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06 Novembre 2026
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L’11 e il 12 aprile giornate di prevenzione della Sindrome del bambino scosso, iniziative anche a Modena e Cavezzo

Bastano pochi secondi di violento scuotimento da parte del genitore o di un adulto, in preda all’esasperazione per un pianto prolungato o alla stanchezza per le notti insonni, per causare nel neonato conseguenze permanenti e in molti casi letali. É la cosiddetta Sindrome del bambino scosso (Sbs), una grave forma di trauma cerebrale infantile che secondo il report 2023 della Fondazione ‘Terre des Hommes’ colpisce nei Paesi industrializzati tra i 14 e i 40 casi ogni 100mila bambini, con un’incidenza in Italia stimata in circa una trentina. In vista delle due giornate nazionali di prevenzione, previste per l’11 e 12 aprile, la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto con Terre des Hommes un protocollo d’intesa triennale per sviluppare azioni comuni di sensibilizzazione e sostegno alla campagna. Inoltre, nelle due giornate le Torri della Fiera District di Bologna, sede della Regione, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della campagna, così come il Palazzo del Podestà, sempre nel capoluogo, le fontane di piazza Roma e il Diurno di piazza Mazzini a Modena e la fontana del Masini a Cesena. Proprio Bologna, Modena e Cesena ospiteranno tre infopoint, coordinati dalla Regione e dedicati a ciascuna area vasta, con la partecipazione di operatori per le famiglie, medici, volontari e associazioni di sostegno alla genitorialità. Iniziative sono previste in tutto il territorio regionale. L’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, sarà domenica 12 aprile alle ore 10 al punto informativo di piazza Garibaldi, a Parma.

“L’Emilia-Romagna ha scelto di supportare la campagna di sensibilizzazione di Terre des Hommes, firmando, prima Regione in Italia, un protocollo che prevede azioni concrete di diffusione e sensibilizzazione delle famiglie su questo tema - spiega Fabi -. Diventare genitori, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, può rappresentare una prova emotiva e nervosa molto pesante: è importante stare loro vicini fin prima della nascita, informandoli dei rischi e di come evitare conseguenze che possono essere irreparabili. E sempre come Regione - prosegue Fabi -, da tempo siamo attivi nella formazione degli operatori sanitari con programmi dedicati ad affrontare il pianto dei bimbi”.

Promosse da Terre des Hommes e Simeup (Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Sbs. L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società italiana di pediatria (Sip), dell’Associazione nazionale Pubbliche assistenze (Anpas), della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), della Rete ospedaliera contro il maltrattamento infantile.

Il protocollo d’intesa

La Regione e Terre des Hommes lavorano insieme per integrare le diverse forme di prevenzione - attuate in famiglia, nei servizi educativi, sociali e sanitari, nelle scuole e nelle comunità - all’interno di un sistema di protezione efficace e coordinato, basato sulla collaborazione interistituzionale e sul coinvolgimento della cittadinanza. L’obiettivo comune è quello di proteggere le persone di minore età da ogni forma di violenza, sia essa nel mondo offline, sia in quello digitale, in particolare per quanto riguarda la Sindrome del bambino scosso. In particolare, la Regione si impegna a promuovere la conoscenza e la comunicazione pubblica di tutte le iniziative realizzate nella cornice del protocollo e a sostenere la campagna ‘NONSCUOTERLO!’.

I tre infopoint e le altre iniziative

A Bologna il punto informativo sarà allestito l’11 in piazza del Nettuno, a pochi passi dal Comune, dalle 10 alle 18: medici, infermieri, ostetriche del Sant'Orsola e dell’Ausl, insieme ai volontari di Casa Maternità il Nido, L'Isola che c'é, Il Faro, Il Melograno, Centro per le famiglie ACP associazione culturale pediatri, svolgeranno attività di informazione e sensibilizzazione. Sempre sabato e domenica, gli altri due infopoint in piazza Mazzini, a Modena, e ai portici di Corso Mazzini a Cesena, di fronte al Palazzo del Ridotto. Oltre a quella di Parma, altre iniziative sono previste in piazza don Zucchi a Cavezzo (Mo), al presidio ospedaliero di Vaio-Fidenza (Pr), al centro commerciale Il Globo di Lugo (Ra), all’ingresso del Nuovo Ospedale dei Bambini e in piazza Garibaldi a Parma, nell’atrio dell’Ospedale di Pavullo (Mo), al Pronto soccorso pediatrico dell’Ospedale di Piacenza, nella sede Anpas di Ventasso (Re).

La Sindrome del bambino scosso

Colpisce i neonati tra le 6 settimane e i 6 mesi di vita, ovvero la fase di sviluppo normale e temporanea in cui piangono di più, spesso senza apparente motivo e per periodi molto prolungati. Lo scuotimento da parte dell’adulto può provocare danni gravissimi, dal momento che i loro muscoli del collo sono deboli, la testa è proporzionalmente più grande e il loro cervello è ancora in fase di sviluppo. In un quarto dei casi, l’esito è letale. Tra il 2018 e il 2023, in Italia sono stati segnalati 47 casi in 7 ospedali partner della Rete ospedaliera di prevenzione del maltrattamento infantile (Torino, Milano, Padova, Genova, Firenze, Bari, Napoli). Tra il 2015 e il 2023, 8 casi sono stati registrati al Sant’Orsola di Bologna.

Cosa fare

Il pianto del bambino, nei primi mesi di vita, sembra davvero inconsolabile. Di fatto, piangere è l’unico strumento che il neonato ha per comunicare: può avere fame, sonno, caldo, freddo, il bisogno di essere cambiato o semplicemente di coccole o del contatto fisico per essere rassicurato. Ma se il pianto non si ferma e diventa davvero esasperante, la cosa migliore da fare, se non lo si riesce più a gestire e a sopportare, è lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi fino a quando non si è riacquistato un certo equilibrio. O in alternativa, chiedere aiuto ad altri membri della famiglia o amici e, nei casi più importanti, lasciare che un medico visiti il bambino, se ci sono dei dubbi sul suo stato di salute.

Gli strumenti messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna

La ‘cartella del neonato e della neonata’ viene consegnata a tutti i genitori al momento della dimissione dopo il parto e contiene schede su temi rilevanti, tra cui quella sul pianto con informazioni per la prevenzione della Sbs. Tra le raccomandazioni contenute nel quarto volume dei quaderni ‘Prevenzione del maltrattamento-abuso nell’infanzia e nell’adolescenza’, si raccomanda la presentazione e distribuzione di materiale divulgativo sulla Sbs per aumentare la capacità dei genitori di gestire il pianto del bambino. Inoltre, sono raccomandati programmi da attuare negli ospedali per consigliare i genitori stessi su come comportarsi di fronte a pianti inconsolabili. Infine, la Regione forma in maniera trasversale personale della salute, del sociale, dell’educativa 0-3 anni, del Terzo settore e la cittadinanza tramite corsi di formazione a distanza che affrontano il tema della Sbs.

Di seguito il comunicato stampa congiunto di Ausl di Modena e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena:

Oltre 150 città coinvolte, infopoint con operatori sanitari e monumenti storici illuminati di arancione. L’11 e il 12 aprile tornano le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), per accendere i riflettori su un trauma cerebrale che, in un caso su quattro, può portare al coma o alla morte del bambino. Come ogni anno, le Aziende sanitarie modenesi assieme ai Comuni e associazioni di volontariato, aderiscono alle Giornate di sensibilizzazione promuovendo varie iniziative su tutto il territorio provinciale.

A Modena sabato 11 aprile sarà allestito un infopoint in Piazza Mazzini, dalle ore 9 alle 19, grazie alla collaborazione tra operatori sanitari della Pediatria di Comunità, del Consultorio e della Neuropsichiatria Infantile di Ausl Modena, del reparto di Neonatologia e della Pediatria dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, saranno presenti anche volontari di associazioni che sostengono la genitorialità. Alle 11.30 saranno presenti all’infopoint la vicesindaca e assessora alla Sanità del Comune di Modena Francesca Maletti e il Direttore del Distretto sanitario di Modena Andrea Spanò e la Direttrice della Pediatria AOU di Modena Barbara Predieri. Per promuovere la sensibilizzazione verso questo tema, il Comune di Modena ha predisposto, nelle giornate 11 e 12 aprile, l’illuminazione di arancione delle fontanelle di Piazza Roma e del Diurno di Piazza Mazzini, in collaborazione con Hera spa.

A Modena e Sassuolo punto informativo anche nella sala d'attesa della Pediatria di Comunità (sede del Distretto sanitario) venerdì 10 aprile dalle ore 8:30 alle ore 13. A Castelfranco Emilia infopoint presso la Casa della comunità sabato 11 aprile al mattino e sempre nel Distretto di Castelfranco sarà allestito un banchetto informativo nella Casa della comunità di Bomporto lunedì 13 aprile al mattino. A Pavullo infopoint nell’atrio dell’Ospedale sabato 11 aprile dalle 9.30 alle 12.30.  A Mirandola infopoint in piazza Costituente sabato 11 aprile  dalle 10:30 alle 12, a Carpi infopoint nell'atrio dell’Ospedale, nella Pediatria ospedaliera e nel reparto di Ostetricia e Ginecologia domenica 12 aprile dalle 10.30 alle 12.

Promosse da Terre des Hommes e SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Shaken Baby Syndrome: una condizione grave che può derivare dallo scuotimento violento di un neonato, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Un gesto che può avere conseguenze gravissime, ma che può essere evitato con una corretta informazione.

L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società Italiana di Pediatria (SIP), dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), della Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile. Quest’anno aderiscono all’iniziativa anche l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI), l’Associazione Nazionale per l’Assistenza del Bambino in Ospedale (ANABO), la Federazione Nazionale Ordini e Professioni Infermieristiche (FNOPI) e Federfarma Milano, Lodi, Monza, Brianza, Foggia, Sassari e Verona, le cui farmacie diffonderanno video e materiali informativi della campagna.

COS’E’ LA SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO

E’ una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile. Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino. I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino; i danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte.

La Sindrome del Bambino Scosso è difficile da diagnosticare, così che spesso i bambini arrivano in Pronto Soccorso dopo esserne stati esposti più volte, prima che venga riconosciuta come riporta la “Prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome in Italia” realizzata da Terre des Hommes e dalla Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

COME PREVENIRE LA SHAKEN BABY SYNDROME

Se il pianto del proprio bambino diventa insostenibile e si è fatto tutto quanto possibile per calmarlo, verificando il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, bisogna lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi, fino a quando non si è riacquistato il controllo delle proprie emozioni. Ma non scuoterlo mai. Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un famigliare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Questo può fare la differenza nella vita di un bambino.

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