipendenze, anche per creare nuovi approcci e quindi nuove discipline”. Sulla stessa linea Fabi per il quale “affrontare il crescente disagio sociale è una delle priorità che si è data questa amministrazione. Per farlo serve il contributo di tutte le professionalità del nostro sistema sociosanitario, l’obiettivo è quello di realizzare percorsi nuovi di assistenza, in particolare per le generazioni più giovani. Serve, quindi, un piano integrato sulle dipendenze che ci permetta di affrontare sfide sempre più complesse”. Prosegue: “L’impatto sul sistema di cura è importante, serve lavorare sulla prevenzione, rafforzando anche il ruolo della comunità educante, importante anche l’attività di ricerca collegata alle università, come Regione Emilia-Romagna uniamo al tema delle dipendenze quello della salute mentale”. Entra nello specifico: "La Regione Emilia-Romagna sta attivando nuovi percorsi sperimentali con l’obiettivo di un’intercettazione precoce di chi ha dipendenze, rafforzando la trasversalità dei servizi”.

A fronte dei numeri e delle parole di Conti e Fabi i consiglieri regionali si sono detti molto preoccupati: i rappresentanti del centrosinistra hanno sottolineato l’importanza della prevenzione sottolineando come l’Emilia-Romagna abbia un approccio innovativo nell’approccio alle dipendenze, e il centrodestra chiede di innovare le attività professionali rivolte agli operatori coinvolti e la realizzazione di un piano regionale sulle dipendenze collegato a quello nazionale.

Gli interventi dei consiglieri regionali

Per Paolo Burani (Avs) “sulle dipendenze diventa centrale il tema dei comportamenti: le fragilità vanno affrontate, serve intervenire prima di tutto sull’uso dei device fra i giovani. È fondamentale riconoscere chi lavora per riempire questi vuoti e dobbiamo rendere più resiliente il sistema”.

“Le dipendenze – rimarca Nicola Marcello (FdI) – coinvolgono sempre più persone giovani e giovanissime, per questo serve modificare gli approcci nella formazione degli operatori coinvolti. È, poi, importante prevedere un piano regionale che segua quello nazionale”.

“Il contesto culturale è cambiato, il fenomeno – spiega Giovanni Gordini (Civici) – è comunque sottostimato, va affrontato il tema della formazione degli operatori, serve poi lavorare sull’aspetto dell’informazione ai cittadini”.

Per Alice Parma (Pd) “è importante che ci sia un approccio innovativo, come in Emilia-Romagna, su temi complessi come questo, la repressione non aiuta a risolvere i problemi. Fondamentale è l’interazione tra sociale e sanitario e la prima regola per affrontare questo problema è parlarne. Serve un patto di comunità”.

Anche per Maria Costi (Pd) “il tema è sia sanitario sia sociale ed è importante il lavoro che sta portando avanti la Regione Emilia-Romagna. Si può fare un lavoro trasversale partendo dall’aspetto della prevenzione e coinvolgendo sempre più giovani”.

Per Maria Lura Arduini (Pd) “bisogna valorizzare il lavoro che sta portando avanti la Regione Emilia-Romagna, a partire dall’aspetto della prevenzione. Fondamentali, poi, sono gli investimenti sulle comunità educanti”.

“È bene avere – evidenzia Lorenzo Casadei (M5 Stelle) – la strategia regionale sulla prevenzione, parliamo di persone e di famiglie, i costi sociali delle dipendenze sono enormi, i servizi si stanno adeguando ai cambiamenti della società, anche rispetto al tema dell’evoluzione tecnologica”.

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