Sorpasso nel distretto: Sassuolo supera Modena, ma la vera tenuta salariale è nell’Area Nord di Mirandola
L'indagine sui redditi da lavoro dipendente della CGIL di Modena ri disegna in modo profondo la mappa economica della provincia di Modena, portando alla luce uno storico cambio della guardia. Stando alle dichiarazioni dei redditi analizzate, il comune di Sassuolo ha ufficialmente superato il capoluogo per quanto riguarda il reddito medio da lavoro dipendente. Si tratta di un sorpasso guidato dalla forte tenuta della filiera manifatturiera ceramica e del suo indotto. Tuttavia, allargando lo sguardo alla mappa provinciale, l'analisi territoriale della CGIL svela un altro grande motore salariale della provincia: l'Area Nord e, in particolare, il distretto economico di Mirandola.
Il territorio della Bassa Modenese, trainato dal comparto d'eccellenza del biomedico, si conferma una delle aree a più alta densità di reddito da lavoro dipendente della provincia. La forte vocazione industriale e la presenza di multinazionali e aziende specializzate garantiscono livelli retributivi mediamente più elevati e una stabilità contrattuale (con una netta prevalenza di contratti a tempo indeterminato) che fanno da scudo contro il fenomeno del "lavoro povero", molto più diffuso invece nei settori terziarizzati e turistici del capoluogo.
Ma la medaglia del benessere economico dell'Area Nord ha un rovescio della medaglia tutt'altro che trascurabile: l'isolamento infrastrutturale e la logistica. La sezione chiave del report dedicata alle crescenti distanze tra il luogo di residenza e il posto di lavoro acquisisce nella Bassa un peso specifico enorme.
A causa dei costi degli affitti e delle dinamiche abitative post-sisma, molti lavoratori delle aziende di Mirandola e dei comuni limitrofi sono costretti a fare i conti con un pendolarismo forzato e prolungato. Non potendo contare su una rete di trasporti pubblici intermodale e rapida, l'uso del mezzo privato diventa una scelta obbligata. Il report della CGIL calcola proprio quanto le spese di trasporto (carburante, manutenzione dell'auto, usura del mezzo) vadano a intaccare pesantemente quel "tesoretto" salariale apparentemente elevato. Per i lavoratori dell'Area Nord, la domanda posta dal sindacato – *"cosa resta in tasca una volta tolte le spese per andare a lavorare?"* – non è una provocazione teorica, ma una voce di spesa che ridefinisce il reale potere d'acquisto quotidiano.
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