Festival della Migrazione, a Modena l’apertura con Lucia Goracci e il suo “diario di guerra”
MODENA - Si apre a Modena, la città in cui è nato, l’undicesima edizione del Festival della Migrazione. Giovedì 5 novembre alle 20.30 il Cinema Teatro Arena ospita la serata inaugurale di «Donne migranti. Vite in movimento, tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture», il tema che fino al 15 novembre accompagnerà gli appuntamenti in tredici città di sei regioni. Ad aprire la serata saranno i saluti istituzionali di Edoardo Patriarca, presidente del Festival della Migrazione; Massimo Mezzetti, sindaco di Modena; mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi; mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale di Fondazione Migrantes; Silvana Borsari per Fondazione di Modena; Ludovica Ferrari per la Regione Emilia-Romagna; Maria Chiara Rioli, delegata della Rettrice dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Daniele Pedrazzi per BPER Banca; Alberto Caldana, presidente del Centro Servizi per il Volontariato.
A seguire, il palco passa a Lucia Goracci con «Assedi: un diario di guerra», conferenza scenica di e con la giornalista e inviata Rai. Da circa vent’anni Goracci racconta i conflitti del Medio Oriente: dai fronti contro l’Isis in Siria e Iraq alla rotta balcanica dei profughi, fino agli ultimi voli di evacuazione da Kabul nell’agosto 2021. «Assedi» non è una cronaca dei fatti ma un diario personale, fatto anche delle emozioni che un inviato di solito tiene per sé. Al centro ci sono le persone che la guerra la subiscono e quelle che restano in piedi mentre tutto intorno crolla: civili in fuga, famiglie in cammino lungo i confini d’Europa, donne e bambini che affrontano il viaggio. Le parole si intrecciano con le immagini raccolte sul campo, in un racconto multimediale che restituisce un volto a chi, nelle notizie, resta spesso soltanto un numero.
Il presidente del Festival, Edoardo Patriarca, spiega: «Come nelle passate edizioni daremo spazio ai volti e alle esperienze di coloro che hanno intrapreso il viaggio nella speranza di giungere in un Paese nel quale ripensare il progetto per sé e per la propria famiglia. È il medesimo viaggio che intraprendono le decine di migliaia di giovani italiani che lasciano il nostro Paese. Continueremo a ribadire che le migrazioni possono essere governate nella sicurezza e nella legalità, nel sostegno a una integrazione positiva che nulla toglie ma semmai aggiunge un valore in più allo stare insieme, nel sociale e nel lavoro. Soltanto nella convivialità delle differenze, le tradizioni e le reti comunitarie ritrovano vigore e rifioriscono con colori più cangianti. Ma l'incontro e l’accoglienza non sono passaggi semplici: al contrario hanno bisogno di un progetto politico e culturale che duri nel tempo. Parleremo di migrazioni e non di remigrazione, di cittadinanza ai nuovi italiani e non di revoche, di controllo si delle frontiere ma con la possibilità a chiunque di attraversarle nella legalità, parleremo dei confini che non sono muri e fili spinati ma linee che ci aiutano a dirci cittadini. Parleremo di sicurezza che è un diritto fondamentale, riguarda la dignità della persona e il diritto alla vita ma che per essere davvero tutelata ha bisogno di una molteplicità di strumenti da mettere sul campo assieme».
Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes della Cei, Associazione Porta Aperta di Modena e Università di Modena e Reggio Emilia. È realizzato con il sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, del Comune di Carpi e della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di numerosi comuni del territorio, con il sostegno di alcune diocesi emiliane e con BPER Banca e Generali Italia come sponsor. Il programma completo e l’agenda delle proposte del Festival sono disponibili su www.festivalmigrazione.it.
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