Mirandola, Sinistra Italiana: “Tra celebrazioni di Ramelli e scelte sul 25 aprile: una memoria che si distorce”
MIRANDOLA - Nota stampa della Segreteria provinciale modenese di Sinistra Italiana:
"A Mirandola, negli ultimi giorni, si stanno intrecciando due vicende che parlano la stessa lingua e pongono un problema politico chiaro: da un lato le iniziative legate alla figura di Sergio Ramelli, dall’altro le scelte dell’amministrazione comunale sul 25 aprile. Come Sinistra Italiana esprimiamo forte preoccupazione, perché questi episodi si inseriscono dentro un progetto sempre più evidente di riscrittura e distorsione della memoria storica, in nome di una presunta “pacificazione” che oggi appare piuttosto come una pericolosa amnesia selettiva. Negli ultimi tempi si è tornati a discutere di violenza politica, giustamente da condannare senza ambiguità in ogni sua forma. Proprio per questo riteniamo inaccettabile l’operazione che tenta di decontestualizzare vicende e figure storiche, inserendole acriticamente nella categoria di “vittime”, senza alcuna considerazione del contesto politico e storico in cui si collocano.
La memoria non può essere piegata a un racconto comodo. La figura di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù del MSI, viene oggi sempre più spesso celebrata in contesti dove non manca la presenza di gruppi neofascisti, tra saluti romani e rituali come il “presente”, che nulla hanno a che vedere con una memoria condivisa e repubblicana, ma che anzi ripropongono simboli e pratiche esplicitamente riconducibili all’eredità fascista. Non è questa la strada per costruire una memoria comune: è, al contrario, un’operazione politica che rischia di riabilitare e normalizzare culture e simboli incompatibili con i valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione. Se mettiamo questi fatti in relazione con quanto accaduto il 25 aprile a Mirandola, il quadro diventa ancora più preoccupante. Escludere le celebrazioni della Liberazione da Piazza Costituente per fare spazio al mercato, e consentire nello stesso giorno la presenza di un banchetto riconducibile all’area di Roberto Vannacci, non sono episodi isolati: sono scelte che, nel loro insieme, indicano una direzione precisa.
Di fronte a questo scenario, una domanda è inevitabile: nel disegno di questa falsa “pacificazione”, che tende ad appiattire e riscrivere la memoria storica del Paese, da che parte sta il Comune di Mirandola? La sindaca e l’amministrazione non possono continuare a rifugiarsi dietro giustificazioni tecniche. Governare significa assumersi la responsabilità delle scelte, anche simboliche. E quelle compiute in queste settimane vanno nella direzione sbagliata: indeboliscono il valore del 25 aprile, confondono i piani della memoria e rischiano di legittimare operazioni di revisionismo storico".
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