Calenda contro tutti: lite con Magi e Sensi, poi l’attacco a Conte sull’Ucraina
(Adnkronos) - Carlo Calenda contro tutti. Almeno: tutti quelli del campo progressista. Sono le 7.22 del mattino quando il leader di Azione apre X e inizia la sua lotta. Il primo a finire nel mirino è Riccardo Magi, segretario di +Europa, che ieri, pur non intervenendo alla manifestazione di Napoli di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, si presenta comunque sotto il palco di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. "Alla voce 'il più puro che ti epura'. Poche persone in piazza, contestazioni di tutti i generi - dai disoccupati organizzati a Potere al popolo - e Riccardo Magi imbucato sotto il palco per far vedere che esiste. Davvero chiedo agli amici di +Europa se questa deve essere la vostra fine o non è invece più dignitoso fare una battaglia liberale, riformista ed europeista al centro. Rifletteteci", twitta Calenda.
Il tempo di svegliarsi, sono le 8.51, ed ecco la risposta del deputato radicale. "Buongiorno fenomeno! - inizia Magi -. Spieghiamo le cose per bene. Tu, in base alla legge, dovresti raccogliere le firme per presentarti alle prossime elezioni. Allora hai inciuciato con il centrodestra in commissione per farti fare un emendamento per avere l'esenzione. È uscita fuori una schifezza persino incostituzionale secondo molti ma siete stati accontentati e ora puoi tirare il petto in fuori. Noi stiamo facendo una lotta e lo facciamo in Parlamento, sopra e sotto i palchi, per ottenere una riforma per tutti, la firma digitale con Spid per presentare liste, come già abbiamo ottenuto per i referendum. Una riforma che usa l'innovazione per la trasparenza e la legalità del processo elettorale, una riforma liberale (ti dice niente?)".
Finita? Macché. 9.15 am, Calenda twitta ancora: "Riccardo, io mi occuperei della paralisi legale e politica interna a +Europa. Ciò premesso sei stato lì sotto non invitato a parlare, come un questuante, mentre Conte diceva cose vergognose sull’Ucraina. Questo è. Il resto è fuffa". Sono le 9.57 quando Magi risponde. "Carlo, questo è il gioco (da bullo) che fai da sempre ed è questo il motivo per cui finisci per rompere con chiunque ti si avvicini (vedi come da ultimo hai trattato Boldrin). Hai sempre provato a sfilare a +Europa qualche pezzo, non è mica una novità. Risultato? Aiuti solo le destre a vincere e ti ci accordi per essere eletto. Chi è il questuante?". Gioco, partita, incontro? Chissà, perché intanto il leader di Azione ha una sfida parallela. Con Filippo Sensi, il senatore riformista del Partito democratico.
Inizia tutto con un tweet delle 9.37, in cui Calenda rilancia Pina Picierno, ma soprattutto le parole sulla Russia che non sarebbe una minaccia per l'Europa dette da Conte da piazza del Gesù. "Ma vi rendete conto che Giuseppe Conte dice testualmente da un palco dell’alleanza di sinistra 'stanno costruendo apposta una minaccia russa'!!! Mentre i russi bombardano tutti i giorni l’Ucraina. Nel silenzio di Elly Schlein". E quindi tagga i riformisti dem Paolo Gentiloni, Sensi appunto, Simona Malpezzi, Giorgio Gori, Graziano Delrio, Lorenzo Guerini e Lia Quartapelle, e a loro chiede provocatorio: "Quanto ancora ritenete di poter tacere su questo scempio del vostro principale alleato?".
E lui, il politico giornalista che, in effetti, già ieri, prima della manifestazione aveva avvisato che i voti dei Cinquestelle sull'Ucraina mal si sposano con l'idea dei dem su Kiev e sulla sua entrata nell'Unione europea, non se le fa dire dietro e nel giro di qualche minuto risponde. "Talmente non ho taciuto che l’ho detto subito e lo dico ogni volta. E, se posso, senza il privilegio di essere fuori dalla costruzione di questa coalizione. Lo faccio dal primo giorno, non so gli altri", precisa Sensi. Che (quasi) prontamente riceve la sua risposta dall'ex compagno di partito: "Tu lo chiami privilegio Filippo, io coraggio e coerenza. Facile essere al calduccio in uno dei due poli, difendendo l’Ucraina a parole ma favorendo l’andata al governo dei peggiori filoputiniani". Di nuovo, forse per la parola fine, il senatore dem. "Non penso che puoi darmi lezioni di coerenza. Tanto più sull’Ucraina. Ti rispetto, rispettami. Pensa al tuo calduccio e non fare propaganda. Evita queste sceneggiate e fai il tuo".
Sono le 12:36 quando Calenda dismette i panni del guerriero. "Grazie ad Azione l’iperammortamento di Industria 4.0 è stato reinserito nell’ultima legge di bilancio. Urso ci ha messo quasi sei mesi a fare i decreti attuativi ma in un solo mese gli ordini sono esplosi (6200) per circa 2 miliardi", scrive a corredo di un altro tweet ancora. In cui però infila del veleno: "A questo serve fare opposizione costruttiva. Il bene della Nazione prima di quello della Fazione".
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