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06 Novembre 2026
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Carpi, approvata la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini

CARPI - Il Consiglio comunale di Carpi, nella seduta di martedì 7 aprile, ha approvato la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 17 maggio 1924, in piena epoca fascista. La delibera di revoca, presentata all’assemblea dal sindaco Riccardo Righi, è stata discussa nel corso della seduta che celebrava l’ottantesimo anniversario dell’insediamento del primo Consiglio comunale democraticamente eletto a suffragio universale dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista, ed è stata approvata con il voto a favore di Pd, Avs, Carpi a colori e Forza Italia (ottenendo la necessaria maggioranza dei due terzi dell’assemblea); Carpi civica si è astenuta, mentre i gruppi di Fratelli d’Italia e Lega non hanno partecipato al voto. L’approvazione della delibera che rende effettiva la revoca della cittadinanza a Benito Mussolini fa seguito all’analoga mozione presentata dal consigliere Michele De Rosa (Forza Italia) e approvata dall’assemblea consiliare lo scorso luglio.

Nel presentare la delibera, il sindaco Righi ha affermato che la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini, “è, prima di tutto, un atto di consapevolezza e di responsabilità pubblica, attraverso il quale la comunità riafferma con chiarezza i valori sui quali si fondano la propria identità e l’ordinamento della Repubblica”. Il sindaco ha ricordato come il conferimento della cittadinanza onoraria non sia un atto meramente simbolico: “Si tratta, invece, del riconoscimento più alto che una comunità può attribuire, espressione dei principi che essa intende onorare, custodire e trasmettere. Per questo – ha proseguito – l’accostamento del nome di Benito Mussolini a quello di personalità che hanno contribuito alla difesa dei diritti umani, della libertà e della dignità della persona risulta incompatibile con il significato stesso di tale onorificenza”. Mantenere la cittadinanza rappresenterebbe, inoltre, “una contraddizione profonda rispetto ai principi sanciti dalla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e fondata sull’antifascismo, sulla democrazia, sulla libertà e sulla pace”. La revoca, dunque, “da un lato, restituisce coerenza, dignità e credibilità all’istituto della cittadinanza onoraria; dall’altro, rappresenta una presa di posizione chiara, consapevole e ferma contro ogni forma di totalitarismo, di discriminazione e di violenza da parte di una comunità carpigiana che alla lotta di Liberazione ha sacrificato molte vite ed energie e il cui contributo alla Resistenza è stato riconosciuto con la Medaglia d’oro al Valor civile e la Medaglia d’argento al Valor militare”.

Questo il commento della segretaria del Pd di Carpi, Daniela Depietri: “Nella città in cui è sorto il Campo di Fossoli, il principale campo di concentramento per ebrei e dissidenti politici su territorio italiano, questo era un atto dovuto. Ringraziamo il sindaco e tutti i consiglieri che hanno votato convintamente a favore. Ora, finalmente, questa macchia sulla nostra comunità è cancellata, e lo si deve sia alla volontà della maggioranza che, occorre riconoscerlo con franchezza, alla serietà di Forza Italia e del consigliere Michele de Rosa, che con coerenza e senso di responsabilità si è speso per una questione che riguarda la storia della città e la sua identità. Spiace invece, seppure, purtroppo, non sorprende, constatare come le altre forze di opposizione, esclusa la consigliera Medici che si è astenuta, non abbiano neppure partecipato al voto, senza nemmeno formulare la propria dichiarazione per spiegare la scelta di uscire dall’aula. si siano astenute. Mi riferisco, in particolare, a Lega e Fratelli d’Italia: partiti i cui esponenti, per anni, ci hanno ripetuto, e hanno ripetuto ai propri elettori, che le questioni riguardanti l’identità, le radici, la memoria, fossero centrali per la definizione dello spirito e dell’essenza di una comunità. Un’idea, quella della centralità delle radici, sulla quale hanno basato buona parte dei propri consensi, e che ora, alla prova dei fatti, proprio quando si presenza l’occasione di esprimersi su un tema che riguarda la nostra storia recente, la memoria, il senso di appartenenza, i valori che vogliamo stabilire come fondanti del nostro vivere civile, non si fanno scrupolo di rinnegare, pur di non associarci a un provvedimento insieme alla maggioranza.

Rammarica che si sia persa un’altra occasione preziosa per ribadire, davanti a tutta la comunità, che si può ben essere avversari e diversi, anche aspramente, su una marea di idee, visioni del mondo, progettualità, ma che si è uniti su un punto comune: il ripudio del fascismo, dell’idea di violenza, persecuzione, prevaricazione e morte che ha rappresentato e incarnato in Benito Mussolini, che una città come Carpi non merita di annoverare tra i propri cittadini. Dispiace, dunque: ma il giusto. Perché oggi, grazie anche al fondamentale apporto di chi non dimentica che l’opposizione può articolarsi in maniera seria e costruttiva, è un giorno di festa per chiunque creda nella democrazia e nell’antifascismo: le radici di cui abbiamo bisogno”.

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