Jazz Open Modena si prepara al gran finale di sabato 18 luglio con l’unica data italiana di Jean-Michel Jarre
MODENA - Una serata di pura energia, con il pubblico in piedi a cantare e ballare fino all'ultima nota. Dopo gli applauditissimi concerti di Jamie Cullum e Joss Stone, protagonisti ieri 16 luglio delle loro uniche date italiane davanti a 3.000 spettatori arrivati da tutta Italia e dall'estero, Jazz Open Modena si avvia verso il gran finale.
Questa sera Luca Carboni salirà sul palco di Piazza Roma alle 22.15 con "RIO ARI O LIVE", il concerto con cui ripercorre quarant'anni di carriera in un racconto fatto di musica, parole e immagini. Ad aprire la serata, alle 20.30, saranno gli inglesi Tankus.
Al Baluardo della Cittadella si esibirà il pianista Aaron Parks, mentre il Giardino Ducale Estense accoglierà il live di Godblesscomputers, prima dell'attesissima giornata conclusiva di domani, sabato 18 luglio: in Piazza Roma arriverà la leggenda della musica elettronica Jean-Michel Jarre (ore 21.30), mentre al Giardino Ducale Estense sarà la volta dei C'mon Tigre (ore 22.00).
Jean-Michel Jarre ha scelto Jazz Open Modena per l’unica data italiana del tour dopo essersi esibito il 5 luglio, nello storico club Amnesia di Ibiza.
L’artista francese porterà dal vivo uno speciale spettacolo immersivo di musica elettronica, tecnologia e sperimentazione audiovisiva, tra laser monumentali, mapping architetturale, schermi giganti, realtà virtuale, audio tridimensionale e visual generativi.
Compositore, performer e produttore visionario, Jarre continua da decenni a reinventare il rapporto tra suono, immagine e performance dal vivo. Rinomato a livello mondiale per le sue produzioni colossali e le performance storiche in luoghi iconici come la Torre Eiffel, Notre-Dame, le Piramidi d’Egitto, il deserto del Sahara e Piazza Tiananmen, porta ora il suo universo sonoro nel cuore di Piazza Roma per trasformare lo spazio urbano in uno spettacolo-totale dove musica, luci, immagini e architettura si fondono in un’unica dimensione sensoriale e collettiva dando vita a un’esperienza memorabile.
Pensati per dialogare ogni volta con il luogo che li ospita, i suoi concerti trasformano l’intero ambiente in una spettacolare macchina sincronizzata capace di integrare simultaneamente synth, sequenze, percussioni elettroniche ed effetti audiovisivi. Dai grandi eventi outdoor ai club e alle arene internazionali, l’artista francese ha ridefinito negli anni il concetto stesso di spettacolo dal vivo mantenendo intatta la sua spinta verso l’innovazione e la ricerca di strumenti capaci di rendere “visibile” la musica elettronica.
Ne è un esempio l’arpa laser, che ha reso famosa in tutto il mondo già dal 1981 e oggi diventata il suo simbolo: raggi laser verdi proiettati nello spazio vengono interrotti fisicamente dalle sue mani, e ogni “taglio” del laser attiva note o trigger MIDI facendo in modo che il pubblico percepisca fisicamente la performance.
Il concerto del Jazz Open Modena anticipa le celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l’album del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale con il suo sound atmosferico e pioneristico, vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo.
Un’opera seminale che continua ancora oggi a influenzare creativi, producer e performer di diverse generazioni. A mezzo secolo dalla sua uscita, Oxygène non è solo un anniversario celebrativo, ma il simbolo di una ricerca artistica ancora proiettata verso il futuro: dai sintetizzatori modulari analogici all’audio immersivo a 360 gradi, dalle più recenti sperimentazioni con l’intelligenza artificiale, ai concerti in VR con avatar digitali, fino alle performance simultanee fisiche e digitali. Il concerto “Welcome to the Other Side”, realizzato nella Notre-Dame virtuale durante la pandemia, è uno degli esempi più estremi: Jarre suonava realmente in studio, mentre il suo avatar performava in una cattedrale digitale davanti a spettatori-avatar collegati da tutto il mondo.
Tra i primi artisti a esplorare le potenzialità dell’AI generativa, sia in ambito sonoro che visivo, l’artista francese porta avanti una visione precisa, secondo cui la tecnologia non sostituisce la creatività umana, ma ne espande e ne potenzia le possibilità, da qui la sua definizione dell’AI come “Augmented Imagination”.
L’8 ottobre 2026 inoltre, uscirà il suo nuovo libro Machines by Jean-Michel Jarre: A History of Electronic Music pubblicato da Thames & Hudson, che ripercorre l’evoluzione del suono elettronico attraverso gli strumenti che ne hanno segnato la storia.
Costruito attorno alla sua collezione personale di oltre 80 strumenti musicali e arricchito dai contributi di personaggi illustri della scena elettronica internazionale, il volume attraversa più di un secolo di innovazione tra synth leggendari, strumenti rari e tecnologie che hanno contribuito a plasmare nuovi immaginari sonori e interi movimenti musicali. Machines: A History of Electronic Music si preannuncia come il manuale della musica elettronica, destinato a diventare un testo di riferimento indispensabile per ogni studio di registrazione o artista del settore.
Sempre domani 18 luglio altre due concerti chiudono la programmazione di Jazz Open in grande stile: al Baluardo in programma il concerto del visionario chitarrista senegalese Hervé Samb, vero pioniere del jazz sabar, un particolare genere musicale che mette in dialogo la libertà del jazz con il sabar, ovvero una danza ma anche un insieme di percussioni ancestrali utilizzate nelle cerimonie Wolof, accompagnato dalla sua band; al Giardino Ducale Estense una delle realtà più acclamate dalla critica internazionale: i C’mon Tigre, un duo che sviluppa la propria identità attraverso un collettivo di musicisti e artisti visivi provenienti da tutto il mondo. Più che semplice musica, quella dei C’mon Tigre è un linguaggio stratificato e transmediale che dal punto di vista sonoro si esprime in una commistione di afro-beat, jazz, funk e hip-hop, fortemente segnata da un immaginario cinematografico. Nel 2025 sono stati in tour per celebrare i primi 10 anni di una carriera che li ha visti collaborare con artisti diversi come Sean Kuti, Arto Lindsay, Xenia Franca e Giovanni Truppi, per citarne soltanto alcuni. Dopo il loro ultimo singolo K//A\K//A porteranno Jazz Open un nuovo live che mette al centro l’elettronica come linguaggio autonomo. Un rave da ascoltare e da ballare, dove i brani più spinti verso il dancefloor convivono con momenti di ascolto profondo e dove elettronica e tradizione dialogano senza gerarchie, tra sintetizzatori, sequencer oud, chitarre, basso, violoncello, xilofono, batteria e percussioni acustiche.
Jazz Open Modena è realizzato con il sostegno dei Main Sponsor Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard, SIXT e Allianz Bank Financial Advisors, con il supporto di STIHL, Dürr, BF Capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Modena. Radio Monte Carlo è media partner dell’evento.
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